Mariano Rigillo, la sua Napoli gli rende omaggio: a Palazzo San Giacomo la Medaglia della Città

Il sindaco Gaetano Manfredi premia il grande attore, regista e doppiatore per una carriera che attraversa oltre sessant’anni di teatro, cinema e televisione. La cerimonia accompagnata dalla proiezione del monologo di Eduardo De Filippo interpretato al Senato nel 2014.

Ci sono riconoscimenti che vanno oltre il valore di un’onorificenza e diventano il simbolo di un legame profondo tra una città e uno dei suoi figli più illustri. È in questo spirito che, lunedì 12 ottobre, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, il sindaco Gaetano Manfredi ha conferito la Medaglia della Città di Napoli a Mariano Rigillo, attore, regista e doppiatore che ha dedicato gran parte della propria vita all’arte della recitazione, portando la cultura e la tradizione teatrale partenopea sui palcoscenici italiani e internazionali. Una cerimonia nel segno della cultura e della memoria, un omaggio che celebra non soltanto il percorso artistico di Rigillo, ma anche il suo rapporto con una città che continua a riconoscersi nella forza della propria tradizione culturale. Momento particolarmente significativo dell’incontro è stata la proiezione del monologo tratto da De Pretore Vincenzo di Eduardo De Filippo, interpretato da Rigillo nel 2014 nell’Aula del Senato. Un passaggio di forte intensità simbolica, capace di ricondurre al centro della scena la parola eduardiana, la sua umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni della società attraverso personaggi che appartengono alla memoria collettiva napoletana. Nato a Napoli il 12 settembre 1939, Mariano Rigillo ha costruito una carriera di straordinaria ampiezza, formandosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, dove ha affinato gli strumenti di un mestiere destinato a portarlo ai vertici della scena italiana. Da allora, il teatro è diventato il terreno privilegiato della sua espressione artistica, senza tuttavia impedirgli di attraversare linguaggi e generi differenti, dal cinema alla televisione, fino al doppiaggio. Interprete dalla voce inconfondibile e dalla solida formazione, Rigillo ha affrontato autori e repertori diversi, dai classici greci e latini a Shakespeare, da Goldoni a Pirandello, fino ai grandi protagonisti della drammaturgia napoletana. Un percorso nel quale tradizione e ricerca si sono intrecciate costantemente, restituendo al pubblico personaggi di grande spessore e una recitazione capace di coniugare rigore, intensità e sensibilità interpretativa. Il suo nome è legato anche alla valorizzazione e alla formazione delle nuove generazioni di attori. Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi di responsabilità nella direzione teatrale e ha guidato la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Napoli, oggi Teatro Nazionale, contribuendo alla trasmissione di una cultura del palcoscenico fondata sulla disciplina, sullo studio del testo e sulla centralità dell’attore. Accanto al teatro, Rigillo ha lasciato un segno importante nel cinema, lavorando con registi come Giuseppe Patroni Griffi, Luigi Magni, Paolo e Vittorio Taviani e Pasquale Squitieri. Tra le pellicole che ne hanno arricchito il percorso figurano Metti, una sera a cena, In nome del papa re e Kaos, opere appartenenti a stagioni e sensibilità differenti della cinematografia italiana.Anche il pubblico televisivo ha potuto apprezzarne nel tempo il talento, dagli sceneggiati storici della Rai, come Il mulino del Po e Bronte: cronaca di un massacro, fino alle produzioni più recenti e alle fiction popolari, tra cui CentoVetrine, Capri e Un posto al sole. La Medaglia della Città assume così il significato di un riconoscimento alla lunga fedeltà di un artista al proprio mestiere e alle radici culturali da cui proviene. Napoli, attraverso il suo sindaco, rende omaggio a un interprete che ha saputo dare voce a storie, personaggi e sentimenti, mantenendo vivo il dialogo tra la tradizione teatrale partenopea e il panorama nazionale.