LE RADICI TORNANO AL GOLETO

Il Festival delle Radici Migratorie approda nel cuore dell'Irpinia con un evento speciale che unisce scienza, storia e identità meridionale.

Riceviamo dalla Glocal Think e pubblichiamo.

L’Abbazia del Goleto, monumento millenario fondato da San Guglielmo da Vercelli e simbolo della civiltà spirituale e architettonica dell’Appennino campano, ospiterà il 16 maggio 2026 una tappa straordinaria del Festival delle Radici Migratorie, progetto culturale di Glocal Think sotto la direzione artistica di Emanuela Sica. La tappa speciale è stata ideata in collaborazione con Michele Astrella, in un percorso condiviso che ha trasformato la millenaria abbazia irpina in palcoscenico di un dialogo tra passato e presente, tra chi è rimasto e chi è partito, tra le pietre di un territorio e le vite che quel territorio ha generato nel mondo. Presenti nei saluti istituzionali, oltre alla Direttrice Artistica, P.D. Giovanni Maria Gargiulo; il Presidente della Glocal Think Vincenzo Castaldo; l’architetta Antonella Moscariello Esperta in Turismo delle Radici, il dott. Gianvito Fischetti Vice Presidente dell’Associazione sponsor dell’evento.

IL PROGRAMMA

Il convegno riunisce quattro voci di assoluto rilievo culturale e professionale:

Prof. Giorgio Manzi — Paleoantropologo, professore all’Università Sapienza di Roma, tra le massime autorità italiane sull’evoluzione del genere Homo e le origini dell’umanità.

Prof. Marcello Rotili — Archeologo e medievista, professore all’Università Vanvitelli di Napoli, studioso di riferimento per il patrimonio longobardo e medievale dell’Irpinia e del Mezzogiorno interno.

Padre Lorenzo Prencipe — Missionario scalabriniano, voce della Congregazione di San Carlo in dialogo con le comunità della diaspora e i territori delle aree interne.

Arch. Vincenzo De Maio — Presidente Ordine Architetti di Avellino ed esperto di patrimonio architettonico e valorizzazione dei beni culturali del territorio irpino.

L’evento è accreditato dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Avellino con il riconoscimento di 3 Crediti Formativi Professionali (CFP).

I RICONOSCIMENTI: AMBASCIATORI DELLE RADICI 2026

Alla fine della giornata consegna del riconoscimento “Ambasciatore delle Radici”, istituito dal Festival per onorare chi dedica il proprio impegno alla tutela, alla valorizzazione e alla sopravvivenza delle comunità dell’Italia interna. Quest’anno il riconoscimento va a due figure che incarnano, con storie e percorsi differenti, la stessa battaglia civile e culturale per i territori che l’Italia troppo spesso dimentica.

Dott. Gerardo Capozza, Presidente della Fondazione Sistema Irpinia, già Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia, già sindaco di Morra de Sanctis e Consigliere per il Sud presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Irpino di radici profonde e di vocazione istituzionale, Capozza ha costruito la propria traiettoria professionale nel segno di una terra che conosce nei suoi tesori e nelle sue ferite, portandone la voce nei luoghi dove si decide il destino del Mezzogiorno.

Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani e autore di Radice Meridionale – volume presentato alla Sala Stampa della Camera dei Deputati il 18 febbraio scorso, con la partecipazione della stessa direttrice artistica Emanuela Sica, curatrice della copertina. Il libro, dedicato tra gli altri a Nino Sica — figura che dà il nome all’associazione sponsor di questa tappa —, costruisce una genealogia ideale del pensiero meridionale da Francesco De Sanctis a Fiorentino Sullo e Gerardo Bianco, e si proietta verso il 2050 come chiamata alla responsabilità collettiva. Il riconoscimento che il Festival consegna a entrambi è un atto di gratitudine collettiva da parte di tutte le comunità che ogni giorno scelgono di restare, tornare o ricordare. L’evento è reso possibile grazie al sostegno dell’Associazione Guardiesisinasce&sidiventa “Nino Sica”, sponsor principale e cuore identitario di questa tappa, insieme a SLI — Servizi Logistici Integrati e Logi24 — Gestione e Movimento Merci, realtà imprenditoriali del territorio che hanno scelto di investire in cultura come forma concreta di radicamento.