Finanziamenti per la messa in sicurezza di Ecologica meridionale:facciamo chiarezza

Sul sito istituzionale del Comune e sui quotidiani locali e’ notizia diffusa in questi giorni di un finanziamento di 6,5 milioni di euro per la messa in sicurezza permanente della discarica “Ecologica Meridionale” in località “Lo Uttaro”, individuato con accordo “Per la realizzazione di interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani ricadenti nel territorio della Regione Campania”, sottoscritto il 30 novembre 2021 tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza e la Regione Campania. Si tratta di fondi relativi allo stanziamento di oltre 100 milioni di euro per la messa in sicurezza, la caratterizzazione e la bonifica dei cosiddetti siti orfani, ovvero spazi interdetti e pericolosi per la salute pubblica,come stabilito dal decreto del Ministero dell’Ambiente del 29 dicembre 2020. Sono 260 i siti orfani nel Paese che beneficeranno dei fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (ambito dell’investimento 3.4, Missione 2, Componente 4). La Campania è la regione con il maggior numero di siti (53). Ma cosa sono i siti orfani? Alla definizione attende proprio l’art. 2 del decreto:”per sito orfano si intende un sito potenzialmente contaminato in cui non è stato avviato o si è concluso il procedimento di cui all’art. 244 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o di cui all’art. 8 del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, per il quale il responsabile dell’inquinamento non è individuabile o non provvede agli adempimenti previsti dal titolo V, parte  quarta, del medesimo decreto legislativo, o a quelli previsti dal decreto ministeriale 1° mareszo 2019, n. 46, e non provvede il proprietario del sito né altro soggetto interessato”. In sostanza sembra subire uno stop il principio “chi inquina paga”, principio fondante di tutta la disciplina delle bonifiche e della riparazione del danno, anche a livello comunitario. Qui https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/  il sito  del Ministero che parla dello stato di avanzamento delle bonifiche dei SIN (zone contaminate riconosciute dal Ministero dell’Ambiente come territori contaminati) e dei siti individuati come orfani,  impianti industriali o di smaltimento e trattamento rifiuti a rischio di contaminazione ambientale, dismessi da più di venti anni, nel caso di Ecologica Meridionale in esercizio fino al 1994. Ciascuna Regione ha provveduto, secondo i propri criteri, all’individuazione dei siti orfani per i quali gli interventi oggetto del decreto risultano prioritari a causa del rischio ambientale e sanitario connesso. L’ex Ministero della Transizione Ecologica ha poi emanato la lista definitiva dei luoghi in cui investire 500 milioni di euro del Pnrr.Il piano d’azione di riqualificazione dei siti orfani e’ stato pubblicato nell’ottobre 2022 in Gazzetta Ufficiale, con i tempi e le modalità della riqualificazione di queste aree. Entro il 31 marzo 2026 e’ prevista la riqualificazione di almeno il 70 per cento della superficie del suolo dei siti orfani al fine di ridurre l’occupazione del terreno e migliorare il risanamento urbano. Le amministrazioni regionali  sono i soggetti attuatori delle bonifiche di questi territori secondo il piano d’azione che definisce i piani di collaborazione tra enti locali, centri di ricerca e realtà imprenditoriali.

A giugno del 2024 scadrà invece il termine per approvare i primi 90 progetti di messa in sicurezza e bonifica. Su italiadomani.gov.it leggiamo:”Queste aree, se bonificate e riqualificate, possono rappresentare una risorsa per lo sviluppo economico: offrirebbero, rispetto alle zone verdi, spazi alternativi per le nuove costruzioni, evitando il consumo di suolo, consentendo di preservare l’ambiente e ridurre gli impatti sulla biodiversità”. Come ripensare queste aree dunque, come quella su cui insiste l’Ecologica meridionale, e’ l’interrogativo che si fanno anche le amministrazioni, le associazioni, le reti civiche, i comitati. Configurare un nuovo utilizzo di questi spazi non è un’operazione indifferente, come ogni processo di rigenerazione materiale. I fondi del PNRR sono soltanto il tracciato  per un ventaglio di opportunità in tema di innovazione, circolarità e sostenibilità. Rendicontare la concretezza del risanamento è un un obbligo imposto dalla legge. Ben piú vincolante dovrebbe essere impedire nuove speculazioni, nuovi ritardi ingiustificati, progetti escludenti, tutti prodotti di scelte politiche colpevoli. E proprio agli esponenti della politica che in queste ore non hanno perso occasione per cavalcare la notizia delle somme a copertura certe per la messa in sicurezza permanente e imboccare la strada a precipizio della propaganda, dello slogan, dello spot, suggeriamo di esprimere un interesse concreto verso la riqualificazione dell’area promuovendo proposte nei luoghi opportuni, che sappiano coniugare giustizia ambientale e sociale e placare quel sentimento di disorientamento,disillusione e fatica delle popolazioni contaminate inevitabile  davanti ai ritardi indecenti  o all’assenza delle bonifiche, alla manchevole identificazione dei reali effetti sulla loro salute delle tossicità presenti.