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	<title>Notizie sulla Università a Caserta - BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
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	<title>Notizie sulla Università a Caserta - BelvedereNews</title>
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		<title>&#8220;Muso a muso con il futuro&#8221;: in carcere la riabilitazione passa dalla zooarteterapia</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/muso-a-muso-con-il-futuro-in-carcere-la-riabilitazione-passa-dalla-zooarteterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1481" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095-438x600.jpg 438w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095-768x1053.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>È questo il messaggio al centro del convegno &#8220;Muso a muso con il futuro, l&#8217;integrazione sociosanitaria in carcere&#8221;, in programma il 28 e 29 maggio nell’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli. L’iniziativa, promossa dall’Area di Coordinamento per la Sanità Penitenziaria dell’ASL Caserta e dal Laboratorio Territoriale Regionale &#8220;Eleonora Amato&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1481" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095-438x600.jpg 438w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260526-WA0095-768x1053.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div><p>È questo il messaggio al centro del convegno &#8220;Muso a muso con il futuro, l&#8217;integrazione sociosanitaria in carcere&#8221;, in programma il 28 e 29 maggio nell’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dall’Area di Coordinamento per la Sanità Penitenziaria dell’ASL Caserta e dal Laboratorio Territoriale Regionale &#8220;Eleonora Amato&#8221; della Regione Campania, punta a riflettere su nuovi percorsi di recupero e reinserimento sociale delle persone detenute attraverso laboratori di zooarteterapia e una rete integrata tra istituzioni, sanità, università e terzo settore.</p>
<p>Al centro della due giorni napoletana c’è una visione precisa: preparare chi vive la detenzione a rientrare nella società riducendo il rischio di recidiva, attraverso strumenti capaci di lavorare sulla sfera emotiva e relazionale della persona.</p>
<p>In Campania questa impostazione ha già trovato applicazione concreta. Nel 2023, infatti, una regolamentazione regionale ha consentito alla ASL Caserta e al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di avviare laboratori sperimentali di zooarteterapia in collaborazione con enti del Terzo Settore.</p>
<p>Da qui è nato anche un protocollo di ricerca condiviso con il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania &#8220;Luigi Vanvitelli&#8221; e il Dipartimento di Medicina Veterinaria della Federico II.</p>
<p>L’obiettivo non è soltanto capire se il metodo funzioni, ma analizzare come agisce sui partecipanti, monitorando aspetti come la regolazione emotiva, il controllo dell’impulsività e la capacità di cooperare con gli altri.</p>
<p>&#8220;La zooarteterapia abbina il contatto con gli animali e l’arteterapia per sostenere il benessere emotivo delle persone detenute&#8221;, spiega Maria Teresa Corvino, dirigente psicologo dell’Area di Coordinamento per la Sanità Penitenziaria dell’ASL Caserta.</p>
<p>&#8220;Dopo l’interazione con il cane, scelto in base alla compatibilità caratteriale con il partecipante, il detenuto rielabora l’esperienza attraverso pittura, collage o scultura. È un percorso che aiuta a dare forma a emozioni spesso difficili da esprimere con le parole&#8221;.</p>
<p>Particolare attenzione viene dedicata anche al benessere degli animali coinvolti nei percorsi terapeutici. &#8220;La chiave del successo degli interventi assistiti con gli animali risiede nella reciprocità&#8221;, sottolinea Danila d’Angelo, professore associato di Etologia e Benessere Animale presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II.</p>
<p>&#8220;I protocolli adottati tutelano innanzitutto il cane, considerato soggetto attivo della relazione. Solo in un contesto di equilibrio emotivo e sicurezza per entrambi può nascere una relazione realmente trasformativa&#8221;.<br />
Il progetto punta inoltre alla costruzione di un modello scientificamente validato e replicabile anche in altri istituti penitenziari italiani. &#8220;L’intervento integrato mira a valutare l’impatto sul benessere psicologico, sul funzionamento relazionale e sulla capacità metacognitiva delle persone detenute&#8221;, evidenzia Raffaella Perrella, professore associato di Psicologia Dinamica presso l’Università Vanvitelli.&#8221;Empatia, autocontrollo e responsabilità sociale rappresentano elementi fondamentali per abbattere i tassi di recidiva&#8221;.</p>
<p>Secondo Giuseppe Nese, direttore dell’Area di Coordinamento per la Sanità Penitenziaria dell’ASL Caserta e coordinatore del Laboratorio Territoriale Regionale &#8220;Eleonora Amato&#8221;, il tema centrale resta quello della collaborazione istituzionale: &#8220;Curare chi è in carcere significa investire nella sicurezza e nel benessere dell’intera comunità. Per questo è necessario costruire un dialogo stabile tra sistema sanitario, mondo accademico e territorio&#8221;.</p>
<p>Un approccio che prova a superare la sola dimensione punitiva della pena per restituire centralità alla persona e alla possibilità concreta di un nuovo inizio.</p>
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		<title>Sanza Summer School: al via il bando per 20 borse di studio da 1.000 Euro.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/sanza-summer-school-al-via-il-bando-per-20-borse-di-studio-da-1-000-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 13:25:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="961" height="964" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school.jpeg 961w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-598x600.jpeg 598w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-150x150.jpeg 150w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-768x770.jpeg 768w" sizes="(max-width: 961px) 100vw, 961px" /></div>
<p>Riceviamo da Ufficio Stampa Scabec S.p.A. e pubblichiamo. Pubblicato il bando per la III edizione della Sanza Summer School, il percorso formativo dedicato al tema “Il patrimonio culturale come eredità e risorsa per lo sviluppo dei territori e delle comunità”, in programma a Sanza dal 15 al 27 giugno 2026. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento [&#8230;]</p>
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<p align="justify">Riceviamo da Ufficio Stampa Scabec S.p.A. e pubblichiamo.</p>
<p align="justify">Pubblicato il bando per la III edizione della Sanza Summer School, il percorso formativo dedicato al tema “Il patrimonio culturale come eredità e risorsa per lo sviluppo dei territori e delle comunità”, in programma a Sanza dal 15 al 27 giugno 2026. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, partner dell’Accordo di collaborazione con la Regione Campania e il Comune di Sanza per l’attuazione del progetto pilota “Sanza. Il borgo dell’accoglienza”. Per l’anno accademico 2025/2026 è indetta una selezione, per titoli e colloquio, finalizzata all’assegnazione di 20 borse di studio del valore di 1.000 euro ciascuna, rivolte a laureati triennali (180 crediti ai corsi di laurea a ciclo unico) interessati a partecipare alle attività di ricerca e formazione della Summer School. Il percorso formativo prevede 80 ore complessive articolate in lezioni, laboratori, visite guidate sul territorio, seminari con esperti del settore e focus group di approfondimento. Obiettivo della Summer School è formare figure professionali capaci di valorizzare il patrimonio culturale come leva di sviluppo, innovazione e crescita sostenibile per i territori e le comunità locali. La Summer School si inserisce nell’ambito del progetto “Sanza. Il borgo dell’accoglienza”, promosso dalla Regione Campania e finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”, con risorse dell’Unione europea – NextGenerationEU. Il progetto pilota punta alla rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo di Sanza attraverso un programma integrato di interventi materiali e immateriali, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e rafforzare l’attrattività residenziale e turistica del territorio mediante la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, il potenziamento delle infrastrutture culturali, processi di digitalizzazione e l’introduzione di nuovi servizi per cittadini e visitatori. Le domande di partecipazione alle borse di studio dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma PICA, disponibile al link: <a href="http://pica.cineca.it/unisa/dispac-2026-bs05/domande.">pica.cineca.it/unisa/dispac-2026-bs05/domande.</a><br />La candidatura, completa della documentazione richiesta, dovrà essere inviata entro le ore 23:59 del 25 maggio 2026, secondo le modalità indicate nell’Avviso pubblico.</p>
<p style="text-align: left"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-349547 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-598x600.jpeg" alt="" width="598" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-598x600.jpeg 598w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-150x150.jpeg 150w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school-768x770.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Bando-sanza-summer-school.jpeg 961w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /></p>
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		<item>
		<title>Wayli, il passaggio al volo tra studenti. Soluzioni di mobilità.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/wayli-il-passaggio-al-volo-tra-studenti-soluzioni-di-mobilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1672" height="941" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image.png 1672w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-600x338.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-768x432.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-1536x864.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></div>
