Il sindaco Vincenzo Russo di Pastorano,raggiunto al telefono, ci ha comunicato che l’incendio nel capannone dell’ex Gesia divampato domenica scorsa è ancora attivo con alcuni focolai considerato,dichiara il sindaco, che i vigili del fuoco stanno agendo cautamente nello spegnimento a causa dei materiali gommosi e plastici in sito. L’Arpac subito intervenuta per fare i primi rilievi sulla qualità dell’aria ha assicurato che saranno resi noti i risultati appena possibile e una sua squadra ha provveduto a seguire il corretto smaltimento delle acque usate per lo spegnimento.Il sindaco ci ha ricordato che la ex-Gesia, società di proprietà della holding Sorbo, e’ stata oggetto di vari contenziosi giudiziari oltre che ambientali con il Comune e attenzionata fin dal 2019 per le problematiche inerenti la sicurezza del territorio relativamente alla questione della piattaforma per i rifiuti dell’area industriale pastoranese.C’e’ da chiedersi se in tutti questi anni la Regione in primis non abbia provveduto a intraprendere adeguate azioni di sua competenza in materia di controlli e rilevazioni atti a ottenere un quadro chiaro del rischio e della contaminazione incombenti sull’area interessata.C’e’ da chiedersi se e quando sarà attivato un iter di monitoraggio specifico in materia antincendio, anche avvalendosi della collaborazione del Corpo dei Vigili del fuoco, per tutti gli insediamenti industriali con particolare riferimento a quelli che trattano rifiuti.Da ricerche in rete scopriamo che lo stesso capannone della Gesia di circa 2000 mq,quello di stoccaggio rifiuti,era andato in fumo nel 2018, innescando la stessa stanca sequenza di operazioni di prammatica senza nessuna ricaduta su un futuro in sicurezza delle comunità interessate. Nelle prossimità sono presenti coltivazioni di vegetali per alimentazione umana,in particolare frutteti, alimenti per animali e aziende zootecniche. Nelle more dei risultati dei campionamenti effettuati le raccomandazioni usuali di chiudere porte e finestre o di astenersi dal consumo di frutta e ortaggi dei campi limitrofi suggeriscono solo un comprensibile sconforto.La regione Campania dovrebbe in questo momento bloccare tutte le autorizzazioni per nuovi impianti e concentrarsi a fare quello che fino ad ora lascia a desiderare: controllare e verificare che tutti gli impianti esistenti,pubblici e privati, siano a norma e non rappresentino pericolo per i cittadini.