Caserta. Dopo la chiusura, dal 1 Aprile 2025, dello Stadio del Nuoto, per lavori di ristrutturazione e adeguamento dopo una serie di problematiche legate alla conformità antincendio e burocratica, i disagi creati a tutti i Cittadini, sono ben noti.
In un capoluogo, già commissariato, bambini, giovani ed adulti che seguivano i corsi di nuoto, disabili che necessitano di terapie e riabilitazione in acqua, sono stati danneggiati fortemente.
A questo si aggiunge la situazione scomoda dei lavoratori legati alla struttura: istruttori, tecnici e addetti che da oltre trent’anni hanno fatto della piscina provinciale la loro vita, oggi si trovano senza un’entrata economica, senza certezze, senza risposte, con una previsione di riapertura che continua a slittare, dai pochi mesi previsti inizialmente, alla previsione annunciata, probabilmente, per il 2027.
I dipendenti delle pulizie presso lo Stadio del Nuoto, contrattualizzati dalla Cooperativa Terra di Lavoro con decorrenza 1 Settembre, dopo aver persino ricevuto gli indumenti da lavoro e avviati i corsi sulla sicurezza per iniziare la nuova esperienza di lavoro, sono stati lasciati così, senza alcuna risposta, e sono entrati in Naspi.
Ad oggi, continuano a dover lottare attraverso l’Unione sindacale di base e proteste per ottenere i loro diritti.
Si tratta di, inizialmente, 7 lavoratori, di cui due hanno ottenuto una collocazione differente dallo Stadio del Nuoto (come previsto dal loro contratto, in cui si prevedeva, in caso di situazioni straordinarie come quella in cui versava la struttura all’epoca della stipula, di essere collocati in altri siti) e successivamente, quindi, di 5 lavoratori che vivono nell’incertezza più totale: a Marzo la Naspi, purtroppo, vedrà la sua fine e da allora solo chiacchiere e promesse per la loro vertenza.
Da questa mattina, è stato organizzato un Presidio davanti alla sede della Provincia in via Lamberti.
Le parole d’ordine della protesta sono chiare e inequivocabili: lavoro, diritti, salario e dignità. I manifestanti chiedono di essere ricevuti dai vertici dell’Amministrazione Provinciale per ottenere l’immediato avvio delle attività lavorative o, in alternativa, l’assegnazione a mansioni compatibili che consentano di onorare gli accordi sottoscritti.
I lavoratori sono ben decisi a mantenere il Presidio in modo permanente, 24 ore su 24, finché non riceveranno risposte concrete, perché oramai sono stanchi, esausti ed irremovibili sul far rispettare il loro diritto al lavoro.