<p>Wayli è presentato come progetto pilota in fase di validazione. L’obiettivo non è promettere risultati già raggiunti, ma aprire una sperimentazione misurabile con studenti, istituzioni e partner territoriali. Wayli nasce da un problema semplice e quotidiano: molti studenti devono raggiungere o lasciare il campus universitario mentre, nello stesso momento, numerose auto percorrono le stesse tratte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/wayli-il-passaggio-al-volo-tra-studenti-soluzioni-di-mobilita/">Wayli, il passaggio al volo tra studenti. Soluzioni di mobilità.</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1672" height="941" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image.png 1672w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-600x338.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-768x432.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-1536x864.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></div>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Wayli è presentato come progetto pilota in fase di validazione. L’obiettivo non è promettere risultati già raggiunti, ma aprire una sperimentazione misurabile con studenti, istituzioni e partner territoriali. Wayli nasce da un problema semplice e quotidiano: molti studenti devono raggiungere o lasciare il campus universitario mentre, nello stesso momento, numerose auto percorrono le stesse tratte con posti vuoti. L’idea di Gianluca Citro è costruire un sistema di matching rapido tra chi sta già andando in una direzione e chi cerca un passaggio compatibile, soprattutto su tratte universitarie ad alta domanda. Non un servizio taxi, non un’alternativa ostile al trasporto pubblico, ma un livello complementare di mobilità condivisa: un modo per rendere più efficiente ciò che già esiste. Il payoff riassume bene la visione: “Share the way, split the cost”.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Gianluca, parlaci di Wayli. Che cos’è?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Wayli è un’app pensata per abilitare passaggi al volo tra studenti e pendolari che si muovono sulle stesse tratte. L’idea è molto concreta: se sto già andando verso una destinazione e ho posti liberi in auto, posso segnalare la mia disponibilità in pochi secondi. Dall’altra parte, chi cerca un passaggio può vedere se esiste qualcuno compatibile vicino al proprio tragitto. La differenza rispetto al carpooling tradizionale è l’immediatezza. Non vogliamo costringere le persone a organizzarsi giorni prima, compilare annunci lunghi o trattare ogni dettaglio. Wayli nasce per tratte calde, ricorrenti, dove domanda e offerta si concentrano in fasce orarie prevedibili.<br /></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Qual è la mission del progetto? </strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La mission di Wayli è trasformare i tragitti già esistenti in una risorsa condivisa. Ogni giorno ci sono auto che viaggiano con posti vuoti e persone che aspettano collegamenti scomodi, pieni o poco frequenti. Wayli vuole ridurre questo spreco, mettendo insieme in modo rapido e sicuro chi percorre la stessa strada. La nostra visione non è aumentare il traffico, ma usare meglio la mobilità che già c’è. Stessa strada, meno costi, meno attese, più efficienza per tutti.<br /></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Perché partire dagli studenti universitari?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Perché il contesto universitario è uno dei pochi ambienti in cui questo modello può essere testato in modo serio. Ci sono destinazioni comuni, orari ricorrenti, tratte ripetitive e una comunità riconoscibile. Un marketplace di mobilità non funziona se parte troppo largo. Se provi a servire tutti, ovunque, in qualsiasi momento, rischi di non avere abbastanza densità. Wayli parte invece da un contesto preciso: studenti pendolari, tratte universitarie, fasce orarie ad alta domanda.<br />È un approccio più disciplinato e più realistico.<br /></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Quale problema concreto volete risolvere?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il problema non è solo la mancanza di mezzi. Il problema vero è l’incertezza quotidiana dello spostamento: bus pieni, orari poco flessibili, rientri serali difficili, costi cumulativi, tempo perso. Wayli vuole intervenire in quella zona grigia tra trasporto pubblico e mobilità privata. Non sostituisce l’autobus o il treno. Può però diventare una soluzione complementare quando esiste già qualcuno che sta percorrendo la stessa tratta e può condividere il tragitto senza trasformarsi in un servizio professionale.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>In cosa Wayli è diverso da BlaBlaCar o dal carpooling classico?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il carpooling classico è spesso pianificato. Si pubblica un viaggio, si concorda, si prenota. Wayli invece nasce per il comportamento “sto partendo ora” o “parto tra poco”. Il guidatore non deve creare un annuncio. Deve solo segnalare una disponibilità immediata. Il passeggero non deve organizzarsi giorni prima. Deve poter dire: “Devo andare lì. C’è qualcuno che passa vicino?” Questa semplicità è il cuore del prodotto. Ma va testata con molta disciplina, perché più riduci la pianificazione, più devi essere forte su fiducia, posizione, tempistiche e chiarezza del punto di incontro.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Quanto conta il tema della fiducia?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Conta più della tecnologia. Senza fiducia, Wayli non esiste. Per questo abbiamo progettato un protocollo operativo: profilo con foto, numero verificato, badge studente, informazioni auto, targa mascherata, codice di conferma, stato “sono qui” e chiamata come fallback. L’obiettivo è evitare che tutto finisca in una chat caotica.<br />Il prodotto deve dire alle persone cosa fare: dove andare, chi aspettare, come riconoscersi, quando partire. La fiducia non è una funzione accessoria. È l’infrastruttura del servizio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Come si inserisce Wayli nei temi ESG e mobilità sostenibile?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">In modo pragmatico. Non vogliamo usare la sostenibilità come slogan. Il punto è semplice: se un’auto percorre già una tratta con posti liberi, quei posti sono capacità inutilizzata. Se riusciamo a far salire una persona che va nella stessa direzione, senza generare un nuovo viaggio, miglioriamo l’efficienza del sistema. Questo può ridurre costi individuali, tempi morti e pressione su alcune fasce del trasporto pubblico. Per istituzioni, università e territori, Wayli può diventare uno strumento leggero per osservare e migliorare alcuni flussi reali di mobilità.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Le istituzioni sono pronte a un modello di questo tipo? </strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Non sempre, e sarebbe ingenuo aspettarsi il contrario. La mobilità è un settore sensibile: ci sono temi di sicurezza, responsabilità, assicurazione, regolazione e percezione pubblica. Per questo Wayli non deve presentarsi come “l’app che risolve tutto”. Deve presentarsi come un progetto pilota misurabile. Una sperimentazione limitata per tratta, orario e comunità, con indicatori chiari: utenti registrati, driver attivi, richieste, match completati, cancellazioni, no-show, problemi segnalati e feedback. Alle istituzioni non chiediamo fiducia cieca. Chiediamo la possibilità di testare in modo serio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Wayli vuole sostituire il trasporto pubblico? </strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">No. E sarebbe un errore politico e strategico anche solo comunicarlo. Il trasporto pubblico resta centrale. Wayli può essere un livello complementare, utile soprattutto dove ci sono orari scoperti, rientri difficili, tratte affollate o territori in cui la domanda è troppo frammentata per essere servita bene da linee rigide. Il nostro obiettivo è integrare, non sostituire.Come evitate che venga percepito come un servizio taxi non autorizzato? Con una regola chiara: Wayli deve rimanere nella logica della condivisione di tragitti già previsti. Il guidatore non si mette a disposizione come professionista e non crea una corsa su richiesta. Sta già andando in una direzione e condivide il tragitto con chi è compatibile, dividendo eventualmente i costi. Questa distinzione deve stare dentro il prodotto, nei testi, nelle regole e nel modello economico. Prima di scalare sarà necessario un confronto legale e istituzionale serio. Fingere che questo tema non esista sarebbe irresponsabile.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Qual è il modello economico? </strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">In questa fase non partiamo dal modello economico, ma dalla validazione del comportamento. Prima dobbiamo dimostrare che i driver pubblicano davvero disponibilità, che i passeggeri cercano davvero passaggi, che i match vengono completati e che le persone tornano a usare il servizio. Solo dopo ha senso ragionare su monetizzazione. Le strade possibili possono includere accordi con università, comuni, aziende, enti territoriali o modelli leggeri collegati al contributo spese. Ma prima servono dati reali. Senza densità e retention, qualsiasi modello economico è solo teoria.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Quale potrebbe essere la prima sperimentazione?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La sperimentazione più sensata è una tratta singola, con orari precisi e una comunità definita. Per esempio, una tratta universitaria come UNISA → Salerno in una fascia di rientro pomeridiana. Non vogliamo partire con dieci tratte. Sarebbe dispersivo. Il primo test deve misurare poche cose fondamentali: quante persone si iscrivono, quanti guidatori pubblicano disponibilità, quante richieste arrivano, quanti match vengono completati, quanti problemi emergono e quanti utenti vorrebbero riutilizzare il servizio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Cosa chiedete a istituzioni e partner territoriali? </strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Non chiediamo di approvare un’idea sulla fiducia. Chiediamo di collaborare a una sperimentazione controllata. I partner possono aiutare in tre modi: accesso ai canali verso gli studenti, individuazione delle tratte più critiche e supporto nel disegnare regole operative chiare. Il partner utile non è quello che mette solo il logo. È quello che aiuta a testare bene.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Cosa chiedete agli studenti?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Agli studenti chiediamo una cosa molto concreta: partecipare al test con comportamenti reali. A chi guida chiediamo di segnalare disponibilità quando sta già andando verso una tratta attiva. A chi cerca passaggi chiediamo di usare il sistema quando ha davvero bisogno di muoversi. Non ci interessano complimenti o “bella idea”. Ci interessa capire se le persone lo usano davvero. Il mercato non si misura con gli applausi. Si misura con l’utilizzo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Quali sono i rischi principali?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il rischio principale è la densità. Se non ci sono abbastanza driver e passeggeri nello stesso momento e sulla stessa tratta, il sistema non funziona. Il secondo rischio è la fiducia. Anche con un buon matching, le persone devono sentirsi sicure. Il terzo rischio è operativo: persone che non si trovano, ritardi, cancellazioni, punti poco chiari. Il quarto rischio è regolatorio: bisogna mantenere con chiarezza il modello nella condivisione di tragitti già previsti, non nel trasporto professionale. Questi rischi non vanno nascosti. Vanno governati con un pilota limitato e misurabile.