MADE IN ITALY: tra il genio di Leonardo e il rito di TROISI

Articolo di Salvatore Schiavone
Passeggiando per i viali del Vinitaly 2026, tra l’odore del mosto che diventa promessa e il brusio operoso di chi il vino lo fa davvero, mi è venuta in mente una scena. Oggi è il 15 aprile, il compleanno di Leonardo da Vinci e la Giornata Nazionale del Made in Italy, ma la mia mente è volata a quel “1400 quasi 1500” di Non ci resta che piangere.
Mi sembrava quasi di vederli, Troisi e Benigni, confusi tra gli stand tecnologici e le botti di rovere, mentre cercano di spiegare a un Leonardo distratto il funzionamento di una valvola termostatica o la velocità di un treno. C’è qualcosa di profondamente attuale in quei due “finti ingegneri” che provano a descrivere il futuro senza possederne la tecnica. È un po’ quello che accade oggi nel mercato globale: c’è chi prova a copiare il nostro “treno” gastronomico senza conoscere il rito, l’attesa e la fatica che lo hanno generato.
Il Sette Bello e la Primiera dei Disciplinari
Ma la vera perla, quella che meglio descrive lo spirito con cui ho affrontato gli interventi a Verona, è la scena delle carte napoletane. Troisi che cerca di insegnare la “Scopa” a un Leonardo perplesso, spiegandogli con pazienza quasi filosofica che “il sette bello vale uno”, che c’è la “primiera” e che, in fondo, le regole sono sacre anche se sembrano astruse a chi non è del mestiere.
Oggi il mercato globale somiglia a quel tavolo da gioco. C’è chi prova a sedersi a tavola con noi portando carte contraffatte, ignorando che la nostra “Scopa” ha regole millenarie. Il nuovo Decreto MASAF del 2026 è, in fondo, il nostro mazzo di carte certificato. I nuovi tempi rapidi per modificare i disciplinari — in soli 60 o 90 giorni — sono la nostra capacità di adattare la strategia alla partita del clima che cambia. Non è improvvisazione: è l’ingegno che si fa norma per difendere il valore di ogni singola “carta” del nostro territorio.
Piani Pluriennali: Progettare la Vittoria
Leonardo progettava macchine per il futuro; Troisi cercava di spiegare il domani con la goffaggine di chi sa di non sapere. I nostri nuovi piani di valorizzazione a 6 anni permettono finalmente alle aziende di smettere di “arrangiarsi” per iniziare a progettare davvero. Dare stabilità ai prezzi significa garantire che la partita non sia truccata dalle speculazioni, proteggendo la dignità di chi produce e assicurando che la “primiera” resti in mano a chi ha coltivato la terra.
Il Tempo del Vino e la Verità del Prezzo
Nella partita a carte di Troisi, ogni punto va sudato. Così, nella realtà del 2026, difendere il prezzo minimo significa dare il giusto valore alla fatica. Anche la flessibilità sui pagamenti nel settore vitivinicolo rispetta il “ritmo di maturazione” delle nostre eccellenze. Un grande vino non ha fretta, proprio come Leonardo non aveva fretta di finire un quadro se l’anima non era ancora sulla tela.
Conclusione: L’Ingegno che ci Unisce
Passeggiando, tra un calice e una stretta di mano, ho capito che festeggiare Leonardo oggi significa festeggiare quella capacità tutta italiana di saper trasformare la complessità in rito. Se il cinema ci ha fatto ridere con chi cercava di spiegare il “semitono” a un genio, la realtà del 2026 ci regala la certezza di una filiera che non accetta più di essere copiata male.
La nostra sovranità alimentare è l’armatura gentile che protegge l’ingegno di chi coltiva e trasforma. Il Made in Italy non è solo un marchio: è quel mazzo di carte napoletane che ci ricorda che la vera vittoria sta nel saper giocare secondo le proprie regole. E a chi prova a imitarci senza conoscere il valore del Sette Bello, oggi rispondiamo con la forza delle nostre leggi. Perché, come direbbe Massimo sorridendo davanti a un bicchiere di quello buono: “Non ci resta che… produrre l’eccellenza”.