La lotta contro il crimine organizzato continua a fare progressi, con nuovi sviluppi che vedono il coinvolgimento di individui legati al clan Angelino di Caivano. La dodicesima sezione del Riesame del tribunale di Napoli ha deciso di applicare gli arresti domiciliari per il 57enne Raffaele Cristiano e suo figlio Antonio, entrambi sanciprianesi, in seguito a una riqualificazione del reato da associazione a delinquere di stampo mafioso a concorso esterno.
L’istanza di riqualificazione è stata avanzata nell’interesse dei due indagati dall’avvocato Domenico Della Gatta e accolta dai giudici, sottolineando il ruolo svolto dai Cristiano nel favorire la latitanza del capo del gruppo criminale, Antonio Angelino. Quest’ultimo è stato individuato e arrestato il 9 luglio 2023 in una villetta ad Ischitella a Castel Volturno, precisamente affittata da Raffaele Cristiano per 1500 euro mensili.
La presenza di Antonio Cristiano, legato sentimentalmente alla nipote di Angelino, nella residenza del boss latitante ha sollevato ulteriori interrogativi sul coinvolgimento della famiglia Cristiano nelle attività del clan. I due indagati sono stati coinvolti in un provvedimento cautelare disposto su delega del procuratore distrettuale di Napoli, Nicola Gratteri, e eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, insieme ad altre 14 persone accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione e tentata estorsione.
Tra gli altri arrestati figurano anche Ferdinando Sorvillo, conosciuto come ‘Nanduccio dei camion’, e titolare della società DB Truck. Sorvillo è stato posto agli arresti domiciliari dalla Dda partenopea per il reato associativo e le estorsioni, evidenziando la perdurante operatività del clan Angelino nel campo delle richieste estorsive in danno di imprenditori e commercianti tra Caivano e i comuni limitrofi.
Le indagini condotte dai militari hanno documentato ben 36 episodi estorsivi consumati o tentati dal clan Angelino nel periodo compreso tra maggio e novembre 2023, confermando la persistente minaccia rappresentata da questa organizzazione criminale sul territorio. L’azione delle forze dell’ordine e della magistratura continua a essere determinante nel contrastare il fenomeno della criminalità organizzata e garantire la sicurezza dei cittadini.