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Perché un investitore dovrebbe osservare Wayli?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Perché, se validato, Wayli affronta un problema strutturale: l’inefficienza della mobilità quotidiana su tratte ripetitive. Il potenziale non è “fare un’altra app di carpooling”. Il potenziale è costruire un modello replicabile su comunità dense: università, poli industriali, ospedali, distretti aziendali, aree interne. Ma un investitore serio dovrebbe guardare i dati, non la narrativa. Densità, retention, fiducia e frequenza d’uso saranno le vere prove.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Cosa rende Wayli interessante per un’università?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Una mobilità più accessibile incide sulla qualità dell’esperienza universitaria. Uno studente che perde ore tra attese e collegamenti difficili vive peggio il campus, arriva più stressato, rientra con più fatica e percepisce il territorio come meno accessibile. Wayli può diventare uno strumento sperimentale per osservare e migliorare alcune dinamiche di mobilità studentesca, senza pretendere di sostituire le infrastrutture esistenti.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Come immaginate il futuro del progetto?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il futuro non è aprire subito ovunque. Il futuro è validare una tratta, poi replicare il modello. Prima una direttrice universitaria, poi più fasce orarie, poi altre tratte, poi altri campus o comunità simili. La scalabilità non si dichiara. Si guadagna con dati, utilizzo reale e disciplina operativa.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Qual è il prossimo passo?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il prossimo passo è un test controllato. Prima testeremo il prototipo con studenti reali per capire se il flusso è comprensibile. Poi raccoglieremo adesioni da driver e passeggeri su una tratta pilota. Successivamente avvieremo una sperimentazione limitata, misurando tutto. L’obiettivo non è fare rumore. È ottenere evidenza.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>State cercando partner?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Sì, ma non partner di facciata. Cerchiamo realtà universitarie, associazioni studentesche, enti locali, community territoriali e soggetti interessati a una mobilità condivisa concreta. Un incubatore o un partner istituzionale ha valore se porta metodo, accesso al territorio e capacità di testare. Non ci interessa l’etichetta. Ci interessa validare il modello.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><strong>Che messaggio vuoi lasciare a istituzioni, studenti e investitori?</strong></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Alle istituzioni direi: valutate Wayli come un esperimento misurabile, non come una promessa. Agli studenti direi: se vivete ogni giorno il problema degli spostamenti, aiutateci a capire se questa soluzione può funzionare davvero. Agli investitori direi: non guardate solo l’app. Guardate il comportamento. Se le persone iniziano a condividere tragitti già esistenti in modo ripetibile, lì nasce il valore. Wayli si propone come progetto pilota di mobilità condivisa con un obiettivo chiaro: verificare se, partendo da tratte universitarie ad alta domanda, sia possibile trasformare i posti liberi nelle auto in una rete spontanea, sicura e misurabile di passaggi tra studenti. La sfida non è solo tecnologica, ma culturale, territoriale e istituzionale. Per questo il progetto punta a partire in piccolo, misurare tutto e crescere solo dove il modello dimostra di funzionare.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Grazie Gianluca.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Grazie a Voi.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-349315 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-600x338.png" alt="" width="600" height="338" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-600x338.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-768x432.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image-1536x864.png 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image.png 1672w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
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		<title>HANDLAB un laboratorio al servizio del Made in Italy</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/handlab-un-laboratorio-al-servizio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[MODA]]></category>
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		<category><![CDATA[Accademia di Belle Arti di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion Design]]></category>
		<category><![CDATA[HANDLAB]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Elefante.]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1438" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-600x337.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-768x431.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-1536x863.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-2048x1151.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p>Per BelvedereNews abbiamo intervistato Jacopo Elefante.  1) Parlaci un po&#8217; di te Jacopo Elefante. Sono classe ’90 e credo di aver incontrato la creatività molto prima di riuscire a darle un nome. Sono cresciuto dentro l’arte: mio padre è un pittore e, fin da bambino, la pittura e il disegno sono stati parte del mio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1438" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-600x337.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-768x431.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-1536x863.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-2048x1151.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Per BelvedereNews abbiamo intervistato Jacopo Elefante. </span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">1) Parlaci un po&#8217; di te Jacopo Elefante.</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Sono classe ’90 e credo di aver incontrato la creatività molto prima di riuscire a darle un nome. Sono cresciuto dentro l’arte: mio padre è un pittore e, fin da bambino, la pittura e il disegno sono stati parte del mio quotidiano. Li ho scoperti a pochi anni, quasi come un linguaggio naturale, qualcosa che non aveva bisogno di spiegazioni. Prima ancora di capire cosa fosse il design, avevo già capito che esisteva un modo diverso di guardare le cose, di interpretarle e di trasformarle.</span></span></em></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-349017 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-503x600.jpg" alt="" width="367" height="438" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-503x600.jpg 503w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-768x917.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-1286x1536.jpg 1286w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px" /></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Accanto a questo, ho sempre avuto anche un amore profondo per la matematica e per l’astronomia: mondi apparentemente lontani dalla creatività, ma che in realtà mi hanno insegnato a osservare, a cercare connessioni, a dare un ordine alle idee e a guardare tutto da una prospettiva più ampia. Credo che la matematica sia una disciplina che contiene una grande creatività, perché dietro le formule, i numeri e le strutture esiste sempre un modo di immaginare il mondo, di leggerlo e, in qualche modo, di reinventarlo. Il design, però, è sempre stato ciò che mi ha dato la spinta più forte. Da ragazzo sognavo di diventare designer, anche se credo di aver sempre cercato una strada tutta mia. Forse la sto cercando ancora oggi, ed è proprio per questo che continuo a sentirmi attratto da ciò che non conosco, da tutto quello che mi mette nella condizione di imparare, cambiare punto di vista e rimettermi in discussione. Il Graphic Design è stato il mio primo vero incontro con il lavoro, dopo il percorso di laurea all’Accademia di Belle Arti. Ho iniziato nelle aziende di abbigliamento, prima negli uffici stile e poi nei dipartimenti marketing. In seguito ho lavorato come grafico pubblicitario in diverse agenzie, fino ad arrivare, nel 2014, ad avviare la mia agenzia di comunicazione insieme ai miei soci. Avevo 24 anni e tanta voglia di costruire qualcosa che mi somigliasse. In tutto il mio percorso ho sempre cercato ciò che mi faceva stare bene. Ho sempre vissuto il lavoro anche come un gioco: qualcosa che richiede impegno, responsabilità e visione, ma che deve conservare una parte di entusiasmo, di leggerezza, di scoperta. Fino ad oggi posso dire di essermi divertito nel farlo, e credo sia una grande fortuna. Da poco ho intrapreso anche un nuovo percorso: insegno all’Accademia di Belle Arti di Napoli, nel corso di Fashion Design. È un’esperienza che sento molto preziosa, perché mi permette di restituire qualcosa del mio percorso, ma anche di continuare a imparare attraverso lo sguardo dei ragazzi, le loro domande, la loro energia e il loro modo diverso di immaginare il futuro.</span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">2) Come nasce il tuo rapporto con il design?</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il mio rapporto con il design nasce, prima di tutto, dalla curiosità. Da bambino ero ossessionato dagli oggetti: volevo capire come fossero fatti, da dove nascessero, cosa ci fosse dietro la loro forma e soprattutto come funzionassero. Questa curiosità, a volte, diventava quasi incontrollabile. Aprivo i giocattoli, li smontavo, cercavo di entrare dentro le cose per capirle davvero. Una volta, mentre i miei genitori erano usciti e io ero a casa con mio fratello, arrivai perfino ad aprire la televisione. Al loro ritorno la trovarono smontata. A pensarci oggi sembra assurdo, ma per me era semplicemente il modo più diretto per rispondere a una domanda: “cosa c’è dentro?”. Crescendo, quella curiosità si è spostata dagli oggetti alle aziende. Da adolescente ho iniziato a interessarmi a come funzionassero i brand, a come nascessero i prodotti, a quali processi ci fossero dietro una scelta, una forma, un’esperienza. Questo percorso mi ha accompagnato fino alla tesi di laurea, che ho dedicato al concept store di Apple e a come quel modello avesse cambiato l’approccio alla vendita, trasformando il rapporto tra consumatore e prodotto. In quel momento ho capito una cosa che per me è ancora fondamentale: il design non riguarda solo l’estetica di un prodotto, ma il modo in cui quel prodotto funziona, comunica, viene vissuto. Il design può orientare le scelte, modificare il modo in cui ci avviciniamo a qualcosa, creare una relazione tra le persone e ciò che hanno davanti. Da lì la mia attenzione si è spostata sempre di più verso la comunicazione, la pubblicità e il graphic design. Ho iniziato a vedere il design non soltanto come forma, ma come linguaggio: uno strumento capace di costruire significato, generare desiderio e cambiare la percezione delle cose.