Bagnoli, il Consiglio sull’America’s Cup finisce tra tensioni e scontri

Sfumato il dialogo con i cittadini: un agente ferito, un manifestante arrestato. Manfredi: “Se prevale l’ideologia, altri 30 anni di stallo”

Doveva essere l’occasione per chiarirsi e avviare un confronto pubblico sul futuro di Bagnoli. Il Consiglio comunale di Napoli, convocato nella Municipalità del quartiere che ospiterà la base dell’America’s Cup 2027, si è invece trasformato in un muro contro muro tra amministrazione e manifestanti. Le tensioni sono esplose all’arrivo del sindaco Gaetano Manfredi e della Giunta. All’esterno della sede municipale circa cento persone – tra associazioni e residenti – protestavano contro i lavori previsti, sostenendo che l’evento non garantirà la bonifica dell’ex area industriale Italsider, inquinata da oltre trent’anni. Quando è stato impedito loro l’ingresso in sala, gli animi si sono accesi: i manifestanti hanno sfondato un primo cordone di polizia, venendo poi bloccati da un secondo schieramento in assetto antisommossa. Negli scontri un agente è rimasto ferito alla testa, con una prognosi di dieci giorni, mentre un manifestante è stato arrestato. “Il dialogo è sempre aperto, ma servono dati tecnici e scientifici”, ha dichiarato Manfredi, amareggiato. “Se prevale l’ideologia, Bagnoli resterà così per altri trent’anni”. Il sindaco ha assicurato che le strutture temporanee della Coppa saranno smontate e ha rivendicato interventi attesi da decenni: una nuova stazione della metro a Porta del Parco, la riqualificazione di Lido Pola, di via Coroglio, dei pontili e la creazione di nuove piazze a mare, oltre al recupero delle archeologie industriali. Sul progetto pesa anche il sostegno del governo Giorgia Meloni, che ha stanziato 1,2 miliardi di euro. Dal centrodestra arriva l’appoggio all’iniziativa, con l’auspicio che l’evento segni finalmente la rigenerazione urbana di un quartiere simbolo di promesse mancate.