Maddaloni – C’è un velo di inquietudine e rabbia che avvolge la città dopo la tragica morte di Matteo, il ragazzo di 17 anni precipitato dal terzo piano della sua abitazione in via Gramsci. In un primo momento, la dinamica sembrava quella di un tragico gesto estremo, ma ora il caso sta prendendo un’altra piega. Una piega oscura, drammatica, inaccettabile.
“Matteo è stato ucciso. E deve ricevere giustizia.” Questo il messaggio lanciato da una persona a lui vicina, condiviso attraverso una storia Instagram che si sta diffondendo rapidamente sui social. Parole forti, decise, che non lasciano spazio all’interpretazione: per chi conosceva Matteo, dietro quella caduta si nasconde ben altro. Qualcosa che qualcuno vuole nascondere.
Le autorità, al momento, non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali che confermino la pista dell’omicidio, ma le indagini sono ancora aperte. E chi conosceva il giovane parla di una verità che sta per venire a galla: “A breve si avranno le certezze di ogni cosa”, promette la stessa fonte.
Matteo non era un ragazzo qualunque. Amatissimo dai suoi coetanei, calciatore dell’Academy Real Maddaloni, impegnato in progetti contro la violenza di genere, rappresentava il volto di una gioventù viva, consapevole, con valori forti. La sua morte ha scosso un’intera comunità. Una fiaccolata, con oltre trecento ragazzi, ha invaso le strade in suo nome. Ma oggi non basta più il silenzio delle candele.
Oggi serve verità. Serve giustizia.
I familiari e gli amici chiedono risposte. Le voci di paese parlano, si incrociano, si moltiplicano. C’è chi dice che Matteo sapesse qualcosa, chi crede che abbia pagato per colpe non sue, chi parla di una serata finita male, di una mano che ha spinto.
Chi ha fatto del male a Matteo? Perché? E soprattutto: chi sta coprendo cosa?
Le prossime ore potrebbero essere decisive. Si attendono riscontri ufficiali da parte degli inquirenti, mentre cresce la pressione dell’opinione pubblica. Maddaloni è pronta a lottare per Matteo, perché la sua memoria non venga sporcata dal silenzio o dalla menzogna.
Questo non è solo un caso di cronaca. Questo è un appello.
Un appello alla verità, alla giustizia, al coraggio di parlare.