I pesci palla riemergono dagli abissi per raccontare la storia da Calitto a Casapesenna

C’è un gesto semplice, quasi infantile, che Giuseppe Diana ama particolarmente: una mano alzata, aperta, come un saluto venuto da un altro pianeta, un Na no, Na no che è nostalgia ma allo stesso tempo una dichiarazione d’intenti precisa, il segnale di chi sceglie di guardare il mondo con l’entusiasmo di un extraterrestre appena atterrato. L’autore lo afferma con naturalezza: ha 68 anni, ma l’energia di chi arriva da Ork.
“I Pesci Palla” nasce così, come un testo che rifiuta la forma del classico e del romanzo tradizionale per diventare un ibrido, un’opera “postuma” nel senso creativo del termine: non un palazzo in cui abitare, ma un tempio in cui ritrovarsi, costruito non con gli strumenti della tecnica ma con un desiderio antico, quasi erotico, che ha spinto l’autore verso una vetta che non sapeva di star scalando. Dal titolo alla pagina 158 il lettore è invitato a correre, a lasciarsi prendere da un ritmo che accelera, da una frequenza cardiaca che sale. “I Pesci Palla” diventa così un’esplosione controllata di ricordi e sentimento che sfida i ritmi preconfezionati della narrativa contemporanea e tenta un collegamento ardito tra mente, cuore e memoria.
Sabato 11 aprile alle ore 10,30 nella sede del centro sociale “Antonio Cangiano” in piazza Agostino Petrillo a Casapesenna, Giuseppe Diana ha esordito ufficialmente come scrittore. Una folta platea di amici, familiari e cittadini hanno ascoltato con interesse il racconto, sentito, emozionante e commovente, della genesi di questo lavoro letterario, che tra storia, ricerca e poesia, mette un tassello importante per questa cittadina della provincia di Caserta, attraverso la ricostruzione delle sue origini e di peculiarità che le attribuiscono, secondo fonti d’archivio, il primato della realizzazione della mozzarella, l’oro bianco di questo territorio.
Presenti al tavolo il sindaco Giustina Zagaria che è andata oltre i saluti istituzionali, riconoscendo il valore dell’opera di Giuseppe Diana e don Vittorio Cumerlato che, oltre ad aver curato l’introduzione del libro, ha introdotto anche la presentazione, curata dalla dott.ssa Lucia Grimaldi, direttrice di Belvederenews 2.0, con riflessioni sul senso del riscatto e sulla necessità di far emergere i valori della comunità protagonista del libro.
Durante la presentazione l’autore si è definito una guida turistica, non per modestia ma per precisione: il libro è una scalata e lui accompagna il lettore lungo un sentiero impervio, offrendo una filosofia sperimentale testata sul campo della vita. La vetta non mostra solo il presente, ma lascia intravedere una scia lunga mille anni, un percorso antropologico che attraversa dominazioni, lingue, radici culturali. È qui che emerge la figura di Calitto — o Calupto, dal greco “celato” — un personaggio che non è solo protagonista ma simbolo, la cui storia si nasconde ancora oggi nella nostra lingua come un archivio vivente di ciò che abbiamo conservato e di ciò che abbiamo dimenticato. “I Pesci Palla” non è un semplice racconto: è un dispositivo emotivo, una struttura che esplode, si ricompone, si apre e si richiude, un invito a guardare dentro e allo stesso tempo indietro, verso quei dieci secoli di storia che continuano a parlare attraverso le parole che usiamo ogni giorno. Chi ha partecipato alla presentazione lo ha percepito chiaramente: questo libro non chiede di essere letto, ma attraversato; non chiede di essere capito, ma vissuto.