Addio a Lucio Montanaro, il volto della commedia che fece sorridere l’Italia: da Mario Merola a Nino D’Angelo

È morto a 75 anni l’attore e caratterista pugliese. Un malore improvviso nella piscina della sua abitazione a Martina Franca gli è stato fatale. Nel suo lungo percorso artistico anche il cinema napoletano, accanto a Mario Merola e Nino D’Angelo.

Il cinema italiano perde uno dei suoi volti più riconoscibili.

È morto oggi, 13 agosto 2026, Lucio Montanaro, attore e caratterista originario di Martina Franca. Aveva 75 anni, compiuti lo scorso 22 giugno. La notizia della sua scomparsa è arrivata nel pomeriggio e ha rapidamente fatto il giro delle redazioni e del mondo dello spettacolo.

Secondo le prime informazioni, Montanaro sarebbe stato colpito da un malore improvviso mentre si trovava nella piscina della sua abitazione a Martina Franca. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, con un’ambulanza da Martina Franca e un’altra da Alberobello, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo inutile.

Le prime ricostruzioni parlano di un arresto cardiaco.

Un volto familiare del cinema popolare
Nato a Martina Franca il 22 giugno 1951, Lucio Montanaro aveva costruito una carriera lunga e intensa, diventando uno dei caratteristi più riconoscibili della commedia italiana tra gli anni Settanta e Ottanta.

Il suo volto e la sua comicità hanno accompagnato un’intera generazione di spettatori. Ha lavorato accanto a protagonisti amatissimi del cinema popolare italiano, tra cui Lino Banfi, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani e Pippo Franco.

Ma per il pubblico napoletano il suo nome è legato soprattutto a un’altra importante pagina del cinema italiano.

Il legame con Napoli, Mario Merola e Nino D’Angelo

Montanaro, pur essendo pugliese di nascita, ha avuto un rapporto artistico importante con Napoli e con il cinema partenopeo.

Ha recitato infatti accanto a Mario Merola e Nino D’Angelo, prendendo parte a pellicole che oggi rappresentano una testimonianza di quella straordinaria stagione del cinema popolare napoletano.

Nel 1982 arrivò Tradimento, diretto da Alfonso Brescia, con Mario Merola e Nino D’Angelo. Montanaro interpretava Ciccio. Nello stesso anno partecipò a Giuramento, ancora diretto da Brescia e ancora accanto a Merola e D’Angelo.

Un legame con il mondo di Merola che non si è mai realmente interrotto. Nel 2024 Montanaro aveva pubblicato anche Lucio Montanaro racconta Mario Merola, dedicato proprio al grande interprete della sceneggiata napoletana.

Tra i suoi film figurano La liceale al mare con l’amica di papà, La dottoressa preferisce i marinai, Giovani, belle… probabilmente ricche, Quella peste di Pierina, Tradimento, Giuramento, Il tifoso, l’arbitro e il calciatore, Zampognaro innamorato, Popcorn e patatine, Fotoromanzo e L’allenatore nel pallone 2.

È stato uno di quei caratteristi capaci di lasciare il segno anche quando non erano necessariamente i protagonisti assoluti della pellicola.

Un volto, una battuta, un’espressione: bastava la sua presenza per rendere immediatamente riconoscibile un film.

L’ultimo saluto a un artista amatissimo

La sua Martina Franca lo aveva celebrato poche settimane fa, in occasione del suo 75° compleanno, con un appuntamento dedicato alla sua vita, alla sua carriera e al legame con la propria città.

Oggi quella stessa città si ritrova a piangere uno dei suoi figli più conosciuti.

E Napoli, che lo aveva accolto artisticamente e lo aveva visto accanto a giganti come Mario Merola e Nino D’Angelo, saluta a sua volta un interprete che ha contribuito a raccontare, con ironia e semplicità, una parte importante della cultura popolare italiana.

Addio, Lucio.
Il cinema perde un caratterista, ma il pubblico conserva quei personaggi, quelle battute e quei film che hanno accompagnato intere generazioni.

E forse è proprio questo il destino dei grandi caratteristi: continuare a vivere nei ricordi di chi li ha guardati, amati e applauditi.