La Corte di Cassazione ha messo la parola fine sul caso di spaccio di droga che dal Parco Verde di Caivano si estendeva fino all’agro caleno, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati da Biagio Cecere e Alessandro Raucci. Con questa decisione, la Suprema Corte ha confermato le condanne inflitte ai due imputati dalla Corte d’Appello di Napoli il 7 marzo scorso. Cecere, 49 anni di Capua, dovrà scontare tre anni e due mesi di reclusione, oltre a pagare una multa di 14.000 euro, mentre per Raucci, 62 anni di Pignataro Maggiore, la pena è di quattro anni, un mese e 18 giorni, con un’ammenda di 19.600 euro.
L’accusa: traffico di cocaina dal Parco Verde
Le indagini, condotte in modo approfondito, hanno ricostruito il ruolo di Cecere e Raucci nel traffico di cocaina proveniente dal Parco Verde di Caivano, un noto epicentro dello spaccio di stupefacenti. Cecere avrebbe svolto il ruolo di intermediario, mettendo in contatto Raucci con i fornitori della droga, consentendogli di ottenere il prodotto a condizioni più favorevoli. Tuttavia, la difesa di Raucci ha contestato questa ricostruzione, sottolineando che il presunto fornitore, Vincenzo Di Paola, era stato assolto in primo grado.
Uno degli episodi chiave contestati a Raucci riguarda l’acquisto di una partita di cocaina destinata a Giuseppe Troise. Durante un inseguimento delle forze dell’ordine, Raucci avrebbe cercato di disfarsi della droga gettandola in un corso d’acqua. Le intercettazioni telefoniche hanno svolto un ruolo cruciale nel processo: in particolare, i dialoghi captati facevano riferimento al recupero di “legname”, un termine in codice per indicare lo stupefacente.
La sentenza definitiva: ricorsi inammissibili
La Corte di Cassazione ha giudicato inammissibili i ricorsi perché troppo generici e privi di nuovi elementi che potessero giustificare una diversa valutazione del materiale probatorio. Nelle motivazioni della sentenza, la Cassazione ha evidenziato la solidità dell’impianto accusatorio e la coerenza delle motivazioni fornite dalla Corte d’Appello. In particolare, è stata confermata:
La responsabilità di Cecere come intermediario, nonostante la presenza di più fornitori attivi nel Parco Verde.
La validità delle intercettazioni telefoniche, considerate prove decisive per dimostrare il coinvolgimento dei due imputati nel traffico di droga.
Con la pronuncia della Cassazione, il procedimento si conclude definitivamente, sancendo la condanna di Biagio Cecere e Alessandro Raucci. Entrambi dovranno ora affrontare le pene detentive e pecuniarie loro inflitte.