La Carta del Docente, lo strumento introdotto dalla legge 107 del 2015 per sostenere la formazione continua degli insegnanti, subisce per l’anno in corso una riduzione dell’importo individuale: dai 500 euro previsti originariamente si passa a 400 euro, con un taglio pari al 20%. La misura riguarda sia i docenti di ruolo sia i precari.
La decisione arriva in un contesto segnato da aumenti stipendiali ritenuti insufficienti, arretrati ancora oggetto di verifiche e da un quadro economico generale caratterizzato da un’inflazione elevata, che incide direttamente sul potere d’acquisto degli insegnanti e sulla possibilità di investire nella propria formazione professionale.
Fondo invariato, distribuzione diversa
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha chiarito che il fondo complessivo destinato alla Carta del Docente resta invariato, pari a circa 400 milioni di euro annui. La riduzione dell’importo individuale consente di estendere il beneficio alla platea dei docenti precari, che da anni ne richiedevano il diritto, ottenendolo spesso con sentenze favorevoli.
Parallelamente, il Ministero ha previsto lo stanziamento di oltre 270 milioni di euro provenienti dai fondi PON, destinati direttamente alle istituzioni scolastiche. Tali risorse saranno utilizzate per l’acquisto di dotazioni tecnologiche, libri e strumenti digitali, oltre che per iniziative di formazione inserite nel Piano dell’Offerta Formativa.
Più centralità alle scuole, meno autonomia individuale
Accanto al bonus individuale, ogni scuola disporrà di un fondo dedicato alla formazione del personale. I docenti che intendano frequentare corsi di aggiornamento o usufruire di materiali e dispositivi dovranno presentare richiesta alla dirigenza scolastica, che valuterà la coerenza della spesa con il progetto formativo dell’istituto.
Una modalità che, secondo molte osservazioni provenienti dal mondo della scuola, rischia di ridurre l’autonomia professionale dei docenti, affidando l’accesso alla formazione a criteri variabili da istituto a istituto e aumentando il peso della discrezionalità dirigenziale.
Attivazione in ritardo e difficoltà di programmazione
Un altro nodo critico riguarda i tempi di attivazione della Carta. Tradizionalmente disponibile tra settembre e ottobre, quest’anno il bonus sarà attivato solo a fine febbraio, a seguito del ricalcolo dei beneficiari.
Il ritardo ha avuto un impatto significativo sulla programmazione delle attività formative, considerando che molti corsi di aggiornamento professionale prendono avvio all’inizio dell’anno scolastico. Il Ministero ha annunciato che, a partire dal prossimo anno, l’attivazione dovrebbe stabilizzarsi su questo periodo, ma resta il problema della scarsa coincidenza con i calendari formativi già in essere.
Nuove spese ammesse e limiti sugli acquisti
Tra le novità, l’estensione del bonus anche alle spese di trasporto, oltre a libri, cinema, teatro, musei, hardware e software. È stata inoltre introdotta una limitazione sugli acquisti tecnologici: chi utilizza la Carta per comprare un computer o un tablet non potrà accedere allo stesso contributo per la medesima finalità nei quattro anni successivi.
Una misura pensata per evitare abusi, ma che solleva interrogativi sulla reale adeguatezza dell’importo disponibile, soprattutto in relazione ai costi attuali delle dotazioni tecnologiche necessarie alla didattica.