ANTONIO FARINARI CONFERMATO SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL DI CASERTA

di Redazione (G.N.)

CASERTA –  Con i saluti del Sindaco di San Marco Evangelista, presso l’Hotel Vanvitelli, si sono aperti i lavori del XVII Congresso provinciale della UIL di Caserta. Dopo la relazione attenta, oculata, con riferimenti alla politica partitica, agli imprenditori ed ai colleghi della CISL e della CGIL, con i quali ultimamente si è rinsaldato il rapporto unitario che sicuramente in un futuro prossimo porterà a risultati sicuramente favorevoli alla classe lavoratrice. In un passaggio della sua relazione Farinari ha messo il dito nella piaga dei governi che hanno ultimamente messo in ginocchio sia il sindacato che i lavoratori, costretti da una legge becera che è quella sul Job Act ad emigrare all’estero.

Gli ultimi governi hanno dato una mano al Capitalismo strisciante che ha fatto arricchire pochi ed ha aumentato i poveri in Italia, visto che sono circa cinque milioni coloro i quali sono costretti a ricorrere alla Caritas o ai Centri che ospitano tanti disoccupati, espulsi dal mondo del lavoro e costretti a rompere ogni rapporto con la propria famiglia per vivere alla giornata, tra le stazioni ferroviarie, le Chiese , le piazze o altri rifugi occasionali, coprendosi con coperte e pasti caldi, distribuiti ogni sera dagli Angeli della Notte.

Antonio Farinari, un metalmeccanico che nel 1976 venne a Caserta per guidare la categoria che all’epoca era la punta di diamante del mondo del lavoro. Successivamente venne chiamato nella segreteria regionale dell’allora Segretario dei metalmeccanici, il professore Enrico Cardillo, che ha lasciato una impronta storica in questa categoria, con Giovanni Sgambato, attuale segretario regionale della UIL campana, dopo il commissariamento della UIL regionale guidata da una donna.

Presenti ai lavori Carmine Albano e Giuseppe Stellano, della segreteria regionale della UIL, Franco Pascarella, Pietro Pettrone, Alessandro Tartaglione, ed i compagni della ITAL-UIL da Giuseppe Piscitelli, giovane dinamico che ha portato il Patronato, sia in termini di numeri che in professionalità, a livelli che hanno superato la soglia della mediocrità. Farinari ha voluto chiamare per nome i suoi più stretti collaboratori, Antonino, Andrea, e le due giovani mamme, che si alternano al CAF, e che sono sempre disponibili a dare spiegazioni agli iscritti e ai non iscritti, dimostrando ancora una volta la caratura di questa piccola ma allo stesso tempo grande organizzazione per le Risorse Umane che impegna in tutte le categorie.

Purtroppo i giovani che scelgono di impegnarsi a rappresentare i lavoratori sia dentro che fuori le aziende sono sempre di meno, specialmente nella realtà di Terra di Lavoro, dove da 15 anni a questa parte, sono rimasti solo capannoni abbandonati, così come ha detto la segretaria provinciale della CGIL, intervenuta subito dopo la relazione di Antonio Farinari, insieme al segretario della CISL Giovanni Letizia.

Interventi mirati, quelli del Presidente della CONFAPI dottor Orabona, del Presidente della Camera di Commercio dottor Tommaso De Simone ed infine del presidente della Confindustria di Caserta dottor Gianluigi Traettino, i quali ognuno per la parte di loro competenza hanno tenuto a precisare che il Governo , la Triplice e le parti sociali hanno gli strumenti giusti per portare a casa ottimi accordi a favore della classe lavoratrice, precisando che in Terra di Lavoro vi sono aziende satelliti che producono per la Ferrari, la Fiat -Chrisler ed altre aziende di rilevanza nazionale, con commesse che garantiscono ai lavoratori occupati un futuro, mentre sbocchi occupazionali vi sono anche per i giovani laureati e diplomati, ma il tutto dipende dal Governo in via di formazione, che dovrà assicurare alle parti sociali, quella flessibilità, atta a garantire sia il lavoro che gli investimenti.

A tarda sera , dopo gli interventi di quasi tutti i segretari di categoria, si è proceduto alla votazione ed all’unanimità è stato confermato segretario provinciale Antonio Farinari, insieme alla segreteria costituita dal dottor Pietro Pettrone e Maria Rosaria Avenia.