</span></span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">3) Come nasce HANDLAB AGENCY?</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Oggi, quando ripenso a tutto quello che c’è dietro <a href="https://www.facebook.com/handlabagency">HANDLAB</a>, la prima cosa che mi viene da dire è che non è stato facile. Ma è stato, ed è ancora, qualcosa di incredibile. HANDLAB nasce da un sogno condiviso, mio e di Cristiana, con l’aiuto di Francesco, i miei soci. A un certo punto abbiamo deciso di lasciarci tutto alle spalle e provare a costruire qualcosa chef osse davvero nostro: non solo un’agenzia, ma un modo di intendere il lavoro, la creatività e la comunicazione. Siamo partiti da una piccola scrivania. All’inizio ci occupavamo soprattutto di piccole campagne pubblicitarie per brand di abbigliamento, un settore che conoscevamo bene e che ci ha permesso di mettere insieme visione creativa, sensibilità estetica e concretezza. Poi, passo dopo passo, i servizi si sono ampliati: produzioni foto e video, web design, grafica pubblicitaria, strategie marketing, social media marketing, branding, content creation, campagne ADV, direzione creativa, consulenza strategica e progetti digitali più complessi. La cosa bella è che HANDLAB è cresciuta insieme a noi. Ogni progetto, ogni cliente, ogni errore e ogni intuizione hanno contribuito a darle una forma più precisa. Oggi facciamo parte di un gruppo più grande che lavora in tre ambiti principali della comunicazione: agenzia pubblicitaria, digital marketing e media. Anche il team è cresciuto molto: abbiamo una squadra interna di oltre 15 persone e, considerando freelance e collaboratori esterni, lavoriamo con una rete molto più ampia di professionisti. Seguiamo brand nazionali e internazionali, e questa è una delle cose che mi rende più orgoglioso. Penso, ad esempio, ad aziende con sede in Inghilterra che hanno scelto un’agenzia di Napoli per gestire la loro comunicazione in Europa. Per me questo ha un valore enorme, perché dimostra che la qualità, la visione e la capacità di costruire relazioni solide possono superare qualsiasi confine geografico. Oggi HANDLAB continua a evolversi. Il nostro obiettivo è crescere ancora, espanderci, ma senza perde re l’identità con cui siamo nati. Stiamo integrando sempre di più le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale, sia nei processi strategici sia nella generazione di immagini, video e contenuti. Credo che il futuro della comunicazione sarà sempre più ibrido: fatto di creatività umana, visione, dati, tecnologia e capacità di interpretare il cambiamento. Per me HANDLAB resta questo: una piccola grande avventura nata da una scrivania, diventata nel tempo una squadra, un progetto, una casa creativa. E forse la parte più bella è sapere che abbiamo ancora tantissimo da costruire.</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">4) In che modo l’intelligenza artificiale sta trasformando il tuo lavoro e, più in generale, il settore della comunicazione e della creatività?</span></span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">L’intelligenza artificiale sta avendo un impatto enorme sul nostro lavoro, e credo che siamo solo all’inizio di questo cambiamento. È qualcosa che, inevitabilmente, sta riscrivendo le regole del settore, ma non nel senso di sostituire la creatività: piuttosto nel modo in cui la esprimiamo e la sviluppiamo. Nel nostro lavoro l’abbiamo vissuta prima come una curiosità, poi come uno strumento, e oggi sempre di più come una vera e propria alleata. Ci permette di velocizzare processi che prima richiedevano molto tempo, di esplorare più direzioni creative in meno tempo, di testare, sbagliare e migliorare con una rapidità che fino a qualche anno fa era impensabile. Allo stesso tempo, però, credo che abbia reso ancora più centrale il ruolo umano. Perché se è vero che oggi tutti hanno accesso agli stessi strumenti, la differenza non la fa più solo “saper fare”, ma saper pensare. Avere visione, gusto, capacità di interpretare unbrand, di costruire una strategia, di dare un senso a quello che si crea. In HANDLAB stiamo integrando sempre di più queste tecnologie, sia nella parte strategica che in quella produttiva, soprattutto nella generazione di immagini e video. Abbiamo anche sviluppato un nostro tool proprietario che integra oltre 18 sistemi di intelligenza artificiale diversi, con l’obiettivo di rendere questi processi più strutturati, veloci e consapevoli. Allo stesso tempo, credo che oggi la formazione abbia un ruolo fondamentale. I giovani devono essere messi fin da subito nelle condizioni di conoscere questi strumenti, capire come usarli davvero e come integrarli alle proprie capacità. Il futuro che vivranno sarà sempre più orientato verso un mondo fatto di macchine: per questo è importante che l’uomo resti protagonista, imparando a conoscerle e dominarle, senza fars i dominare. Credo che il futuro della comunicazione sarà proprio questo equilibrio: tra creatività e tecnologia, tra intuizione e dato, tra velocità e profondità. E per chi fa questo lavoro, è una sfida enorme, ma anche un’opportunità incredibile.</span></span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">5) Che consiglio daresti a un ragazzo che oggi vuole entrare in questo settore?</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il primo consiglio che darei è di non avere fretta di arrivare, ma di avere molta fame di capire. Questo è un settore in cui le cose cambiano continuamente, quindi più che inseguire una posizione, ha senso costruire una mentalità aperta, curiosa, pronta a evolversi. Direi anche di non fermarsi alla superficie. Oggi è facile imparare a usare uno strumento, ma la vera differenza la fa la capacità di pensare: capire perché si fanno certe scelte, come funziona un brand, cosa c’è dietro una campagna, quale logica guida una strategia. Il “come” è importante, ma il “perché” lo è molto di più. Un altro aspetto fondamentale è sperimentare. Provare, sbagliare, rifare. Non aspettare il progetto perfetto o il cliente giusto per iniziare. Anche i progetti personali hanno un valore enorme, perché sono quelli in cui costruisci davvero il tuo linguaggio. Questo è un percorso fatto di tempo, relazioni, fiducia. Non succede tutto subito, ma se costruisci qualcosa di autentico, prima o poi trova il suo spazio. Una grande volontà viene prima di un grande talento. E forse la cosa più importante: scegli questo lavoro solo se ti diverte davvero. Perché è un lavoro che richiede tanto, ma se riesci a viverlo con passione, riesce anche a restituirti molto.</span></span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">6) Progetti per il futuro?</span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">In realtà non sono una persona che vive proiettata troppo nel futuro. Non ho mai avuto un approccio rigido al “progettare” ogni cosa. Mi piace vivere il lavoro e la vita per quello che mi danno, momento per momento, cercando di cogliere le opportunità e di costruire strada facendo. Allo stesso tempo, però, ho una grande curiosità verso quello che verrà. Mi affascina capire come cambieranno le dinamiche, come evolverà il nostro settore, quali saranno i nuovi linguaggi, i nuovi strumenti, i nuovi modi di comunicare. Più che avere un piano preciso, ho una forte voglia di vedere il futuro arrivare. Di esserci dentro, di capirlo, di interpretarlo. Non vedo l’ora.</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif">Grazie Jacopo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif">Grazie a Voi.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-349015 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-600x335.jpg" alt="" width="616" height="344" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-600x335.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-768x429.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-1536x857.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-2048x1143.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
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		<item>
		<title>YSM Your Sustainable Management. Una start-up innovativa che &#8220;guarda&#8221; al futuro.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/ysm-your-sustainable-management-una-start-up-innovativa-che-guarda-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[fractionary management]]></category>
		<category><![CDATA[Incubatore6]]></category>
		<category><![CDATA[Sei]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[YSM]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1520" height="582" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11.png 1520w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11-600x230.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11-768x294.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1520px) 100vw, 1520px" /></div>
<p>Per BelvedereNews abbiamo intervistato YSM. Ci hanno parlato dell&#8217;impegno per lo Sviluppo Sostenibile e di come si estroflette il loro lavoro sulle aziende, le PA e i territori. Un’ampia riflessione sugli aspetti normativi, economici e sociali riferiti al settore. Uno sguardo all’emersione della capacità dell’azienda nel guidare il cambiamento. 1) Parlaci di Your Sustainable Manager/Management? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1520" height="582" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11.png 1520w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11-600x230.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-08-alle-11.20.11-768x294.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1520px) 100vw, 1520px" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif">Per BelvedereNews abbiamo intervistato </span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">YSM.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"> Ci hanno parlato dell&#8217;impegno per lo </span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><b>Sviluppo Sostenibile</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"> e di come si estroflette il loro lavoro sulle aziende, le PA e i territori. Un’ampia riflessione sugli aspetti normativi, economici e sociali riferiti al settore. Uno sguardo all’emersione della capacità dell’azienda nel guidare il cambiamento.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">1) Parlaci di Your Sustainable Manager/Management?</span></strong></p>
