CHIUSURA DELLA SCUOLA PRIMARIA DI LATINA,

Leardi e Friello: “I cittadini si chiedono se non sia stata tutta una farsa ai danni
della frazione Latina, visto che Palestina è tornato a fare il vice sindaco a tempo
pieno ed il primo cittadino non ha battuto ciglio dopo il suo voto contrario al
Bilancio”.

“Il Vice Sindaco Michele Palestina ha abbandonato la seduta di Giunta Comunale del
5 maggio scorso dopo essere stato informato che sarebbe stata discussa la delibera
sulla soppressione della scuola elementare di Latina”.
A lanciare la pesante accusa è il gruppo di Uniti per Baia e Latina che, a quasi due
mesi di distanza dallo pseudo strappo tra sindaco e vicario, fa emergere le mille
contraddizioni interne alla maggioranza del sindaco Di Cerbo.
“Palestina è andato via senza motivare alcun dissenso verso la decisione della Giunta
di accorpare le scuole primarie nel plesso scolastico di Baia, come si evince dal
verbale della delibera dove, mentre viene correttamente riportato il contenuto delle
note dei consiglieri Gianfrancesco e Leardi, nulla viene riportato di quanto dichiarato
dal vice sindaco che anzi abbandona i lavori dell’esecutivo sebbene informato
dell’argomento da trattare. Quale migliore occasione di quella per Palestina per
dichiarare e far riportare nel testo della deliberazione la propria contrarietà alla
chiusura del plesso scolastico della primaria di Latina?”, è l’interrogativo che si
pongono i consiglieri Massimo Leardi e Vincenzo Friello.
“Del resto, che tutto fosse concordato lo dimostra la presenza dello stesso vice
sindaco alla successiva seduta di giunta del 17 maggio 2023, quando egli approva

unitamente al sindaco un regolamento che autorizza la tenuta delle sedute di Giunta
anche da remoto, in modo da consentire anche in sua assenza l’approvazione di
argomenti all’ordine del giorno. Se Palestina non avesse approvato quel
regolamento, stante la continua assenza dell’assessora Simona Russo che lavora
fuori, lui sarebbe stato l’ago della bilancia in grado di condizionare l’operato del
sindaco, mentre ora il suo potere di condizionamento è pari a zero.
Come pure la successiva e tardiva reazione di Palestina che, dopo oltre un mese,
solo quando i cittadini di Latina protestano contro la decisione dell’amministrazione
di chiudere la scuola della frazione, durante la seduta di Consiglio Comunale,
interviene in Consiglio comunale per contestare la decisione della Giunta senza,
però, dire che tale decisione sia stata adottata in sua consenziente assenza.
Analogamente, il Consigliere Antonio Landolfi legge e pone agli atti del Consiglio un
articolato documento per contestare l’operato della Giunta comunale. Ecco perché
molti cittadini si chiedono se il vice sindaco era consapevole e, quindi, d’accordo che
il plesso della scuola primaria di Latina fosse soppresso in quanto ha consentito, con
il suo autonomo allontanamento senza esternare la propria contrarietà, l’adozione
della delibera di trasferimento delle attività didattiche della scuola primaria da
Latina a Baia”, prosegue la minoranza.
“La sua è stata una presa di posizione pretestuosa dopo circa un mese dalla sua
volontaria assenza dalla Giunta, ben sapendo su cosa avrebbe deliberato. Così come
appare molto strano agli occhi dei cittadini che il sindaco, dopo il voto contrario di
Palestina al Bilancio di previsione 2023, non gli abbia ancora revocato la delega,
senza contare che lo stesso Palestina, come se nulla fosse, è tornato a partecipare
alle riunioni di giunta approvando argomenti per i quali ha espresso voto contrario al
Bilancio. Forse, si chiedono i cittadini, è tutta una farsa a danno dei cittadini di
Latina?
Tutto ciò premesso rimarcando che ogni singolo consigliere comunale, nella
pienezza dei propri adempimenti, è libero di approvare o non approvare atti
sottoposti all’adozione, però è anche vero che ognuno nell’assolvimento delle
proprie responsabilità e prerogative amministrative, ha il dovere della chiarezza e
della onestà verso i cittadini, non solo verso quelli che li hanno votati ma dell’intera
comunità che rappresentano. Coloro che lo ritenessero opportuno possono
visionare gli atti e i documenti, menzionati, presso il Comune in quanto risultano
essere atti pubblici”, concludono Leardi e Friello.