Fabrizio Marrazzo e la comunità lgbt: le conseguenze di un “SI” al referendum

Il “SI” potrebbe mettere a rischio i diritti della comunità lgbt

Fabrizio Marrazzo, leader del Partito Gay, ha espresso i suoi timori in merito a una possibile riforma della giustizia a seguito del referendum del 22 e 23 marzo. Ha dichiarato: “Noi sicuramente siamo per il NO perché questa riforma, seppur può avere qualche elemento di carattere innovativo e interessante, così come è stata strutturata non porterebbe una reale riforma della giustizia, nessun miglioramento per quel che riguarda i cittadini”. Andiamo ad analizzare quali sarebbero le conseguenze per i dritti civili. Su tale punto, Marrazzo è stato molto netto, affermando come  una qualsiasi subordinazione della magistratura potrebbe portare il governo a non riconoscere più i diritti per le coppie omosessuali. Timori più che fondati se pensiamo a quanto l’attuale governo si sia sempre mostrato profondamente omofobo, muovendosi esattamente in direzione opposta a quella di una tutela di una categoria che, ad oggi, è sempre più discriminata. Marrazzo ha chiarito quanto resti fondamentale, in questo senso, l’autonomia della magistratura. D’altro canto, sappiamo che soltanto i giudici hanno difeso i diritti della comunità lgbt, sia sul tema delle unioni, sia sul tema delle adozioni. Ricordiamo la sentenza storica dello scorso maggio (sentenza n. 68 del22 maggio 2025) che ha riconosciuto alle coppie di donne il diritto di registrare entrambe le madri alla nascita del figlio, anche se nato in Italia tramite procreazione medicalmente assistita PMA effettuata all’estero. È, inoltre, di pochi giorni fa la decisione che Tribunale dei minori di Venezia ha rimesso alla Corte Costituzionale il caso di una coppia di uomini che chiede di poter adottare un bambino, ospite di un orfanotrofio all’estero. Ora sarà la Consulta a decidere se l’articolo 29 bis della legge che regola le adozioni sia incostituzionale nella parte in cui non consente alle coppie omosessuali unite civilmente, di procedere a un possibile affidamento. Il tribunale ha dichiarato che vietarla sarebbe discriminante. Ora, il punto cruciale resta su come gli italiani risponderanno al prossimo referendum, ma come ha affermato Marrazzo, pensare che, un domani, i diritti civili potrebbero essere nelle mani di un politico di ideologia fascista come Vannacci….fa paura.