Il 4 febbraio 2004, in una stanza del dormitorio di Harvard, prese vita un progetto destinato a cambiare per sempre il modo di comunicare. Mark Zuckerberg, insieme ai co-fondatori Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, lanciò ufficialmente “TheFacebook”, una piattaforma digitale pensata per connettere gli studenti universitari attraverso profili personali e reti di amicizia. Inizialmente accessibile solo agli iscritti dell’Università di Harvard, il sito riscosse un successo immediato. In poche settimane, migliaia di studenti si registrarono, attratti dalla possibilità di condividere informazioni, foto e interessi in uno spazio virtuale comune. Spinto dall’entusiasmo e dalla rapida crescita, il team decise presto di estendere l’accesso ad altri atenei statunitensi, tra cui Stanford, Columbia e Yale. Nel 2005, il nome venne abbreviato in Facebook e la piattaforma iniziò una fase di espansione globale. L’apertura al pubblico, avvenuta negli anni successivi, trasformò il progetto universitario in un fenomeno planetario. Facebook divenne non solo un social network, ma un vero e proprio ecosistema digitale, capace di influenzare comunicazione, politica, economia e relazioni sociali. A distanza di anni, quella intuizione nata a Harvard resta uno dei simboli più potenti della rivoluzione digitale del XXI secolo.