Caserta. Claudio Ursomando Ascon Italia incontra Comitato Scuola Materna di Ercole

Il presidente regionale dell’Ascon Italia (Associazione Sindacale dei
Consumatori) Claudio Ursomando ha incontrato una delegazione del comitato
per la scuola materna di Ercole per approfondire la problematica che da
alcuni giorni sta investendo gli abitanti della frazione cittadina.

Il comitato, costituito per lo più dai genitori dei piccoli che frequentano
la scuola materna della frazione cittadina, è nato all’indomani della
diffusione della notizia che il plesso scolastico sito in Via S. Francesco
d’Assisi, a partire dal prossimo anno scolastico, non avrebbe più ospitato i
piccoli per divergenze – a quanto pare – sorte tra la proprietà
dell’immobile ed il Comune di Caserta in ragione di presunti pregressi
debiti, relativi ai canoni di locazione accumulati, non ancora soddisfatti
dall’amministrazione.

“Dopo aver ascoltato i componenti del comitato, piuttosto preoccupati per la
sorte dei propri figlioli – esordisce l’avv. Claudio Ursomando – ho
contattato direttamente la proprietà dell’immobile, che ringrazio per la
disponibilità concessa, per avere maggiori dettagli in merito e per
verificare un’eventuale possibilità per una positiva definizione della
questione.

Dopo avermi spiegato puntualmente i passaggi susseguitisi nel tempo, a
partire dalla famoso atto d’obbligo del 1990, la proprietà interpellata ha
rinfrancato me e i membri del comitato dichiarandosi non solo
disponibilissima a trovare una soluzione al più presto, non palesando
pertanto alcuna volontà a sloggiare la scuola, ma addirittura smentendo le
notizie sul cospicuo ammontare di tali presunti debiti pregressi essendo gli
stessi stati in parte già transatti dalle precedenti amministrazioni e in
parte ammessi alla massa passiva del procedimento di dissesto.

A questo punto – conclude l’avv. Claudio Ursomando – la parola passa alla
politica che, spero, non rimanga sorda alle richieste dei cittadini della
frazione di Ercole i quali chiedono semplicemente che i loro bambini
continuino a godere, senza inutili disagi , del diritto all’istruzione con
la consapevolezza che la perdita di tale servizio comporterebbe, alla lunga,
la trasformazione della frazione in un quartiere dormitorio con evidenti
ripercussioni anche sulle realtà economiche esistenti.”