AGENTE PENITENZIARIO ARRESTATO A SANTA MARIA CAPUA VETERE

Droga e cellulari introdotti in carcere. Scoperto con oltre 3 chili di hashish:accuse di corruzione e spaccio

Un episodio inquietante scuote il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove un agente della Polizia Penitenziaria è stato arrestato in flagranza di reato. Il fermo è avvenuto nell’ambito di un’indagine avviata dalla Procura della Repubblica, con il supporto del Nucleo Investigativo Centrale e del personale del locale reparto di Polizia Penitenziaria.

 

L’agente, durante un controllo, è stato sorpreso con 11 panetti di hashish nelle tasche, per un peso totale di oltre un chilogrammo. Successivamente, una perquisizione più approfondita ha permesso di rinvenire ulteriori 27 panetti, pari a circa 2,4 chili di stupefacente, nascosti nel bagagliaio dell’auto. La droga era destinata ai detenuti, con cui il poliziotto avrebbe stretto accordi illeciti.

 

Secondo le prime ricostruzioni, l’agente avrebbe ricevuto denaro in cambio di droga e telefoni cellulari, destinati ai carcerati. Le indagini preliminari hanno permesso di accertare che tali attività andavano avanti da mesi. A seguito del fermo, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

 

Le accuse mosse nei confronti dell’indagato sono pesanti: detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e corruzione, in violazione dell’art. 319 del codice penale. Tuttavia, si sottolinea che il procedimento giudiziario è ancora in corso e l’agente, fino a una sentenza definitiva, deve essere considerato innocente.

 

L’episodio getta un’ombra sulla sicurezza interna del carcere sammaritano e solleva preoccupazioni sulle infiltrazioni di elementi corruttibili all’interno delle istituzioni penitenziarie. La vicenda è ora al centro di ulteriori accertamenti da parte della magistratura.