<p><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">YSM vuole essere una comunità lavorativa, in cui le persone si sentono parte integrante del tutto e hanno il piacere di contribuire a realizzare un mondo diverso. Siamo innovativi. Il fractionary management è lo stile con cui proponiamo le nostre consulenze, essere manager è avere capacità di leadership, di organizzazione, di fare network e non quella di lavorare più tempo degli altri. Manager è essere anche genitori, figli, amici, avere delle passioni. Le aziende che scelgono questi manager hanno diversi vantaggi. Hanno nel loro organico una persona di fiducia che: </span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">&#8211; lavora per loro senza dover sostenere dei costi operativi proibitivi per molte PMI;</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">&#8211; vede e conosce molte realtà favorendo lo scambio di conoscenze;</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">&#8211; non risentirà di quei meccanismi politici e di favoritismo di cui molte aziende sono affette.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">2) Quale è la vostra mission?</span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Sviluppare un network tra imprese e professionisti per far fronte alle sfide dello sviluppo sostenibile.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">3) È interessante l’operazione di “evangelizzazione” delle aziende rispetto al cambio di rotta sui criteri ESG. YSM prosegue la sua inversione di tendenza nell’instillare consapevolezza nell’operato quotidiano aziendale rispetto al contesto territoriale. È un’operazione che avviene con facilità oppure riscontrate molta resistenza al cambiamento?</span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Le difficoltà rispetto allo scenario ESG sono intrinseche nella natura stessa della materia. Quello che si vuole generare attraverso la sostenibilità è un valore di lungo periodo e come tale richiede fiducia e pazienza, elementi che sono contro-intuitivi per l’essere umano. Molti sono gli studi di economia sociale, di neuroscienze e sociologia che confermano questa tendenza giusto per citarne qualcuno: l’esperimento Marshmallow, la teoria sulla scarsità e la prospect theory. </span></em><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Fortunatamente le generazioni più giovani, ossia coloro che stanno ora entrando nel mondo del lavoro sono molto sensibili ai temi della sostenibilità e i dati raccolti negli anni sulle migliori performance ottenute da aziende che hanno condotto uno stile di governance sostenibile sono quanto ci fanno ancora credere che la CSR sia la migliore strada per una gestione d’impresa vincente.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">4) Oltre agli interventi in ambito privato siete chiamati anche a lavorare in contesti strategico politici. Come vi ponete in questo ambito? </span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Chi fa CSR sa bene che Sostenibilità e politica, anzi assetto geo-politico, sono trame della stessa tela. Quello che attuiamo anche in campo “politico” è sempre il nostro lavoro. Siamo trasparenti, in linea con i nostri valori professionali, ossia capaci di argomentare attraverso dati ed esempi le azioni e le strategie che consigliamo ai nostri clienti. Uno dei fattori che è più importante per essere un buon manager della Sostenibilità, a mio avviso, è quello di essere sempre informati e di avere una visione a 360° che ci permette di anticipare i tempi basandoci anche sulle esperienze di chi ha agito prima di noi.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">5) E’ davvero una missione importante quella di YSM che ricopre una posizione importante nei confronti un futuro migliore?</span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Pensiamo che siano importanti i valori che il nostro lavoro protegge, la natura e il mondo in cui viviamo, le persone, le aziende e i loro bisogni. Sapremo che il nostro operato è davvero importante quando saremo in grado di prescindere dall’ottica per cui ognuno di noi lavora per sé stesso ed avremo la consapevolezza che ciò che facciamo è da tutti percepito come utile alla comunità.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">7) Cosa dobbiamo aspettarci in futuro, come lo immaginate come momento storico?</span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Di certo non siamo in un momento storico semplice per la Sostenibilità, molti Paesi occidentali hanno fatto un passo indietro e vorrebbero tornare all’uso dei combustibili fossili, al solo lavoro in sede, al non rispettare gli Obiettivi dell’agenda 2030, disconoscendo i tanti progressi avvenuti in questi anni proprio grazie all’operato delle aziende, dei cittadini e dei governi che hanno scelto di mettere in campo i principi ESG. Negli anni passati abbiamo vissuto già momenti come questo, alla fine si è trattato di rallentamenti del percorso non di veri e propri freni, siamo fiduciosi per il futuro. Ribadisco abbiamo molti esempi virtuosi nel mondo di come grazie alla volontà di alcune persone si sono fatti grandi progressi.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">8) Strategicamente come affronterete le nuove scommesse progettuali? </span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Stiamo allargando il team e ampliando le caratteristiche della piattaforma software proprietaria per poter gestire e preparare la startup alla crescita.</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><br /><br /></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">9) Fate parte del “vivaio” Incubatore6? Quale è il vostro rapporto professionale?</span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Da sempre c’è stata una forte sinergia tra le parti. Ognuno ha messo a disposizione le proprie competenze, così da definire il prodotto e, alla fine, è nata YSM. Non siamo solo parti del vivaio, siamo figli di <a href="https://sei.ventures/">Sei</a>.</span></em></p>
<p align="left"><span style="font-family: Times New Roman, serif">Grazie YSM.<br />Grazie a Voi.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-349005 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-07-alle-08.31.43-600x237.png" alt="" width="600" height="237" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-07-alle-08.31.43-600x237.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-07-alle-08.31.43-768x304.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-07-alle-08.31.43.png 1244w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
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		<title>UniSR, conclusosi il primo corso di Filosofia dell’IA</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/unisr-conclusosi-il-primo-corso-di-filosofia-dellia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.belvederenews.net/?p=348905</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1920" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-scaled.jpeg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-600x450.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-768x576.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-86x64.jpeg 86w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p>Il corso IA e nuove sfide per l’azione e per il pensiero, svoltosi all’Università Vita-Salute San Raffaele e conclusosi oggi, nasce a partire dal volume di Giuseppe Girgenti e Mauro  Crippa Umano poco poco umano e si inserisce nel più ampio dibattito contemporaneo sulle implicazioni teoriche, etiche e politiche dell’intelligenza artificiale. Un ulteriore elemento di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1920" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-scaled.jpeg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-600x450.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-768x576.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8029-86x64.jpeg 86w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div><p style="text-align: left;">Il corso <em>IA e nuove sfide per l’azione e per il pensiero</em>, svoltosi all’Università Vita-Salute San Raffaele e conclusosi oggi, nasce a partire dal volume di <strong>Giuseppe Girgenti</strong> e <strong>Mauro  Crippa</strong> <em>Umano poco poco umano</em> e si inserisce nel più ampio dibattito contemporaneo sulle implicazioni teoriche, etiche e politiche dell’intelligenza artificiale. Un ulteriore elemento di rilievo è stata la presenza di <strong>Anna</strong> <strong>Ascani</strong>, cotitolare del corso e vice presidente della Camera dei deputati, che segue da vicino, anche sul piano normativo, le questioni legate alla regolamentazione dell’IA.<br />
Il corso si è articolato attraverso una serie di interventi interdisciplinari, che hanno coinvolto studiosi dell’UniSR, provenienti da ambiti disciplinari differenti: <strong>Antonio Esposito</strong> ha affrontato il tema dell’IA applicata alla medicina e alla clinica, illustrando le concrete applicazioni di IA all’ospedale San Raffaele; <strong>Roberta Sala</strong> ha sviluppato una riflessione su IA e questioni epistemiche, giuridiche e politiche; <strong>Francesca De Vecchi</strong>, in una prospettiva fenomenologica, ha approfondito i nodi dell’identità personale, della corporeità e dell’empatia; <strong>Francesca Pola</strong> ha analizzato le applicazioni dell’IA nel campo dell’arte e degli allestimenti virtuali; <strong>Roberto Mordacci</strong> ha proposto un inquadramento sistematico dell’etica dell’intelligenza artificiale. La lezione conclusiva è stata tenuta dal professore <strong>Carlo Martini</strong>, il quale ha sottolineato come la vera sfida, oggi, è che l’IA impari a mettere in discussione i contenuti veicolati dalle riviste scientifiche per distinguerli da quelli pseudoscientifici.<br />
Negli ultimi anni abbiamo assistito all’ascesa dell’IA generativa, capace di scrivere testi, creare immagini, sintetizzare informazioni. Una tecnologia potente, ma ambivalente come tutte le tecniche e le tecnologie, perché se da un lato facilita l’accesso al sapere, dall’altro rischia di moltiplicare disinformazione, superficialità e dipendenza cognitiva.<br />
È in questo scenario che si fa strada un nuovo paradigma, quello dell’IA riflessiva. Se la prima genera risposte, la seconda genera domande, poiché si basa su come persone di alto e basso profilo culturale reagiscono alla diffusione di una notizia.<br />
Non si tratta di una differenza tecnica, ma culturale. L’IA riflessiva non si limita, infatti, a dire cosa pensare, ma interviene sul come pensare. In contesti di ricerca e didattica avanzata, come quelli sviluppati presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, si stanno sperimentando modelli in cui l’intelligenza artificiale assume una funzione critica, quasi maieutica. Un esempio concreto è offerto dal progetto “Aristotele”, in cui l’IA viene utilizzata per allenare il senso critico di chi la utilizza. Di fronte a una notizia, il sistema non fornisce subito una sintesi o una risposta, ma attiva una sequenza di domande:</p>
<p>Chi scrive?<br />
Questa fonte è verificabile?<br />
L’autore esiste davvero?<br />
L’istituzione citata è reale?<br />
È una notizia o una manipolazione?<br />
È coerente?<br />
Cui bono?</p>
<p>Non è difficile riconoscere, in questo approccio, una sorprendente continuità con la lezione del Socrate platonico, come il filosofo ateniese non trasmetteva contenuti, ma insegnava a interrogare le opinioni, così l’IA riflessiva non si sostituisce al pensiero umano, ma lo sollecita.<br />
