Referendum Costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia
Seggi aperti fino alle 15:00 di oggi, lunedì 23 marzo. I dati dell’affluenza registrati nella giornata di domenica delineano un quadro netto: la Campania partecipa meno della media nazionale e la provincia di Caserta si colloca all’ultimo posto regionale. Fa eccezione il comune capoluogo, che con il 38,11% si allinea ai livelli italiani.
Il quadro nazionale: affluenza al 46,07%, senza quorum
L’Italia è stata chiamata alle urne domenica 22 marzo per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. La consultazione, prevista dall’articolo 138 della Costituzione per le leggi di revisione costituzionale non approvate con la maggioranza dei due terzi, non richiede quorum: il risultato è valido indipendentemente dall’affluenza e dipende esclusivamente dal rapporto tra voti validi favorevoli e contrari.
Alle ore 23 di domenica l’affluenza nazionale si è attestata al 46,07%, dopo una crescita progressiva nel corso della giornata.
Affluenza nazionale
| Orario | Affluenza |
|---|---|
| Ore 12 | 14,92% |
| Ore 19 | 38,89% |
| Ore 23 | 46,07% |
A livello territoriale si conferma il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. In testa l’Emilia-Romagna con il 53,70%, seguita da Toscana (52,49%) e Lombardia (51,83%). In coda Sicilia (34,94%), Calabria (35,70%) e Campania (37,78%).
Campania sotto la media nazionale
La Campania chiude la giornata di domenica al 37,78%, quasi dieci punti sotto la media italiana. Il dato conferma un andamento già evidente nelle prime ore di voto: 10,95% alle 12, 29,89% alle 19, con un recupero pomeridiano insufficiente a colmare il divario con le regioni del Centro-Nord.
La regione si colloca comunque sopra Sicilia e Calabria, mantenendosi in una fascia intermedia del Mezzogiorno.
Il dettaglio provinciale: Caserta ultima
All’interno della Campania emergono differenze significative tra i territori. Le province con maggiore partecipazione sono Avellino (40,33%) e Benevento (39,92%), seguite da Salerno (39,24%). Napoli si ferma al 37,19%, poco sotto la media regionale.
Chiude la classifica la provincia di Caserta con il 36,16%.
Affluenza in Campania per provincia
| Provincia | Ore 12 | Ore 19 | Ore 23 |
|---|---|---|---|
| Campania (media) | 10,95% | 29,89% | 37,78% |
| Benevento | 11,59% | 32,08% | 39,92% |
| Avellino | 10,71% | 31,85% | 40,33% |
| Salerno | 10,99% | 30,84% | 39,24% |
| Napoli | 11,14% | 29,47% | 37,19% |
| Caserta (provincia) | 10,20% | 28,63% | 36,16% |
| Caserta (comune) | 14,77% | 38,11% | 38,11% |
Caserta: un divario territoriale marcato
Il dato della provincia di Caserta evidenzia un ritardo costante nel corso dell’intera giornata: già alle 12 si registrava il valore più basso della regione (10,20%), senza un recupero significativo nelle ore successive. Alle 19 l’affluenza era ferma al 28,63%, inferiore anche a quella di Napoli.
Il fenomeno appare legato a fattori strutturali: una forte frammentazione territoriale e la presenza di numerosi piccoli comuni che storicamente registrano una partecipazione più bassa alle consultazioni referendarie.
I dati comunali lo confermano. Alle 19 si registravano percentuali molto contenute in diversi centri: Gallo Matese al 4,61%, Villa Literno al 5,45%, Prata Sannita al 5,38%. Si tratta di aree interne, dell’agro aversano e del litorale, caratterizzate da una minore partecipazione civica.
Il capoluogo
In controtendenza rispetto al resto della provincia, il comune di Caserta registra un’affluenza del 38,11% già consolidata alle ore 23.
Il dato supera sia la media provinciale (36,16%) sia quella regionale (37,78%) e si avvicina alla media nazionale. Il comportamento del capoluogo si avvicina a quello delle aree urbane del Centro-Nord, con una maggiore mobilitazione elettorale e un tessuto civile più attivo.
Il divario interno tra città e provincia, superiore ai due punti percentuali, evidenzia come il problema della partecipazione nel territorio casertano sia concentrato soprattutto nelle aree periferiche.
Oggi la chiusura dei seggi e lo spoglio
Le operazioni di voto proseguono oggi fino alle 15:00. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede.
La riforma sottoposta a referendum riguarda la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e modifiche alle procedure di nomina e disciplina dei magistrati.
Sul piano politico, la coalizione di centrodestra ha sostenuto il Sì, mentre larga parte del centrosinistra e le principali associazioni di magistrati si sono schierate per il No.
Non essendo previsto quorum, l’esito dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validi: una prevalenza del Sì comporterà l’entrata in vigore della riforma, mentre una vittoria del No manterrà invariato l’attuale assetto normativo.
Aggiornamento
Risultati attesi nel pomeriggio di oggi, lunedì 23 marzo 2026, dopo la chiusura dei seggi alle 15:00.