Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sull’immigrazione che recepisce il Patto europeo su migrazione e asilo del 14 maggio 2024. Il testo introduce misure più rigorose sulla protezione complementare, disciplina il blocco navale in casi di minaccia grave e ridefinisce le regole nei Cpr, rafforzando anche il sistema delle espulsioni.
Blocco navale in caso di minaccia grave
Il provvedimento consente di interdire temporaneamente l’ingresso nelle acque territoriali quando ricorrono ragioni di sicurezza nazionale o di ordine pubblico. Il divieto potrà essere disposto con deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno, in presenza di rischi concreti. Tra questi rientrano la minaccia terroristica, pressioni migratorie eccezionali tali da compromettere la gestione dei confini, emergenze sanitarie di rilievo internazionale o grandi eventi che richiedano misure straordinarie di sicurezza. In caso di violazione del divieto, il testo prevede una sanzione amministrativa compresa tra 10 mila e 50 mila euro, salvo che il fatto integri reato.
Confisca dell’imbarcazione in caso di reiterazione
Se la violazione viene ripetuta con la stessa imbarcazione, scatta la confisca del mezzo. L’autorità competente procede inoltre al sequestro cautelare immediato. La reiterazione si configura quando, nei cinque anni precedenti, risulta già accertata una precedente infrazione con provvedimento esecutivo. Il responsabile potrà evitare la misura accessoria solo dimostrando di avere adottato comportamenti idonei a impedire l’illecito.
Espulsioni per condanne gravi
Il disegno di legge rafforza il meccanismo delle espulsioni. Il giudice potrà disporre l’allontanamento dello straniero, o del cittadino Ue, condannato a una pena detentiva per reati contro pubblici ufficiali o contro organi politici, amministrativi o giudiziari, in presenza di aggravanti. La misura si applica nei casi previsti dalla legge e punta a garantire una risposta più tempestiva rispetto a condotte ritenute di particolare allarme sociale.
Stretta nei Cpr: uso limitato dei cellulari
Il testo interviene anche sulla disciplina dei Centri di permanenza per il rimpatrio. Agli stranieri trattenuti non sarà consentito detenere liberamente telefoni cellulari al di fuori degli orari e delle modalità autorizzate. Il personale incaricato della gestione custodirà i dispositivi e li metterà a disposizione per il tempo strettamente necessario all’utilizzo consentito. La norma mira a uniformare le regole interne ai centri e a rafforzare i controlli.
Protezione complementare: quattro requisiti cumulativi
Il ddl ridefinisce le condizioni per ottenere la protezione complementare. Il richiedente dovrà dimostrare un soggiorno regolare di almeno cinque anni, la conoscenza certificata della lingua italiana, la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e adeguate risorse economiche. I requisiti sono cumulativi. L’autorità valuterà in modo puntuale l’effettiva integrazione sociale e familiare del richiedente, tenendo conto anche dei legami con il Paese di origine. Il rilascio del titolo non sarà possibile in presenza di condanne per reati che evidenzino pericolosità sociale.
Ricongiungimenti familiari: criteri più stringenti
Il governo prevede una delega per definire con maggiore precisione i familiari che hanno diritto al ricongiungimento. La riforma punta a evitare utilizzi strumentali dell’istituto e a garantire che l’accesso sia riservato a situazioni di effettiva vulnerabilità. Gli accertamenti terranno conto della natura e stabilità dei legami, della durata del soggiorno in Italia e dell’assenza di adeguato sostegno nel Paese di origine.
Nessuna “norma salva Almasri”
Nel testo approvato non compare la disposizione che, in alcune bozze preliminari, prevedeva la possibilità di consegnare allo Stato di appartenenza una persona presente in Italia quando la sua permanenza risultasse pregiudizievole per la sicurezza della Repubblica o per gli equilibri diplomatici. La misura, definita da alcuni come “norma salva Almasri”, non è stata inserita nella versione definitiva.
Esame parlamentare e attuazione del Patto Ue
Il Consiglio dei ministri ha chiesto alle Camere una rapida calendarizzazione del provvedimento. Il disegno di legge si articola in una parte immediatamente operativa, che entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e in una delega al governo per adottare, entro sei mesi, i decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive europee. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito il testo coerente con il Patto europeo e con gli indirizzi del Parlamento Ue in materia di Paesi di origine sicuri.Con questo intervento, l’esecutivo punta a rafforzare gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare e a rendere più selettivo l’accesso alle forme di tutela complementare, nel quadro delle nuove regole europee.
(Foto ANSA)