FACCIAMO IL PUNTO SULLE GUERRE E SUI TENTATIVI DI PACE

di Sebastiano Devastato

Certo ha destato grande impressione la perentoria e fatidica affermazione della
presidente della Commissione Europea Ursula Von der Layen : “ L’Europa deve
riarmarsi!”. Il che, detto da una tedesca avrà fatto accapponare la pelle a più
d’uno, governanti e cittadini. Persino a Putin ed a Trump, immagino. Era tempo
che non si ragionasse così, ad onta delle chiacchierelle che stupidamente, fino a
ieri, e salvo oggi che è la festa della donna, si definivano da ‘femminelle’. Il
pericolo estremo del vicino imperialismo russo ex sovietico di Putin, si è
appalesato in tutta la sua orrida cogenza. Prima la Crimea, poi il Dombass, la
federazione russa ha tentato e sta tentando di fagocitare l’Ucraina. E i motivi
sono molteplici: gli approvvigionamenti di grano che dipendono dall’enorme
serbatoio agricolo di produzione di cereali a livello mondiale, il petrolio, il gas
che sia passa per le rotte Ucraine, ma ha anche notevoli giacimenti colà, che poi
sono le materie prime il cui enorme rincaro, ci hanno fatto notevolmente
soffrire, dallo scoppio della guerra ad oggi, in Europa e segnatamente in Italia.
Tutti ricordate quanto costavano il gas ed i prodotti cerealicoli, prima, a
cominciare da pane e pasta ed a finire persino con la pizza, e quanto costano
adesso. Adesso è venuta fuori anche la questione delle Terre Rare, fondamentali
per le tecnologie informatiche civili, computers , telefonini, ma soprattutto
militari, sistemi d’arma, sistemi di puntamento, droni, apparati per gli attacchi
informatici. E Trump voleva subito monetizzare il suo peloso interessamento
negli accordi di pace con Putin, assicurandosi un contratto di sfruttamento di
pieno favore sull’approvvigionamento delle terre rare dall’Ucraina. In cambio di
garanzie di pace offerte ed assicurate da Washington. Gli americani hanno detto
di fidarsi di Putin, salvo affermare che si tratta di un vecchio sovietico ed ex
capo del KGB, il che equivale ad asserire l’esatto contrario. E Il povero
Zelensky , ‘cornuto e mazziato’, se n’è dovuto tornare a Kiyv con la coda tra le
gambe affermando che la fine della guerra ‘sembra ancora lontana’, e chi è in
grado di smentirlo. Quanto all’Europa ed ai Britannici , soprattutto, tedeschi,
francesi ed italiani, vengono in mente i Patti di Monaco del 1938. Allora il
cattivo era il tedesco Hitler e Chamberlain Primo Ministro inglese, se ne tornò
quasi trionfante a Londra dicendo:” Abbiamo convinto Hitler ad accontentarsi di
qualche piccola concessione territoriale nei Sudeti e nella Slesia-Pomerania…i
Cechi ed i Polacchi ( cui sarebbero state sottratte le zone che la Germania si
andava ad annettere ) se ne faranno una ragione e saranno contenti di sedare la
furia Hitleriana arrestandola quasi ai vecchi confini.” Non dimentichiamoci che
anche lì, oltre ad una manifestazione di forza, il Nazismo intendeva praticare il

motto ‘ la Grande Germania ai tedeschi!’ poiché molte delle suddette terre,
sottratte a seguito della sconfitta nella prima guerra mondiale, erano abitate da
tedeschi di lingua e di tradizioni, e mai integratisi nella Polonia ricostituita e
nella Cecoslovacchia originatasi quasi in toto dalla caduta dell’Impero
austroungarico. Non passo neanche un anno ed Htler, il 1° settembre del 1939,
nonostante le precedenti concessioni territoriali ottenute nella conferenza di
Monaco, invase la Polonia e mise l’Europa a ferro e fuoco. Oggi è l’Orso Russo,
orbato in parte dell’Impero Sovietico, solo in minima misura ricostituito sotto la
Federazione russa, che digrigna i denti e morde l’Ucraina. Ma se, per caso
ottenesse le concessioni territoriali in Ucraina, la quale già ha manifestato la
propria contrarietà, a costo di continuare la guerra, si fermerà davanti ad una
Europa imbelle e disarmata? Si dirà , c’è la NATO. Ma Trump è di fatto un
isolazionista, uno che vuole tutti i vantaggi per l’America, MAKE AMERICA
GREAT GAIN’ ma senza spargimento di sangue americano e senza un enorme
dispiego di armi, e infatti ha già interrotto la fornitura di armi a Kiyv per
facilitarne la caduta e la venuta a più miti consigli del nazionalista Zelensky,
che, per la verità, se si escludono quelle popolazioni interessate dalle zone di
guerra, che, in buona parte si dichiarano filorussi, è fortemente sostenuto da
quasi tutti gli Ucraini nell’intero paese. E allora? Sembrano ancora lontani seri
ed applicabili convintamente dalle due parti, accordi di pace.
Quanto a GAZA , purtroppo Trump ha negli occhi la sua residenza di
MARALAGO e dell’intera Florida, per immaginare, forse anche per sognare
una riviera come quella del video che ha fatto circolare sui media . Intanto c’è
una distruzione totale di infrastrutture, case, ospedali, scuole ammassata in un
interrotto cumulo di rifiuti che ricopre tutta la striscia di Gaza da nord a sud. E
Hamas ? E l’Autorità palestinese? Dove li mettiamo? Certo c’è il grande affare
della ricostruzione che fa gola alle Società americane, costruzioni, infrastrutture,
impianti , gruppi immobiliari che possono guadagnare grandi capitali , anche più
che a DOA la capitale del Qatar , dove opera il grande capitale cinese, il vero
antagonista di Washington , che vuole cercare di staccare la Russia dall’ex
Celeste Impero, assicurandogli, però, i privilegi del status di grande potenza ma
in Europa. “ E che l’Europa si difenda da sola!” . E allora riarmo sia. Lo hanno
capito tutti, lo anticiparono gente equilibrata e credibile di grande prestigio come
Monti Draghi. Il modo di stare in Europa deve cambiare e bisogna sacrificarsi di
più per un’idea comune, non solo di difesa, ma persino di Patria. Altro che
sovranismi gabellati come beceri. Qui è in discussione, in prospettiva, persino la
sopravvivenza dell’Europa , altro che accoglienza e migranti, che, pure stanno
giocando un ruolo di disgregazione nei riguardi dei singoli stati e dell’Europa
stessa, soprattutto con la migrazione clandestina e però, protetta in ogni modo,
persino con il risarcimento dei danni, noi a loro! Assurdo!

Se ne facciano una ragione Conte e Shlein. Se no alle prossime elezioni la
Meloni otterrà un ‘Anschluss’ , un Plebiscito.