Giuseppe Alviti: “Il D.Lgs. 81/2008 viene ostacolato dai Padroni”

di Giovanni Luberto

 

I dirigenti Apicali del Si.na.l.v. Giuseppe Alviti e Giuseppe Cuccurullo hanno congiuntamente reclamato adeguamento delle norme di Sicurezza sui luoghi di lavoro – D.lgs. 81/2008 e s.m.i. Il D.Lgs. 81/08 è stato emanato con lo scopo di riordinare e coordinare, in un unico testo, le norme, fino ad allora vigenti, in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Tale decreto stabilisce che deve essere obbligatoriamente fatta una valutazione dei rischi in azienda, e conseguentemente adottati una serie di interventi per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori quali, ad esempio, l’adeguamento di macchine e impianti, il controllo sanitario, i corsi di formazione etc., tutti aspetti che, essendo obbligatori, in caso di incompletezza o assenza, causano l’applicazione di pesanti sanzioni all’azienda. Il D.Lgs. 81/2008 si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati. Il datore di Lavoro, in conformità all’art.18, deve provvedere a: Valutare i rischi presenti in azienda, adottare adeguate misure di prevenzione e protezione, assicurarsi che ciascun lavoratore riceva adeguata informazione in materia di sicurezza come indicato all’art. 36 del D. Lgs. 81/08 nonchè assicurarsi che ciascun lavoratore riceva adeguata formazione in materia di sicurezza come indicato all’art. 37 del D. Lgs. 81/08.

“Per chi non lo avesse ancora bene stampato in testa – dice Alviti – per il termine ‘lavoratore’, dall’art. 2 del D.Lgs. 81 al comma 1, lett. a, si intende: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”.

L’informazione data ai lavoratori deve avere come scopo principale, oltre al miglioramento delle conoscenze, anche la modifica e il consolidamento dei comportamenti volti alla prevenzione e alla tutela della sicurezza. Requisito fondamentale della formazione è quello di essere indirizzata in modo specifico ai suoi destinatari e al contesto lavorativo in cui operano. Al dovere del datore di lavoro di fornire una corretta informazione, corrisponde il dovere del lavoratore di rispondere in maniera effettiva e responsabile alla formazione/informazione ricevuta. L’efficacia della formazione, in campo prevenzione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, è il risultato di una sinergica collaborazione tra azienda e lavoratore.

“La domanda nasce spontanea nel campo della Vigilanza in Italia: – conclude il Leader Alviti – quanti Imprenditori hanno la coscienza pulita? Contando i morti GPG in servizio la risposta appare lapalissiana”.