CASERTA. CLP SVILUPPO INDUSTRIALE SPA EX ACMS: QUI QUALCOSA NON QUADRA… E NOI PAGHIAMO

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA – Ancora una volta le pagine del nostro giornale tornano a parlare della delicata questione riguardante la situazione dei lavoratori della CLP Sviluppo Industriale Spa.

La CLP opera in Provincia di Caserta con Contratto di Servizio di Trasporto Pubblico Locale della Ex ACMS e con i lavoratori di tale azienda. Nell’anno 2012 avvenne il passaggio sia del Contratto di Servizio che degli stessi lavoratori tutti, sia diretti che indiretti, dalla ACMS a CLP. In questi anni più volte la Società CLP ha attivato diverse procedure di licenziamento collettive, che hanno riguardato esclusivamente il personale cosiddetto “Indiretto” dichiarato in esubero, che da circa 140 unità (ACMS)  si è ridotto ad oggi a 77 unità. Tutti i lavoratori della ex ACMS furono assunti ex novo, con accordo regionale, in sede di affidamento, attraverso le liste di mobilità, e di questi circa 15 lavoratori, che erano a quel tempo sospesi ed inidonei, non furono assunti dalla CLP, con conseguente vertenza giudiziaria individuale degli stessi.

Ci è capitato più volte di parlare con i lavoratori, e dopo sei anni ormai essi sono arrabbiati, stufi di una politica fatta di persone che pensano solo al proprio tornaconto, non credono alle favole che qualcuno internamente all’azienda racconta. I lavoratori parlano, si lamentano, subiscono continue mortificazioni, vessazioni e lavorano quotidianamente sotto stress, a causa dei mancati riconoscimenti economici, dei mancati diritti, del mancato rispetto di elementari norme di sicurezza. Una politica aziendale, a detta dei lavoratori, logorante che non ha affatto a cuore il benessere dei dipendenti e di conseguenza dei cittadini.

Da alcuni anni è presente nella scena aziendale la presenza del Commissario del Prefetto, che avrebbe dovuto essere responsabile della gestione ordinaria e straordinaria ,  ma a quanto pare non è cambiato nulla .

Non si capisce e si comprende come il tutto verrebbe  ancora gestito dalla famiglia Esposito (con il coniuge di Giuseppina Esposito, Dott. Francesco Viale). Non si spiega come vengano gestiti i soldi del servizio pubblico. Da voci insistenti e da segnalazioni degli stessi dipendenti, nei vari impianti di uscita servizio  sarebbero addirittura utilizzati autobus di altre aziende.

Senza parlare dei due provvedimenti di interdittiva antimafia , emessi dalla Prefettura di Napoli, che , a quanto pare, sarebbero rimasti solo sulla carta.

Questa , secondo le indiscrezioni  raccolte dai lavoratori , la situazione all’interno della Clp spa, come anche in altre aziende del Tpl in provincia di Caserta. Una situazione non semplice alla quale la Giunta De Luca si era impegnata a mettere mano  per la tutela dei diritti dei cittadini e degli stessi lavoratori.

Ma , al di la’ delle parole,  niente di fatto e’ stato compiuto  dalle istituzioni . E – purtroppo amaramente e’ cosi’ – non e’ con la forza di pochi lavoratori che si può cambiare la situazione.