Il Piano urbanistico smarrito: Agorà per Caserta chiede risposte al sindaco Marino

In una lettera la puntuale analisi delle annose criticità e le richieste dettagliate

Un mese fa, il 29 maggio,  presso la Biblioteca Diocesana di Caserta, si svolgeva il convegno pubblico “Caserta fra urgenze urbane e disordine territoriale” promosso da Agorà per Caserta, gruppo di lavoro che vuole animare in città un confronto sui problemi che emergono e che chiedono una risposta dagli enti competenti. Il convegno ha visto una larga presenza e partecipazione di pubblico, di esperti di settore e di amministratori pubblici. Dal seminario è emerso quanto segnalato da Agorà in una lettera inviata al sindaco Carlo Marino: “Se in una qualsiasi altra città regolata da un piano urbanistico, il continuo consumo di suolo è fatto già grave e da stigmatizzare, a Caserta si ha l’aggravante dell’assenza di un PUC aggiornato; la pianificazione a Caserta si è fermata al PRG del 1987; non si è fermata, invece, la trasformazione della città, che continua ad espandersi a dismisura e a modificarsi in base ad un PRG oramai inadeguato, mentre sono stati approvati interventi circoscritti finanziati attraverso programmi nazionali e regionali (Programma PIÚ EUROPA, Piano Periferie, Programmi Integrati Città Sostenibile, Pinqua), che non richiedono, purtroppo, né la verifica di coerenza strategica in relazione ad un piano urbanistico aggiornato, né la valutazione di sostenibilità ambientale, in merito agli effetti e alle ricadute degli interventi stessi all’interno dell’intero territorio urbano”.

In sintesi, dopo aver messo in evidenza le criticità che vanno urgentemente risolte dall’Amministrazione cittadina, Agorà per Caserta avanza le seguenti richieste al sindaco: ” – di adottare il PUC, il cui Preliminare fu approvato nel 2017, dopo una serie di incontri pubblici di partecipazione e condivisione. Il Preliminare perseguiva obbiettivi importanti e attuali: la riduzione drastica del consumo di suolo; la tutela e la valorizzazione degli ambiti montuosi e collinari di rilevanza ambientale e paesaggistica e di tutte le «eccellenze» storico – culturali; la salvaguardia del verde agricolo esistente; la riqualificazione delle aree urbane periferiche e degradate; l’articolazione di una rete di mobilità sostenibile; il recupero e la riutilizzazione degli edifici e delle aree dismesse (caserme, area ex Macrico, ecc.); l’integrazione con nuove attrezzature pubbliche o di interesse pubblico; – di approvare il Parco interurbano dei monti Tifatini, la cui procedura di istituzione ebbe inizio con la delibera del Consiglio Comunale n.122 del dicembre 2017, perfettamente coerente con l’impostazione strategica del Preliminare del PUC. Con ciò si perseguirebbe l’obiettivo di potenziare complessivamente la qualità dell’ambiente, assicurando, per il benessere degli abitanti,  la tutela delle aree naturali di pregio e degli ecosistemi e l’incremento e la salvaguardia del verde urbano e della vegetazione, per il ruolo fondamentale che questi fattori svolgono in relazione alla qualità del clima, all’abbattimento dell’inquinamento, alla stabilizzazione del suolo, al riequilibrio delle aree a rischio, alla valorizzazione delle zone rurali. I monti Tifatini sono un patrimonio di eccezionale rilevanza da proteggere, curare, riqualificare, manutenere, valorizzare, recuperare. Un patrimonio ambientale ricco di valori che non è ancora diventato una risorsa per uno sviluppo territoriale ampio e articolato a vantaggio delle comunità che vivono ai suoi piedi; – di farsi carico dell’annoso problema del Macrico. Si tratta, com’è noto, di un’area privata, per la quale, come per le aree private di una qualsiasi altra città, dovrebbero essere la pianificazione urbanistica e il PUC, in quanto fondamentale strumento di programmazione su basi democratiche, a stabilirne la destinazione all’interno dei caratteri dello sviluppo complessivo della città, potenziando la qualità della vita urbana e tutelando l’interesse pubblico. Come i Tifatini, anche il Macrico rappresenta un’area di eccezionale rilevanza strategica sia su scala territoriale che su scala urbana; costituisce una grande risorsa, una preziosa opportunità e potrebbe diventare un luogo in cui sperimentare proprio il principio del blocco del consumo di suolo e della rigenerazione urbana, attraverso la riutilizzazione degli edifici d’interesse storico già esistenti”.

Dunque il dibattito sul tema antico della pianificazione urbana evanescente a Caserta diventa vivo e proprio martedì prossimo ricordiamo alla cittadinanza di un consiglio comunale monotematico, in sessione straordinaria e pubblica, presso la Sala delle Adunanze Consiliari in Caserta alla Piazza Vanvitelli, sull’argomento “Macrico” alle ore 9, indetto per richiesta di una petizione popolare depositata il 2 marzo 2021 (!) dal Comitato Macrico Verde, petizione che chiede la qualifica urbanistica F2 di inedificabilità assoluta per l’area. L’amministrazione Marino deve dare risposte reali e concrete agli interrogativi posti su tematiche cruciali. Le forze politiche presenti in consiglio comunale saranno in grado di compiere su questi temi una riflessione approfondita  e un confronto spoglio di ogni propaganda per il bene della città?