E tuttavia, proprio qui si apre una questione decisiva. Se è la macchina a ricordarci di verificare le fonti, di controllare la coerenza, di distinguere tra vero e falso, non rischiamo comunque di delegare alla tecnologia quella funzione critica che definisce l’autonomia del soggetto?<br />
Il problema non è secondario, perché ogni tecnologia che esternalizza una capacità umana porta con sé il rischio di indebolirla. La scrittura ha tentato di sostituirsi alla memoria, i media ottici alla capacità di immaginare, l’lA generativa ai processi cognitivi. È accaduto e dunque potrebbe ancora accadere, esiste, però, anche una prospettiva diversa, ossia che l’IA riflessiva non sostituisca il pensiero critico, ma lo alleni, che diventi una sorta di palestra cognitiva, capace di riattivare abitudini mentali che la velocità del mondo digitale tende a erodere. In questo senso, si inserisce il contributo di <strong>Carlo Martini</strong>, che- insieme ad un team di esperti-riflette sul rapporto tra modelli computazionali e razionalità umana. Il punto non è stabilire se le macchine possano pensare, ma comprendere in che modo esse trasformino le condizioni del nostro pensare. La vera posta in gioco, allora, non è tecnologica, ma antropologica. Che tipo di soggetto forma l’interazione con un’IA riflessiva? Un individuo più passivo, che si affida alle domande della macchina? O un soggetto più consapevole, che interiorizza quelle domande fino a farle proprie? In un ecosistema informativo (la cosiddetta infocrazia) sempre più complesso, in cui la distinzione tra verità e manipolazione si fa sottile, forse la vera innovazione non è una macchina che sa tutto, ma una macchina che ci abitua a dubitare, a verificare, a pensare. E se così fosse, il passaggio dall’IA generativa all’IA riflessiva segnerebbe un ritorno -paradossale ma necessario -all’origine stessa della filosofia, la quale non ha a che fare con il possesso delle risposte, ma con l’esercizio delle domande.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-348908" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-450x600.jpeg" alt="" width="450" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-450x600.jpeg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-1650x2200.jpeg 1650w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-768x1024.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8026-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p><figure id="attachment_348909" aria-describedby="caption-attachment-348909" style="width: 506px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-348909" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8025-506x600.jpeg" alt="" width="506" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8025-506x600.jpeg 506w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8025-768x910.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8025.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px" /><figcaption id="caption-attachment-348909" class="wp-caption-text">Screenshot</figcaption></figure></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-348910" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-450x600.jpeg" alt="" width="450" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-450x600.jpeg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-1650x2200.jpeg 1650w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-768x1024.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/IMG_8024-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/unisr-conclusosi-il-primo-corso-di-filosofia-dellia/">UniSR, conclusosi il primo corso di Filosofia dell’IA</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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		<title>Glocal Think e Fondazione Progetto Valtiberina avviano una sperimentazione congiunta del modello Glocal per il supporto alle politiche territoriali.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 15:48:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1500" height="1500" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n.jpg 1500w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n-600x600.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n-150x150.jpg 150w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></div>
<p>Riceviamo dalla Glocal Think e pubblichiamo. È stato sottoscritto il protocollo di collaborazione tra Glocal Think e Fondazione Progetto Valtiberina, con l’obiettivo di avviare una fase di sperimentazione del modello Glocal nel territorio di riferimento della Fondazione, orientata a rafforzare la capacità di lettura, indirizzo e supporto delle politiche di sviluppo locale. L’iniziativa si colloca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1500" height="1500" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n.jpg 1500w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n-600x600.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n-150x150.jpg 150w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/272842734_110606751531090_2037537326485613521_n-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></div><p align="justify">Riceviamo dalla <span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><a href="https://www.facebook.com/glocalthink">Glocal Think</a> e pubblichiamo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">È stato sottoscritto il protocollo di collaborazione tra Glocal Think e Fondazione Progetto Valtiberina, con l’obiettivo di avviare una fase di sperimentazione del modello Glocal nel territorio di riferimento della Fondazione, orientata a rafforzare la capacità di lettura, indirizzo e supporto delle politiche di sviluppo locale. L’iniziativa si colloca nel quadro delle sfide che oggi interessano i territori, in particolare quelli caratterizzati da fragilità demografiche, economiche e sociali, e nasce dall’esigenza di dotarsi di strumenti e metodi in grado di integrare analisi, ascolto e capacità decisionale, superando approcci frammentati e non sistemici. Fulcro della sperimentazione sarà la Dashboard Glocal, infrastruttura digitale in fase avanzata di sviluppo, concepita come strumento di supporto alle decisioni pubbliche e private e come elemento abilitante per il passaggio da una logica di mera disponibilità dei dati a una logica di lettura orientata all’impatto (impact layer). La piattaforma si propone di contribuire alla costruzione di una base conoscitiva integrata, capace di mettere in relazione indicatori quantitativi e dimensioni qualitative, supportando l’individuazione dei fabbisogni, delle priorità e delle opportunità di sviluppo, e favorendo una maggiore coerenza tra analisi e scelte strategiche. Elemento qualificante dell’approccio è il riferimento alla sostenibilità come cornice operativa, attraverso la costruzione di un linguaggio comune tra soggetti pubblici e privati. In questa direzione, il modello Glocal punta a integrare gli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) con le metriche ESG, creando le condizioni per una maggiore convergenza tra politiche pubbliche, investimenti privati e obiettivi condivisi di sviluppo territoriale. Il protocollo attiva un percorso strutturato di sperimentazione basato su analisi dei dati, strumenti di ascolto delle comunità, individuazione dei principali gap territoriali e attivazione di momenti di confronto con stakeholder istituzionali, economici e sociali. L’obiettivo è costruire un primo quadro conoscitivo utile a orientare, in una fase successiva, processi di programmazione, progettazione e attivazione territoriale. In questo contesto, Fondazione Progetto Valtiberina si configura come un interlocutore di particolare rilievo per la qualità del lavoro svolto sul territorio e per la capacità di operare come piattaforma di connessione tra istituzioni, imprese e comunità. La struttura della sua governance, arricchita dalla presenza di soggetti del mondo produttivo, rappresenta un elemento strategico per favorire l’allineamento tra visione pubblica e capacità di investimento e innovazione del sistema privato. Dichiarazione di Vincenzo Castaldo, Presidente di Glocal Think “Il protocollo sottoscritto rappresenta un passaggio significativo nel percorso di costruzione del modello Glocal, perché consente di avviare una sperimentazione in un contesto territoriale evoluto e con un soggetto istituzionale capace di attivare relazioni e processi. L’obiettivo è contribuire a rafforzare la capacità dei territori di leggere in modo più integrato le proprie dinamiche e di orientare le scelte sulla base di evidenze. In questo quadro, la Dashboard Glocal si propone come uno strumento di supporto alle decisioni e come un’infrastruttura utile a favorire il passaggio dal dato all’impatto. Riteniamo strategico lavorare sulla convergenza tra pubblico e privato, anche attraverso l’integrazione tra BES ed ESG, per costruire un linguaggio comune che renda più efficaci le politiche territoriali e più coerenti gli investimenti rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile.” Dichiarazione di Marta Pasqualini, Direttrice della Fondazione Progetto Valtiberina “Questa piattaforma ci permette di integrare in maniera sempre più efficace la dimensione tecnologica con l’analisi dei bisogni territoriali, rafforzando la nostra capacità di lettura e interpretazione delle dinamiche locali. Siamo particolarmente soddisfatti dell’avvio di questa collaborazione, perché si inserisce pienamente nel percorso che stiamo costruendo con il Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere, e in particolare risponde agli obiettivi del costituendo tavolo sociale. La possibilità di disporre di strumenti avanzati di analisi e restituzione dei dati rappresenta un passaggio fondamentale per accompagnare i territori verso forme di sviluppo più consapevoli e orientate all’impatto. In questa prospettiva, il modello Glocal offre un contributo importante nel creare connessioni tra conoscenza, decisione e azione, favorendo una maggiore integrazione tra istituzioni, sistema produttivo e comunità locali.” Il protocollo segna dunque l’avvio di una sperimentazione che intende contribuire alla definizione di modelli operativi replicabili, capaci di rafforzare il dialogo tra istituzioni, sistema produttivo e comunità, e di supportare percorsi di sviluppo territoriale più consapevoli, integrati e orientati all’impatto.</span></span></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-348627 aligncenter" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/681811317_984677687552737_8492623428387561839_n-600x315.jpg" alt="" width="600" height="315" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/681811317_984677687552737_8492623428387561839_n-600x315.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/681811317_984677687552737_8492623428387561839_n-768x403.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/681811317_984677687552737_8492623428387561839_n.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
