Una storia incredibile, ma vera, giunge dall’Iran.
E’ la storia di un padre che ha dimostrato i limiti dell’onore, dell’umanità e del sacrificio infinito, mostrando una pietas degna dei libri di letteratura epica che studiamo alle medie.
I fatti:
A Isfahan un padre affranto, con il cuore colmo di dolore e sofferenza, si era recato nel luogo in cui erano custoditi i corpi dei martiri della rivolta di novembre. L’intento era di trovare e ricevere il corpo di suo figlio.
Gli avevano detto che per prendere il corpo di suo figlio avrebbe dovuto pagare 700 milioni di toman iraniani. La cifra è per i proiettili che gli erano stati sparati nel fegato.
Questo padre, affranto, entra in una sala piena di sacchi neri con nomi, numeri o la scritta “Anonimo” sopra.
Fila dopo fila, costretto ad aprire tutti i sacchi neri per guardare tutti i volti dei corpi dei martiri, alla ricerca del figlio. Alcuni sono intatti, altri disintegrati, distrutti dal regime criminale. L’uomo affronta una grande pressione mentale, ben più grande del dolore per la perdita di un figlio. Ciò rientra nel disegno di un nuovo tipo di tortura psicologica che la Repubblica Islamica sta usando. Il fine è quello di distruggere il morale delle persone in lutto.
Il padre in lutto cerca suo figlio tra i corpi dei martiri con il cuore che batte forte, ma senza trovarlo. Tra i sacchi esaminati uno a uno non trova il figlio, ma trova deboli segnali vitali in un ferito. Si tratta di un istante e decide. Con una forte volontà, chiude la cerniera del sacco prima che chiunque se ne accorga e chiama immediatamente gli ufficiali. Afferma che quello è suo figlio e lo porta via con l’aiuto dei suoi compagni. Forse, sopravvivendo, quell’uomo riporterà la speranza alla sua famiglia.
“Questo padre eroico non sa ora cosa sia successo al corpo puro di suo figlio, ma tutti sanno che ha unito i confini dell’onore e dell’umanità con un sacrificio infinito.
Questa è la storia dell’onore e del sacrificio infinito di un padre che ha sacrificato completamente suo figlio per la libertà del popolo e della patria.
Certamente, con padri così altruisti e disinteressati, la libertà dell’Iran sarà conquistata e la campana a morto della dittatura religiosa e del vassallaggio sufyani di Khamenei suonerà, consegnandola alla pattumiera della storia.
Per favore, non passate inosservati a questa storia e pubblicatela il più possibile affinché il mondo intero sappia qual è il prezzo della libertà in Iran.
Ricordate la storia
Gennaio 1404″