Jennifer
Blossom è una delle cantautrici più interessanti del panorama musicale indie/undergound/alternative/chi più ne ha più ne metta non solo casertano ma anche campano. Lunedì 24 settembre uscirà il suo nuovo video Hunting days, che non solo chiude una trilogia di video iniziata nel 2016 con 3 am ma fa anche da apripista al suo album Hunting Days-parte 1 che uscirà a novembre di quest’anno. Noi che non solo siamo per il giornalismo verità con la V maiuscola ma anche per la musica verità, abbiamo intervistato Jennifer, all’ombra di un gazebo di un bar nella pazza Santa Maria-la città che non dorme mai-Capua Vetere. Io ho scroccato pure un caffè.
Partiamo con qualcosa di semplice. Qualcosa per chi non ti conosce ancora. Raccontaci un pò il tuo percorso musicale che ormai dura da più di dieci anni e che ti ha portato ad essere intervistata da noi questo pomeriggio.
Allora, inizio il mio viaggio o meglio la mia “caccia” a 17 anni quando fondo il progetto Over The Edge. Sono partita da sola, poi mano mano in corso d’opera si sono aggiunti i musicisti che sono diventati il nucleo di un progetto che non diventava solo un gruppo ma una vera e propria famiglia. Una famiglia con cui ho fatto un bellissimo percorso il cui apice è stato l’abum (Held Breath n.d.r.) in America. In America ci siamo stati un mese, 2 settimane di registrazioni e 3 live inaspettati, che sono stati una sorpresa del nostro produttore. Poi siamo tornati e l’enorme concerto organizzato per il lancio del disco del gruppo, quello che doveva essere un nuovo punto di partenza, è stato, invece, il giro di boa del mio viaggio. Ho sentito il bisogno di ripartire da sola, di trovare una nuova dimensione. Nel 2015 chiudo il progetto Over The Edge e parto con quello solista. All’inizio, da una parte, è stato spaventoso ma dall’altro liberatorio, per via della mancanza di vincoli e compromessi. Mi sono ritrovata e sono a caccia, appunto.
Che poi progetto solista, ma se non sbaglio hai anche un altro progetto, uno di “reinterpretazione di canzoni famose”, Jen’s Groove, giusto?
Sì! Jen’s Groove nasce dall’esigenza di collocarsi in un contesto storico in cui si è ridotta la voglia di ascoltare musica inedita. Ma questa “esigenza di adattarsi” piano piano è diventata qualcosa di nuovo, delle vere e proprie reinterpretazioni di brani che hanno fatto la storia della musica. Reinterpretazioni così personali e diverse che spesso sembrano dei veri e propri “inediti”. Ho imparato tante cose facendo sia cover che inediti. Se fai solo una cosa ti limiti, infatti, fare solo cover ti preclude di mettere del tuo, e viceversa fare solo inediti non ti fa capire quello che potresti dare di tuo. Sono davvero felice di questo progetto. Progetto che presto avrà un piccolo disco tutto suo, dato che le persone venivano alle serate Jen’s Groove e chiedevano tutti il cd con le mie reinterpretazioni; così mi sono ritrovata a fare le registrazioni pure per questo progetto e sta cosa mi ha dato tantissimo orgoglio.
Tornando invece ai video dei tuoi singoli precedenti precedenti: 3 am e Scent of flowers, che con il video in uscita per lunedì 24 settembre, mi hai detto che costituiscono una trilogia. Effettivamente 3 am e Scent of flowers presentano molti collegamenti di richiamo tra di loro, soprattutto un forte gioco di rimandi e contrasti. Nel primo sei al mare, all’esterno ma la luce è molto fredda, quasi claustrofobica nonostante il video sei girato fuori. Nel secondo, invece, nonostante sia all’interno la luce è molto più calda, colorata e luminosa dando una forte sensazione di apertura, apertura alla vita. Entrambi parlano di amore, di passioni, di persone, di luce ed oscurità…
E sono due canzoni che sono nate, così di getto. 3 am è stato il brano della “chiusura” e del cambiamento, infatti il suono di questo brano è molto diverso a quello solito mio. Il brano l’ho scritto alla chiusura del mio capitolo “Over The Edge” ed è , come ti dicevo, nato di getto, come se fossi stata impossessata.Parla dell’abisso, del cadere nella sua oscurità preda di paure ed ansie. Preda di demoni. Ma al tempo stesso è un brano che parla di speranze, delle mie speranze. Nel testo, infatti, c’è un verso in cui si parla di uno squarcio. Ma da questo squarcio, però, entra la luce. Per questo nel video c’è un gioco di bianco e nero, luce e tenbra. Il testo di 3am è carico di simbolismi ed ho cercato di inserirli per quanto più possibile nel video. Il mare corrisponde all’abisso. Infatti, se noti, alcuni suoni usati in una parte del brano cercano proprio di dare le stesse sonorità di quando ci si tuffa, si cade in acqua, sprofondando sempre di più nell’abisso. Ma al tempo stesso il mare è anche un simbolo di orizzonti, apertura, luce. Il mare unisce questi due elementi, che sono anche un po’ la mia indole. Scent of flowers, è il seguito di 3 am. Inizia con il battere delle mani sulla cassa della chitarra che simula qualcuno che bussa alla porta della stanza dove mi sono inabbissata e chiusa, arriva ed apre la finestra facendo entrare la luce, per questo i colori sono così accesi . Ma è una luce che viene dal buio, per questo gli arrangiamenti del brano sono blues dando quel senso di “noir”.
