ROMA- Dopo i risultati delle elezioni del Referendum sulla Giustizia, Giorgia Meloni passa al contrattacco. Sembra che all’improvviso si ricordi che, nel suo partito dei Fratelli e delle Sorelle d’Italia, ci siano casi di mala politica: dalle truffe a falsi in bilancio ecc. Ecco la sua tattica: “Cari cittadini italiani, chiedo le dimissioni della Santanchè”. Peccato che sia sempre colpa degli altri, perché Giorgia proprio non si arrende. Lei resta, resta nonostante tutto, resta nonostante il NO, resta e lo fa per il “bene” del Paese. In realtà, qualcosa di buono l’ha ottenuto: pensiamo all’aumento del costo della benzina e del diesel….ormai gli italiani pensano di diventare tutti “ecologisti”, meglio una passeggiata, meglio un monopattino elettrico, c’è chi sta pensando di riesumare vecchie biciclette dal proprio garage. Ma Meloni ha già rassicurato il popolo italiano: “Per finanziare lo sconto sulle accise, il governo ha il suo piano, tagliare 86 milioni di euro al Ministero della Salute”. Quindi, altri tagli alla sanità…come se non bastassero già quelli che abbiamo in corso. La sanità pubblica è al collasso da tempo, tanto che per richiedere esami specialistici si attendono mesi e mesi, e chi ha una malattia grave? Arriva prima al camposanto. Parliamo di povertà, siamo arrivati a dati catastrofici che vedono oltre 5,7 milioni di persone in tale condizione, senza contare l’aumento vertiginoso della disoccupazione; ulteriori tagli all’istruzione che vedono una netta riduzione degli organici tra personale docente e ATA (dal 2025 si contano 5.600 posti in meno, con un’ulteriore diminuzione entro il 2030/31). Giorgia però esulta, difatti…il Parlamento Europeo ha detto “SI” al suo modello Albania, dichiarando come i rimpatri risultino molto più efficaci. Quindi, Meloni si consola: per un “NO” al referendum, ecco un “SI” dall’Europa. Qual è, però, il vero quadro della situazione? Ricordiamo che i centri in Albania comportano un investimento di oltre 670 milioni di euro fino al 2028, ma da chi sono state occupate queste strutture? Lo scorso ottobre, si contavano una ventina di persone, praticamente potremmo dire, mediamente, il numero di alunni in una classe. A febbraio si è registrato un “aumento” arrivando a circa 90 migranti. In sintesi, possiamo dire di aver effettuato tagli importanti a sanità e istruzione per centri rimasti essenzialmente vuoti, centri che, forse, un domani, trasformeranno in villaggi-vacanze. L’Europa però dice sì! Ed è questo il problema, non è solo Giorgia ma Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea. Ursula: colei che ci ha portati letteralmente alla guerra, non ha mai manifestato una posizione contro Israele rispettivamente a Gaza, né ha condannato le azioni militari di Israele e USA in Iran, anzi…grazie a lei, l’Europa è lo zerbino degli Stati Uniti. Tornando alla politica italiana di Giorgia: il suo governo, altro non è che la volontà di restaurare un regime fascista dove tutte le decisioni passino per lei. Lo abbiamo visto con i diritti lgbt, una mera campagna di discriminazione volta a sopraffare una categoria già a rischio e dove, solo i giudici, hanno attuato importanti riconoscimenti a favore, da qui…la volontà di “farli fuori”. A noi italiani, non sembra sia presente un governo per l’interesse e il benessere dei cittadini ma una sporca caricatura del ventennio del secolo scorso: fare politica sui “tagli”: dai servizi per i cittadini, istruzione, sanità ecc.. ai diritti civili, personali. Ora, dopo il “NO”…sorge una domanda: “A quando lo sfratto di Meloni da Palazzo Chigi?”