di GIUSEPPE CUCCURULLO Segretario Regionale SiNALV CISAL Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Vigilanza
Ottocentotrentadue infortune e 5 morti nel 2007; 796 infortuni e 2 morti nel 2008; 850 infortuni e 2 morti nel 2010; 788 infortuni e 2 morti nel 2011; 4 suicidi nel 2012 e cosi’ sempre in aumento. Ultimo agguato il 3 Marzo 2018 dove e’ stata vittima un’altra Gpg nel Napoletano.
E’ ormai una “strage silenziosa” quelle delle guardie giurate d’Italia. Turni stressanti con ricorso abnorme agli straordinari, vigilantes costretti a rinunciare ai livelli professionali acquisiti e alle anzianita’ maturate, armi che rimamgono in mano a vigilantes licenziati e disperati.
A pagare la situazione, spesso, sono anche i familiari delle guardie.
La situazione e’ ormai intollerabile. Nonostante io abbia piu’ volte scritto lettere al Ministro degli Interni, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al capo della polizia, al direttore generale per le politiche del lavoro mai nulla e’ cambiato. Molti imprenditori degli Istituti di vigilanza privata, nella mancanza di un serio e qualificato indirizzo centrale e di altrettanto penetranti controlli territoriali, riescono, a tutti i livelli, ad aggirare le normative a tutela dei lavoratori, quelle di pubblica sicurezza e quelle che pure dovrebbero presiedere ad un corretto e misurato impiego degli ammortizzatori sociali. Appare singolare, ad esempio, che nessuno si accorga quanto sia abnorme il ricorso allo straordinario da parte degli Istituti di vigilanza e, in particolare, ci appare davvero incredibile che non si accorgano di nulla le Questure, che pure per legge acquisiscono e analizzano (o dovrebbero analizzare……) i servizi di tutte le Guardie Giurate.
E ancora, sembra paradossale, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, che imprenditori senza scrupoli possano,con artifici ben noti e per la superficialita’ di troppi, sfruttare i vantaggi offerti dalle norme che disciplinano gli ammortizzatori sociali per tenere continuamente sotto ricatto le Guardie Giurate: nel loro passaggio da un Istituto all’altro (quest’ultimo spesso occultamente riferibile allo stesso imprenditore cedente) i lavoratori sono costretti a rinunziare ai livelli ed alle anzianita’ maturate, mentre sullo Stato sono fatti gravare i pesanti oneri connessi, in modo da poter presentare offerte piu’ allettanti a certi committenti anche pubblici.
Le autocertificazioni dovrebbero, dunque, essere controllate meglio dagli appaltatori pubblici, soprattutto a fronte di determinati indici di criticita’.
C’e’ un giro enorme di Guardie Giurate, assunte e presto licenziate, con armi che, al termine dell’esperienza, rimangono in mano a persone private della loro dignita’ e piegate dall’ansia e dal dolore di essere state ingannate ed illuse- spesso ci si domanda – Sara’ questo il motivo per il quale questi colleghi sono spesso protagonisti di suicidi e di altri gravi atti?
Ci sono colleghi che da mesi non percepiscono regolarmente lo stipendio e altri che sono stati privati degli altri loro diritti economici e di lavoro. Anche chi riesce a guardare alle sue piu’ difficili vicende con serenita’ sa comunque, pero’, che i tempi per ottenere giustizia nelle aule di tribunali sono lunghissimi, incompatibili con il vorticoso avvicendarsi di licenze, mentre le Autorita’ Amministrative, che dovrebbero interessarsi del governo del settore, appaiono come impotenti, se non addirittura addormentate. Purtroppo sono storie di umiliazioni e vera e propria schiavitu’.
Qualche volta si ha una certa difficolta’ anche a portare a termine il compito, per vero notarile, di farsi ratificare una denuncia. Per contro, dinanzi agli errori pur lievi d’una Guardia Giurata o a denunzie evidentemente strumentali, le Autorita’ diventano draconiane e la perdita del posto di lavoro e’ quasi sempre garantita. Cosi’ delicatissimi servizi della sicurezza sussidiaria possono essere svolti in modo assolutamente contrario a qualsiasi norma di tutela delle Guardie e di prudenza, con esposizione dei lavoratori e dei cittadini ad altissimi rischi. In definitiva, con questa ennesima lettera a Loro rivolta si chiede che ciascuno, nell’ambito delle rispettive alte competenze, si faccia carico dello studio di strategie finalizzate a restituire serenita’ e dignita;’ ad un settore, a dei lavoratori, a degli imprenditori (ce ne sono anche di seri), a degli Uomini e a Donne, insomma, che oggi appaiono davvero abbandonati a se stesse e che “non sono secondi a nessuno”.