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		<title>Venerdì 8 maggio alle ore 16:00 &#8220;Gli Irpini nella Costituente: 80 anni dopo&#8221;.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/venerdi-8-maggio-alle-ore-1600-gli-irpini-nella-costituente-80-anni-dopo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:16:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1265" height="910" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a.jpeg 1265w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a-600x432.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a-768x552.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1265px) 100vw, 1265px" /></div>
<p>Riceviamo e pubblichiamo dall&#8217;Associazione Irpini per l’Irpinia. L’ Associazione Irpini per l’Irpinia e l&#8217; Ordine degli avvocati di Avellino, promuovono l’incontro “Gli Irpini nella Costituente: 80 anni dopo” che si terrà venerdì 8 maggio alle ore 16:00 presso il Carcere Borbonico di Avellino. Si pubblica il programma, che prevede un dibattito sui padri costituenti irpini [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/venerdi-8-maggio-alle-ore-1600-gli-irpini-nella-costituente-80-anni-dopo/">Venerdì 8 maggio alle ore 16:00 &#8220;Gli Irpini nella Costituente: 80 anni dopo&#8221;.</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1265" height="910" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a.jpeg 1265w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a-600x432.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/c41c42d3-bb9d-40a8-983b-dab8e0f8a16a-768x552.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1265px) 100vw, 1265px" /></div>
<p align="justify">Riceviamo e pubblichiamo dall&#8217;Associazione Irpini per l’Irpinia.</p>
<p align="justify">L’ Associazione Irpini per l’Irpinia e l&#8217; Ordine degli avvocati di Avellino, promuovono l’incontro “Gli Irpini nella Costituente: 80 anni dopo” che si terrà venerdì 8 maggio alle ore 16:00 presso il Carcere Borbonico di Avellino. Si pubblica il programma, che prevede un dibattito sui padri costituenti irpini arricchito dalle testimonianze di <strong>Franco Gaetano Scoca</strong>, figlio del padre costituente <strong>Salvatore Scoca</strong>, Avvocato e Professore Emerito di Diritto Amministrativo, e Maria Rosaria Covelli, Presidente della Corte d&#8217;Appello di Napoli , figlia del padre costituente Alfredo Covelli. A concludere i lavori l&#8217;intervento di <strong>Matteo Piantedosi</strong>, Ministro dell&#8217;Interno. <br />Nel corso della giornata sarà inoltre possibile visitare la mostra documentaria &#8220;Gli Irpini nella Costituente&#8221; curata dalla Biblioteca Provinciale “G. e S. Capone” e dal Museo Irpino.</p>
<p><br /><br /><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-348346 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-12.43.25-531x600.jpeg" alt="" width="468" height="529" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-12.43.25-531x600.jpeg 531w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-12.43.25-768x868.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-24-at-12.43.25.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 468px) 100vw, 468px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/venerdi-8-maggio-alle-ore-1600-gli-irpini-nella-costituente-80-anni-dopo/">Venerdì 8 maggio alle ore 16:00 &#8220;Gli Irpini nella Costituente: 80 anni dopo&#8221;.</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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		<title>Festival del fundraising. Il futuro è sostenibile.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/festival-del-fundraising-il-futuro-e-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:52:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="900" height="600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising.jpg 900w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising-600x400.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
<p>Si parte il 2 giugno. Il programma formativo del Festival del Fundraising 2026 raccoglie oltre 100 eventi formativi in 72 ore ed esplora a fondo tutti i temi dell’innovazione nel fundraising. In questa edizione sarà possibile eplorare nuovi approcci alla raccolta fondi e conoscere buone prassi da scambiare. Il programma del Festival, è scandito in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/festival-del-fundraising-il-futuro-e-sostenibile/">Festival del fundraising. Il futuro è sostenibile.</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="900" height="600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising.jpg 900w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising-600x400.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/festival-del-fundraising-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div><p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Si parte il 2 giugno. Il programma formativo del <a href="https://www.festivaldelfundraising.it/diventa-speaker-festival-fundraising/#">Festival del Fundraising</a> 2026 raccoglie </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">oltre 100 eventi formativi in 72 ore</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"> ed esplora a fondo tutti i temi dell’innovazione nel fundraising. In questa edizione sarà possibile </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">eplorare nuovi approcci alla raccolta fondi e conoscere buone prassi da scambiare.</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"> Il programma del Festival, è scandito in un percorso che nasce con l’idea semplice (e molto concreta) che </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">crescere davvero, nel fundraising, </span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">significa partire da tre cose:</span></span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">La prima è la </span></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">formazione</span></span></span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">: quella che ti fa tornare in ufficio con strategie e strumenti applicabili, non con appunti “belli da rileggere”.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">La seconda sono le </span></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">esperienze</span></span></span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">: momenti in cui impari facendo, osservando, provando, mettendoti in gioco. Il fundraising è anche competenza tecnica, certo. Ma è pure collaborazione, relazione, capacità di stare con gli altri mentre costruisci risultati.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">La terza sono le </span></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">relazioni</span></span></span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">: chiamale come vuoi, ma sono ciò che succede quando le persone si raccontano come stanno andando davvero le cose. Successi, inciampi, soluzioni trovate “a forza di tentativi”. È lì che la community diventa un acceleratore.</span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Un evento per chi vuole rendere sostenibile la propria missione, indipendentemente dalle dimensioni dell’organizzazione. Per chi lavora nel sociale, nella cultura, nello sport, nell’educazione, nella sanità, nell’ambiente. Per musei, scuole, associazioni, fondazioni, eventi, realtà locali e grandi organizzazioni. È per chi vuole crescere nelle grandi donazioni, costruire un programma donatori solido, </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">innovare sul digitale</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">, capire dove sta andando la CSR, smettere di dire “abbiamo sempre fatto così” e iniziare a scegliere “cosa funziona davvero per noi”.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">E&#8217; fortemente consigliato ai partecipanti:</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Fermarsi con uno speaker per approfondire;</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Scambiare dei contatti;</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Incontrare colleghi con gli stessi problemi (e magari soluzioni);</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Scoprire opportunità di lavoro o collaborazioni.</span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Il vero valore del Festival non è solo quello che si ascolta. Ma quello che si </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">scambia</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></p>
<h3 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Il programma in sintesi  dal 3 al 5 giugno:</span></span></span></h3>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Mercoledì 3 giugno.</span></span></span></strong></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il primo giorno ha una promessa chiara: alzare subito il livello. Visione, strategia e plenarie che non girano attorno alle cose.</span></span></span></p>
<h5 class="western" align="justify"><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Plenarie di mercoledì</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">:</span></span></span></span></h5>
<h5 class="western" align="justify"><a href="https://www.festivaldelfundraising.it/programma/?&amp;g=12388" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>Great Fundraising Organizations</u></span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u> </u></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>&#8211; Alan Clayton</u></span></span></span></span></a></h5>
<h5 class="western" align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il modello che sta cambiando il modo di fare fundraising nel mondo: perchè alcune nonprofit crescono e altre no?</span></span></strong></h5>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">C’è un motivo se questa plenaria è una delle più attese: perché nel fundraising le opinioni contano… ma i modelli che funzionano contano di più. Qui si parla di ciò che rende alcune organizzazioni capaci di crescere in modo costante, anche se non sono “grandi”, e di ciò che invece frena le altre. Una sessione che non promette formule magiche, ma ti costringe a guardare con lucidità a struttura, scelte e metodo.</span></span></span></p>
<h5 class="western" align="justify"><a href="https://www.festivaldelfundraising.it/programma/?&amp;g=12388" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>Il coraggio di scegliere da che parte stare</u></span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u> </u></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>&#8211; Bebe Vio</u></span></span></span></span></a></h5>
<h5 class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #000000"><span lang="it-IT"><br />
