MONDRAGONE TRIBUTA L’ESTREMO SALUTO AD ALESSANDRO ZANNINI

Di Sebastiano Devastato
Ei fu, è il caso di dire, non per compararlo al Corso imperatore di Francia, bensì perché il manzoniano incipit del ‘5 maggio’ , è un pensiero sospensivo, raccolto, partecipe, intriso di dolore e non ancora attenuato dalla rassegnazione davanti alla morte. Sulla bar
a, insieme ad un fascio di rose, campeggiava una foto sorridente del defunto in uno dei suoi sorrisi celebrati, dolci ed intensi nel volto giovanile e disinvolto, un attore, sembrava . Una folla strabocchevole riempiva la chiesa ed il sagrato della Parrocchia di San Giuseppe Artigiano. Abitava alla fine della strada in cui abito anch’io, via Benedetto Croce, lui proprio alla fine nell’appartamento al piano rialzato sul cui balcone prospiciente il lungomare, soleva sedere il mattino presto a leggere, a sorseggiare il caffè ed a guardare, a contemplare l’orizzonte, Ci salutavamo con la mano o a voce quando io uscivo per andare a fare un po’ di jogging, ed , invero, mi meravigliavo come mai lui, che era più giovane di me, e sempre, almeno all’apparenza, in buona forma fisica, smilzo ed allenato, all’apparenza, dicevo, non vi si dedicasse. Un giorno della scorsa estate me lo ritrovai sul molo in piazza MARIO Liberato Conte e mi avvicinai , ci salutammo, ci stringemmo la mano e lui mi disse:” sai, è un bel po’ che non ci vediamo. L’ultima volta da vicino ci vedemmo a Caserta in qualche presentazione di politici, mi pare al Teatro Comunale….” Gli chiesi come mai non si desse pure lui alla corsetta mattutina, nonostante una forma che sembrava invidiabile. E Lui :” guarda l’anno scorso mi sentii male all’improvviso, svenni…mi portarono in ospedale a Napoli……insomma forse un miracolo, ma i professori cardiologi e cardiochirurghi si accorsero di una mia malattia cardiaca per la quale, se non fossi stato operato subito, avrei rischiato di morire da un momento all’altro……e così mi operarono…..ma adesso per molti mesi devo stare attento a fare sforzi, poi col tempo magari potrò anch’io cimentarmi di nuovo nella corsetta, come fai tu…..” . Dopo , almeno da vicino, non ci parlammo più, qualche motto gridato tra la strada ed il suo balcone….aveva il senso dello humor il dott. Alessandro, questo sempre.

Era da tempo che non lo vedevo più affacciato al balcone, quest’estate, non me ne meravigliavo, la sua attività di giornalista e scrittore nonché editore , spesso lo portava per giorni e giorni, per settimane e mesi in quel di Caserta ed in quel di Napoli. Non immaginavo che ultimamente, il male che i chirurghi avevano preso per i capelli, stavolta avesse ghermito lui, lasciando che Atropo, la Nera Parca, recidesse il filo della sua vita che poteva ancora dargli tanto e dare tanto. Ma il riferimento mitologicopagano è soltanto  convenzionale. Alessandro era profondamente religioso. Era stato folgorato sulla via di Damasco dal verbo del Vescovo Raffaele Nogaro, ai cui insegnamenti ed alla cui Dottrina della Fede aveva dedicato più libri, il primo dei quali, in occasione del primo Sinodo diocesano, voluto dal predetto prelato, proveniente da una terra dura, semplice, scarna e pia, il Friuli,

‘L’AMANTE DI CRISTO’  , un libro da cui furono tratti anche lavori audiovisivi e teatrali di successo. Lo ha ricordato nell’omelia Padre Antonio Rungi, passionista, con un passato mondragonese di almeno 30 anni, lì nella parrocchia di San Giuseppe, potrei dire redivivo, e che stentavo a riconoscere sull’altare e ne chiedevo conferma al mio vicino in chiesa, il Dott. Pierluigi Benvenuti, noto giornalista e scrittore anch’egli, come Padre Rungi, del resto, che è stato anche responsabile della pastorale della comunicazione diocesana e docente del locale liceo scientifico, dove teneva anche corsi di giornalismo, anch’egli giornalista professionista. Mi ha meravigliato molto l’intervento del Professore emerito dell’Università di Cassino Paolo Russo, politico ed ex sindaco, rivolte alla famiglia Zannini ed a quello dell’antico rivale ed antagonista nella DC, il prof. Michele Zannini, fratello del defunto ed anch’egli ex Sindaco di Mondragone, per tornare al Manzoni, potremmo dire ‘l’un contro l’altro armati’….’ Illo tempore’, ma di dialettica e di obiettivi politici, benché propugnati in maniera aspra, tanto che le diatribe soprattutto in casa democristiano e che coinvolgevano anche il padrino politico di entrambi, il compianto onorevole Camillo Federico, portarono allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche o contiguità parentale o di frequentazione con esponenti in odore di camorra secondo la legge voluta dall’On. Scotti. Ma sono cose del passato…cosa contano davanti alla morte? Per tutti c’è il perdono…a seguito del sincero pentimento e contrimento. E allora diciamo con Totò che ‘ a morte è una livella….queste beghe appartengono ai vivi…’ nuij simm serij , appartenimm a morte!’ . E che il Signore ci perdoni tutti per quello che abbiamo fatto di male e soprattutto per quello che non abbiamo fatto di bene. Fiat!

Mondragone, lì 2 settembre 2023