Invece, parlando di Hunting Days e del suo video che uscirà lunedì…
In Huntig Days mi risveglio sotto il sole concente d’agosto in un campo desolato e non so dove mi trovo. Dopo lo spavento e lo spaesamento di ritrovarsi da sola in una campo in mezzo al nulla, scatta la voglia di cercare, di capire. Due sono gli elementi fondamentali di questo video: il bosco e la chitarra. La chitarra, che trovo durante il video e che a differenza degli altri in questo non suono ma la imbraccio come se fosse un arma. La mia arma che mi permette di difendermi e al tempo stesso misurarmi con l’ignoto. Se vedi è quando trovo la chitarra che la mia espressione cambia, trovo la chitarra e c’è il passaggio dallo smarrimento alla determinazione. Poi l’altro elemento è il bosco, il simbolo della natura selvaggia in cui immergersi per trovare se stessi, ma al tempo stesso è anche il richiamo a qualcosa di ancestrale, magico, che richiama l’alba dei tempi quando ci si muniva di armi e si andava a caccia, si rischiava, si moriva, si cacciava. Questo sottolineo un po’ nel brano e che è un altro significato del bosco, l’abbandonare la propria comfort zone. Se non abbandoni tutto, se non lasci i tuoi punti di sicurezza, la tua comfort zone e ti lanci all’avventura nel “bosco”, verso l’ignoto non sai mai cosa potrai trovare. E questo è anche il concetto di questo terzo brano che è anche un po’ lo spirito del disco “Ho paura ma mi lancio lo stesso, ho fiducia nel destino”.
Nei video ho notato che ci sei sempre e solo tu. Risparmi sul budget o è perchè i tuoi video, le tue canzoni parlano in primis di te?
L’hai detto tu. È perchè i video parlano di me, non so io chi sono figurati come posso parlare di altro. Non parlo di qualcosa che vada al di là delle mie emozioni. Le mie canzoni parlano di me, anche se è facile riconoscersi. Tutti abbiamo paura, tutti abbiamo luci ed ombre, tutti viviamo periodi della nostra vita in cui ci confrontiamo con vita, morte, luci, demoni. Alla fine, non dico niente di nuovo solo che lo faccio a modo mio. Ed è questo che fa un po’ ogni artista: dire quello che succede da sempre ma usando ogni volta una veste nuova. Non faccio politica, non faccio sociale, faccio la mia musica, racconto le mie emozioni e
scelgo di essere buona, cercando di dare sempre, in ogni cosa, il meglio di me.
Parlando, invece del tuo disco, quello che uscirà a novembre e il primo del tuo progetto solista…
Il disco raccoglie tutto il cammino, il viaggio di questi tre anni. Chi l’ascolterà potrà sentire tutta l’evoluzione e il cambiamento di questo periodo. Infatti il mio disco non è nato in studio, non è un disco di inediti ma si è formato sul campo, in viaggio, concerto dopo concerto. Facendo un disco con pezzi suonati live, gli inediti saranno 3, hai la consapevolezza di sapere cosa va e cosa non va, perchè l’hai provato suonandolo dal vivo. Inoltre è anche una garanzia per chi mi segue e potrà trovarci i brani che ha sentito durante i live, trovando già quello che gli piace. Alla fine non è un vero e proprio disco, è un biglietto da visita ma anche una raccolta di questi tre anni. Tre anni in cui ho sperimentato e ricercato molto, le canzoni sono state registrate in vari studi di registrazione, alcune canzoni sono registrate in presa diretta, in altre sono sola, in qualcuna sono accompagnato. Questo disco è stata una vera e propria ricerca che non è finita ma continua…
Ad essere finita è l’intervista. L’appuntamento con voi lettori è lunedì 24 settembre per l’uscita di Hunting Days.
Articolo di F.O.