Regionali 2020. De Luca accerchiato dall’alleanza Pd -M5S e dalle liste civiche

Oggi, tuttavia, e' prematuro parlare di decisioni definitive del M5S, che vive una fase di stasi: ancora piu' prematuro parlare del voto di maggio.

Napoli. Continua il nostro viaggio nei partiti e nei movimenti politici che stanno affilando le armi in vista delle Regionali 2020.

La nostra attenzione, oggi, si sofferma sulle strategie messe in atto dal Movimento 5 Stelle le cui decisioni politiche in tal senso vanno inevitabilmente ad incidere sulle sorti di Vincenzo De Luca che dovrebbe essere il candidato presidente per il centro sinistra, alleato di governo dei grillini.

E questo dato, va detto , e’ uno degli elementi che potrebbe  alterare l’esito del sondaggio prodotto dalla societa’ di Antonio Noto su incarico di Clemente Mastella.

Ma procediamo con ordine.

Al momento, il nome di Vincenzo De Luca chiude in Campania a qualsiasi ipotesi di alleanza fra Movimento 5 Stelle e PD.Come e’ noto sul nome dell’ex Sindaco di Salerno non vi e’ alcuna convergenza fra Di Maio e Zingaretti, i quali, pero’, continuano a flirtare accerchiando, in tal modo, il presidente uscente.

Tra i candidati papabili del M5S alla carica di Presidente della Regione Campania il Ministro Sergio Costa – Ambiente– e il Ministro Vincenzo Spadafora- Politiche Giovanili-.

Oggi, tuttavia, e’ prematuro parlare di decisioni definitive del M5S, che vive una fase di stasi: ancora piu’ prematuro parlare del voto di maggio.

Abbiamo bisogno di un grande momento di riflessione e lo faremo anche grazie al lavoro del primo organo politico eletto nel movimento nella sua storia: sarà pronto entro metà dicembre”, annuncia Di Maio chiarendo anche come “questo team di persone elette dagli iscritti si occuperà sia dell’organizzazione del movimento, sia del coordinamento di tutti gli eletti e gli attivisti sui temi“.

A tal fine  il Movimento 5 Stelle ha nominato la Consigliera Regionale  Valeria Ciarambino e il Deputato Salvatore Micillo quali referenti dei Grillini per la prossima scadenza elettorale.

Ai due l’arduo compito di realizzare la ” rivoluzione” voluta da Di Maio per evitare la disfatta, ovvero l’allargamento del M5S in una coalizione di liste civiche.

Il Movimento 5 Stelle si apre agli esponenti del mondo dei comitati, delle associazioni, del civismo in generale.

Il termine previsto per tali adesioni e’ il 10 dicembre data entro la quale Valeria Ciarambino e Salvatore Micillo dovranno fare il punto sulle richieste pervenute e decidere, cosi’, la formazione delle liste civiche. Le candidature delle liste civiche dovrebbero essere sottoposte al vaglio dei portavoce del movimento a tutti i vari livelli, dai consiglieri comunali a quelli regionali, dai parlamentari ai deputati europei. Per la lista del Movimento 5 Stelle invece deciderà Rousseau come sempre.

Al di la’ di tutto, pero’, resta nella confusione l‘unica certezza del Movimento, ovvero il dito puntato  contro De Luca e contro De Magistris.

Per quanto riguarda il primo, e’ ormai ” storica”  la frase di Di Maio, ovvero ” Neanche per sogno con De Luca”, rafforzata dalle dichiarazioni di Valeria Ciarambino secondo la quale ”  se fossi un militante del Pd mi offenderei se venissi rappresentato, in Campania, da De Luca”.

Nessuno sconto da parte dei Grillini anche a Luigi De Magistris, che avrebbe istituito un sistema molto simile a quello di De Luca. Secondo Ciarambino De Magistris ha fallito e la prova sono i risultati poco edificanti realizzati dalla sua amministrazione.

Mentre De Luca tace, il Sindaco di Napoli, abbandonati i progetti elettorali a medio termine, si ributta nella mischia, e risponde : ” Al di là delle alleanze Pd-M5s si può provare a creare una coalizione civica regionale larga che mette insieme esperienze di movimento, di governo di territorio dal basso, di chi vuole essere alternativo all’estremismo di Salvini e al continuismo di De Luca”.

In ogni caso, per il M5S non e’ un momento semplice: basti pensare che sono quasi tre mesi che non si riesce, per veti e controveti interni, a eleggere il capogruppo alla Camera.

Insomma, una fase di trasformazione quella dei grillini che potrebbe portare a delle novita’ politiche legate dalla irremovibile decisione –unica certezza– di non candidare De Luca alle regionali 2020.

Se cosi’ fosse, cosa potrebbe accadere? Separazione consensuale tra Pd e M5S oppure trasloco di De Luca in Italia Viva di Matteo Renzi?

La risposta alla prossima puntata.