Dipendenti Publiparking: con Fulvio Beato Usb e Antonio De Falco di Riprendiamoci Caserta due giorni di sciopero per l’incremento orario.

Oggi 9 novembre, i dipendenti della Publiparking , azienda preposta alla gestione della sosta a pagamento nel Comune di Caserta, hanno scioperato manifestando sotto le finestre di Palazzo Castropignano e chiedendo un incontro con il Commissario Prefettizio Maria Grazia Nicolo’. Lo sciopero è previsto anche per oggi 10 novembre. Alla base della protesta la richiesta di incremento orario per i dipendenti della Publiparking e la salvaguardia dei livelli occupazionali in vista del passaggio di cantiere che il Comune di Caserta dovrebbe realizzare tra circa 10 mesi. Ma procediamo con ordine. Ad accompagnare ieri i dipendenti della Publiparking a Palazzo Castropignano il Sindacalista Fulvio Beato Usb . Al loro fianco Antonio De Falco , Presidente dell’Associazione “Riprendiamoci Caserta”, che sta supportando questa ennesima battaglia sindacale del nostro territorio. ” Siamo giunti alla conclusione dello sciopero di due giorni- spiega Fulvio Beato- per mettere in evidenza due problemi legati alla nostra posizione lavorativa, ovvero l’incremento orario, nei confronti dell’Azienda, e la salvaguardia del posto di lavoro, nei confronti del Comune di Caserta”. ” Nella città di Caserta- spiega Fulvio Beato- la maggioranza degli operatori ausiliari, degli addetti alla vendita dei grattini e dei posteggiatori sono inquadrati a 20 ore settimanali corrispondenti ad un part time pari al 50%. Si tratta di 4 ore a settimana per ciascuno di essi spalmate per 5 giorni con una notevole riduzione di orario”. A cio’ si aggiunge la circostanza secondo la quale , proprio in base alle 20 ore settimanali, i dipendenti perdono il diritto di beneficiare in modo totale degli assegni familiari, per la cui corresponsione la normativa prevede un monte ore di lavoro di 24 ore settimanali. “Al momento- continua Fulvio Beato- i dipendenti percepiscono gli assegni familiari part time”. Nei confronti del Comune di Caserta, invece, i dipendenti della Publiparking chiedono da molto tempo l’apposizione di una clausola di salvaguardia sociale al fine di conservare il livello occupazionale in vista del prossimo passaggio di cantiere. A tutt’oggi l’azienda Publiparking ha tenuto trattative con le maestranze che, tuttavia, sembrano non avere portato a risultati propositivi. “L’azienda -spiega Fulvio Beato- non intende incrementare l’orario settimanale fino a 24 ore come previsto dalla normativa. Alle nostre richieste ha tuttavia risposto con la proposta di un premio di produzione che andrebbe ad integrare la parte di assegni familiari non corrisposti”. I lavoratori, pero’ non hanno accettato questa soluzione dal momento che l’azienda non avrebbe fissato per la corresponsione dei premi di produzione dei criteri individuali, ma dei criteri collettivi , ovvero il premio di produzione ai lavoratori verrebbe versato in relazione alle prestazioni collettive. “Questa soluzione- continua Fulvio Beato- è indefinibile rispetto alla prestazione del singolo che, in tal modo, non viene quantificata rispetto all’intera produzione”. ” La vicenda dei lavoratori Publiparking- afferma Antonio De Falco- va risolta per garantire i diritti sindacali degli stessi e una migliore gestione della viabilità cittadina nell’interesse degli utenti della strada”.Anche il Commissario Nicolo’ è stato coinvolto nella protesta dei dipendenti Publiparking ai fini della apposizione della clausola di salvaguardia sociale nel prossimo capitolato d’appalto del servizio di sosta a pagamento. ” Chiediamo al Commissario di organizzare un tavolo di mediazione con l’azienda- dice Beato-Ci siamo rivolti al Commissario Nicolo’ perchè la normativa vigente attribuisce ai Commissari Prefettizio anche altri poteri oltre quelli di ordinaria amministrazione di un Comune”. A difesa dell’azienda , circa la impossibilità di incrementare il monte orario settimanle, il fatto che in questo momento vi sarebbero perdite economiche nella gestione della sosta a pagamento in città. ” Le affermazioni della azienda – conclude FUlvio Beato- confermano invece la nostra richiesta. Aumentando il monte ore dei dipendenti inevitabilmente si sanerebbero le perdite provocate dalla assenza di controllo sulla sosta”.