Catasto dell’Università del Castello di Campagnano Anno MDCCXLIV

Importantissimo libro di Pasquale Cusano

Domenica 25 agosto con inizio alle ore 19 nella Villa comunale di Castel Campagnano si presenterà il libro Catasto dell’Università del Castello di Campagnano in Provincia di Terra di Lavoro Anno MDCCXLIV di Pasquale Cusano.

Dopo i saluti del sindaco di Castel Campagnano, dott. Giuseppe Di Sorbo, e della d.ssa Letizia De Crosta, referente di GuideSlow, interverranno la d.ssa Ilaria Cervo, presidente dell’Associazione Storica del Caiatino, l’avv. Alessandro Liverini, dell’Associazione Storica Valle Telesina, nonché il prof. Pasquale Cusano, autore del libro. Modererà l’incontro il dott. Michele Russo.

Il libro del prof. Pasquale Cusano mette in luce le rivele, cioè le dichiarazioni dei redditi effettuate dagli abitanti di Castel Campagnano nel 1754, allorché in tutto il Regno di Napoli e Sicilia re Carlo di Borbone diede ordine di procedere alla formazione dei cosiddetti catasti onciari. Questi furono così denominati, perché facevano riferimento all’unità monetaria di riferimento, l’oncia, pari a sei ducati.

Infatti, con il lungimirante Carlo di Borbone si diede vita ad una diversa imposizione tributaria, atteso che quella in uso fino a quegli anni era direttamente proporzionale ai fuochi cioè le famiglie, e non al reddito effettivo di essi. Era una tassazione iniqua che obbligava a pagare tanto il povero, quanto il benestante, indipendentemente dal reale reddito prodotto. Il risultato era che ogni universitas, o paese, doveva allo stato una quota fissa di 42 carlini. A scompaginare questo iniquo sistema fiscale fu Carlo di Borbone, la cui visione politico-organizzativa si basava soprattutto sulle riflessioni dei giuristi ed economisti napoletani del Settecento, come Giuseppe Maria Galanti, Gaetano Filangieri di Satriano, Antonio Genovesi, Carlo Antonio Broggia.

Carlo di Borbone adottò varie misure che portarono da un lato all’istituzione del Ministero delle Finanze, abbandonando il sistema fondato sulla Sommaria, e dall’altro a nuovi e più razionali sistemi di accertamento fiscale, al fine di procedere ad una razionalizzazione e redistribuzione del carico tributario, perché è vero che l’esigenza di far pagare i tributi ai cittadini è un’esigenza primaria di ogni organizzazione statuale e pubblica, ma il problema è il come, evitando così di far pagare le classi più modeste pesi più esosi.

È da aggiungere che il Regno di Napoli e Sicilia ha avuto una primazia in tale campo, perché già nel 1467 Ferdinando d’Aragona mise ordine nella materia impositiva emettendo la “Prammatica de appretio”. Giova ricordare che quando si usa il termine borbonico in senso negativo, non si ha proprio conoscenza dei vari primati conseguiti nei vari campi dal Regno di Napoli e di Sicilia, tant’è che alcuni stati pre-unitari iniziarono a parlare di catasti solo nei primi decenni del 1700, quando a Napoli già se ne parlava da più di trecento anni e lo si applicava. Addirittura solo nel 1855 il Parlamento Subalpino, vale a dire lo stato Sardo-Piemontese, ordinò la rinnovazione dei vari catasti. Ed occorsero ben quindici anni per ultimare le mappe, ma solo in sette circondari.

È importante che si sia aperto lo spaccato su una tematica, quale è quella tributaria, molto importante ai fini della ricostruzione storica della società di Castel Campagnano. L’augurio è che il lavoro di Pasquale Cusano possa essere intrapreso anche in altri comuni, in modo che un po’ alla volta, tassello dopo tassello, si riesca ad avere un quadro storico-culturale sempre più esaustivo.