La conferenza stampa del 15 gennaio 2026 ha restituito un’immagine chiara: l’ASL Caserta è consapevole delle criticità che attraversano il sistema sanitario provinciale, ma ha avviato un percorso che punta a intervenire con strumenti concreti, senza promettere soluzioni immediate.
Il direttore generale Antonio Limone ha illustrato un piano che affronta l’urgenza, riorganizza le risorse e propone un cambio di paradigma culturale. Il caso dell’Ospedale Moscati di Aversa è emblematico. Il numero di accessi al Pronto Soccorso è tra i più alti della regione, ma la dotazione di posti letto è largamente insufficiente. La risposta non è solo strutturale: l’ASL intende creare presidi territoriali capaci di intercettare il bisogno prima che si trasformi in emergenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli ospedali, riducendo l’afflusso improprio e restituendo al territorio un ruolo attivo nella gestione della salute. Questo approccio si riflette anche nella gestione del personale. La medicina di base è al centro della strategia, ma resta fragile. Le nuove assegnazioni non coprono interamente il fabbisogno e il sistema fatica ad attrarre giovani professionisti. La direzione ha avviato un piano di assunzioni mirato, ma è evidente che servono interventi più profondi: valorizzare il ruolo del medico di famiglia, integrarlo nella rete territoriale, renderlo parte di un sistema che non si limita alla cura, ma investe nella prevenzione. Sul piano infrastrutturale, l’ASL ha attivato decine di cantieri per Case e Ospedali di Comunità, accompagnati da un protocollo che garantisce la continuità dei lavori. È una risposta concreta a un problema cronico: il blocco delle opere pubbliche. La direzione non si limita agli annunci, ma punta a risultati verificabili, con tempi certi e obiettivi misurabili. La componente tecnologica del piano è ambiziosa ma realistica. Telemedicina, assistenza domiciliare e intelligenza artificiale non sono presentate come soluzioni miracolose, ma come strumenti per migliorare l’efficienza, ottimizzare i flussi e rendere la cura più accessibile. L’idea è quella di portare la sanità nelle case, di anticipare il bisogno, di costruire un sistema che non si attiva solo quando il cittadino è già malato. Il vero cambio di passo è culturale. L’ASL propone di passare da una sanità centrata sul paziente a una centrata sul cittadino. La prevenzione diventa il fulcro dell’azione, con strategie differenziate per le diverse aree della provincia: interventi mirati per le zone ad alta densità e criticità sociali, soluzioni di prossimità per le aree interne e montane. Il messaggio è chiaro: non ci sono scorciatoie, ma c’è una direzione. L’ASL Caserta non promette miracoli, ma propone un percorso fatto di assunzioni, cantieri, riorganizzazione, tecnologia e prevenzione. In un contesto segnato da carenze strutturali e da una crisi di attrattività professionale, è una strategia che prova a ricostruire fiducia, partendo da ciò che è già in movimento.