Museo delle Arti Antiche di San Felice a Cancello. Ne parliamo col presidente Giovanni De Rosa

SAN FELICE A CANCELLO – È grazie alla caparbietà di Giovanni De Rosa che anni fa è stato fondato a San Felice a Cancello, precisamente nella frazione Talanico, un museo della civiltà contadina, che oggi si chiama Museo delle Arti Antiche. Ed è sempre grazie alla sua costanza se è ancora possibile visitarlo.

Giovanni De Rosa, che del museo è presidente, ci tiene a precisare che in questi giorni sono in corso dei lavori che si sono resi necessari sia per rispondere ai requisiti di legge e sia per aumentare la fruibilità del museo.

Il museo ha tantissimi oggetti del mondo contadino, di quel mondo che tutti quanti noi amiamo, ma che, negli ultimi decenni a causa della persistente modernizzazione, è stato messo in condizioni di inferiorità. Il mondo contadino affascina tutti, perché riesce a trasmettere un alone di vita comunitaria, di vita naturale, semplice, di fratellanza che non ha eguali. Basta vedere un qualsiasi attrezzo agricolo per iniziare a fantasticare con la mente.

“Infatti, è proprio quello che fanno i bambini, allorquando ci arrivano delle scolaresche. I bambini, ancor più di noi adulti, sono interessati a qualsiasi attrezzo. E chiedono in continuazione, perché hanno voglia di sapere. Le domande spaziano dall’attrezzo al tipo di pianta o all’animale.”

Il Museo delle Arti Antiche è veramente molto ricco di oggetti del mondo contadino; vi sono aratri, botti, bilance, tini, forbici per la potatura, ma anche attrezzi tipici della bottega del falegname, di quella del fabbro. Ora ci imbattiamo in una caratteristica stanza da letto di un centinaio d’anni fa, ora in un angolo in cui sono esposte decine e decine di chiavi, della più diversa misura.

Il presidente De Rosa ci confida che quanto prima, al di là dei necessari lavori di ristrutturazione, si procederà ad una riproposizione del museo per renderlo sia più noto, attraverso capaci modelli di comunicazione, e sia ancor più seducente. “Vogliamo fare tutto questo perché nel corso degli anni abbiamo avuto la prova provata che c’è una notevole domanda da parte di scuole, di famiglie, di associazioni, perché tutti vogliono rituffarsi, anche se poco tempo, in un mondo veramente a dimensione d’uomo.”