</span></span><strong><span lang="it-IT">Bebe Vio al Festival del Fundraising 2026</span></strong></span></span></h5>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Bebe Vio è conosciuta da tutti per la forza, l’ironia e la determinazione con cui ha riscritto i limiti, nello sport e fuori. Ma qui il punto non è celebrare un’icona: è riportare il tema del </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">coraggio</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"> </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">dentro il lavoro quotidiano di chi guida, decide, tiene in piedi una causa e sceglie da che parte stare quando sarebbe più comodo restare neutrali. Il fundraising non è neutrale. È una scelta.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Giovedì 4 giugno: il fundraising in azione (e le Experience)</span></span></span></strong></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">La giornata centrale è quella in cui succede sempre la stessa cosa: ti accorgi che il problema non è “trovare una sessione interessante”, ma </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">scegliere tra troppe sessioni utili</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">. </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Qui il Festival entra nel vivo: digital, conversione, AI, donor journey, corporate, CSR evoluta, valutazione d’impatto, board, cultura, grandi donazioni. Non un collage: una mappa del fundraising contemporaneo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">E poi ci sono le </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Experience</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Non sono una parentesi. Non sono “tempo libero organizzato”. Sono parte dell’esperienza formativa: attività in piccoli gruppi, fuori dall’aula, dentro Riccione. Culturali, culinarie, sportive, sociali. Momenti in cui ti muovi, fai, osservi, collabori… e intanto costruisci legami reali. Perché spesso le competenze che ti cambiano il lavoro non sono solo quelle che impari ascoltando: sono quelle che alleni facendo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Venerdì 5 giugno: la visione che ci portiamo a casa (e un gran finale)</span></span></span></strong></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">L’ultima giornata non è un epilogo. È un rilancio. È quella in cui metti insieme i pezzi: strategia, motivazione, senso. E anche celebrazione, perché una community cresce se sa riconoscere chi alza l’asticella.</span></span></span></p>
<h5 class="western" align="justify"><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Plenarie di venerdì</span></span></span></span></strong></h5>
<h5 class="western" align="justify"><a href="https://www.festivaldelfundraising.it/programma/?&amp;g=12390" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>Le forme del coraggio</u></span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u> </u></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>&#8211; Gemma Calabresi Milite &amp; Cristiano Cavina</u></span></span></span></span></a></h5>
<h5 class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><br />
</span></span></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Quando la scelta non è quella più facile. Gemma Calabresi Milite e Cristiano Cavina al Festival del Fundraising 2026</span></span></span></strong></h5>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">C&#8217; è coraggio che fa rumore, e coraggio che non ne fa. Qui si parla di quel tipo di scelta che non cerca applausi: una scelta che tiene insieme dolore, responsabilità e umanità. Una plenaria che non “ispira” nel modo facile del termine, ma lascia qualcosa addosso. Ti riporta a una domanda essenziale: </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">che forma ha il coraggio, quando nessuno ti guarda?</span></span></span></span></strong></p>
<h5 class="western" align="justify"><a href="https://www.festivaldelfundraising.it/programma/?&amp;g=12390" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>Alle persone, ci devi volere bene</u></span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u> </u></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><u>&#8211; Paolo Cevoli </u></span></span></span></span></a></h5>
<h5 class="western" align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT"><br />
</span></span></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Gran finale con Paolo Cevoli. Per tornare all&#8217;essenziale del fundraising: le persone</span></span></span></strong></h5>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Chiudere con Cevoli significa chiudere col sorriso, certo. Ma soprattutto con un messaggio che nel fundraising è più serio di qualunque tecnica: </span></span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">le persone vengono prima</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">. Prima dei funnel, prima dei tool, prima dei “modelli perfetti”. La leggerezza, qui, non è superficialità: è un modo intelligente di tornare all’essenziale e ripartire con energia. </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Un obiettivo condiviso: far crescere il nonprofit, sul serio. C’è un momento dell’anno in cui il fundraising smette di essere solo “raccolta fondi” e diventa energia collettiva. Non quella da slogan. Quella vera: persone che si incontrano, idee che si scontrano (bene), strumenti che finalmente diventano pratiche, e un settore intero che torna a ricordarsi perché fa quello che fa. </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Tre giorni. Tante energie. Una community enorme. Ci vediamo dal </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">3 al 5 giugno 2026</span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><span lang="it-IT">Non fatevelo raccontare!</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-348264 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Tavola-disegno-1-copia-11@2x-600x400.webp" alt="" width="649" height="433" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Tavola-disegno-1-copia-11@2x-600x400.webp 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Tavola-disegno-1-copia-11@2x-768x512.webp 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Tavola-disegno-1-copia-11@2x-1536x1024.webp 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Tavola-disegno-1-copia-11@2x.webp 1920w" sizes="auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-348244 alignnone" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/logo.webp" alt="" width="668" height="246" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>22° MOSTRA NAZIONALE DEI VINI PASSITI E DA MEDITAZIONE</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/22-mostra-nazionale-dei-vini-passiti-e-da-meditazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Strada dei Vini]]></category>
		<category><![CDATA[ViCaM]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1024" height="680" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01.webp 1024w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01-600x398.webp 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01-768x510.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
<p>Sarà la Grecia, culla ancestrale della cultura del vino nel mondo occidentale, la grande protagonista della 22ª Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione in programma a Volta Mantovana. Una scelta che dà un significato profondo all’edizione 2026. Riportare il vino alle sue origini più autentiche, là dove nasce come rito, cultura e pensiero, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/22-mostra-nazionale-dei-vini-passiti-e-da-meditazione/">22° MOSTRA NAZIONALE DEI VINI PASSITI E DA MEDITAZIONE</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1024" height="680" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01.webp 1024w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01-600x398.webp 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Volta-Mantovana-_01-768x510.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div><p class="western" align="justify">Sarà la <b>Grecia</b>, culla ancestrale della cultura del vino nel mondo occidentale, la grande protagonista della <b>22ª Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione </b>in programma a Volta Mantovana. Una scelta che dà un significato profondo all’edizione 2026. Riportare il vino alle sue origini più autentiche, là dove nasce come rito, cultura e pensiero, tra i simposi della grecità. Il cuore di questa presenza internazionale sarà la masterclass “<b>Il respiro degli Dèi”</b>, un viaggio unico tra i passiti ellenici, capace di intrecciare degustazione, storia e identità. Un’esperienza che porterà il pubblico dentro una tradizione millenaria, dove il vino non era solo prodotto, ma espressione di civiltà. Nella cornice di <b>Palazzo Gonzaga</b>, la Grecia diventa così non solo ospite, ma chiave di lettura dell’intera manifestazione. Un ponte tra passato e presente, tra le radici della cultura mediterranea e le eccellenze vitivinicole contemporanee. La Mostra, realizzata grazie alla collaborazione tra <b>Amministrazione Comunale, Pro Loco Voltese, Coldiretti Mantova, ONAV Mantova </b>e la <b>Strada dei Vini e Sapori Mantovani,</b> si conferma così un evento capace di unire qualità, visione e apertura internazionale<b>. </b>Sarà questa un’edizione che guarda lontano, partendo proprio dalle origini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347457 alignright" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/oscarwine_donne_in_rosa_onav_01-600x338.webp" alt="" width="645" height="363" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/oscarwine_donne_in_rosa_onav_01-600x338.webp 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/oscarwine_donne_in_rosa_onav_01-768x432.webp 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/oscarwine_donne_in_rosa_onav_01.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
<p class="western" align="justify"><b>L’EVENTO E IL TERRITORIO </b></p>
<p class="western" align="justify">La mostra si svolgerà interamente nel cuore del centro storico di <a href="https://www.parcodelmincio.it/pun_dettaglio.php?id_pun=1492">Volta Mantovana</a>, all’interno del <a href="https://www.parcodelmincio.it/pun_dettaglio.php?id_pun=1492">castello medievale</a>.</p>
<p class="western" align="justify"><b>LA MOSTRA M</b><b>ERCATO</b></p>
<p class="western" align="justify">Cuore dell’evento sarà la mostra mercato, dove numerose cantine presenti in fiera potranno far assaggiare non solo il vino passito, ma anche <b>vendere i propri prodotti</b>, portando a Volta Mantovana i profumi e i sapori di tutta Italia.</p>
<p class="western" align="left"><b>IL BANCO D’ASSAGGIO</b></p>
<p class="western" align="justify">Al centro della Manifestazione, nel suggestivo contesto del giardino delle <a href="https://reggedeigonzaga.it/le-scuderie-dei-gonzaga/">Scuderie di Palazzo Gonzaga</a>, il banco d’assaggio permetterà ai visitatori, <b>guidati dagli Assaggiatori e Sommelier di <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61587362001093&amp;locale=it_IT">Onav Mantova</a>, </b>di assaggiare tutti i vini passiti e da meditazione che partecipano alla manifestazione e rappresentano tutte le più importanti zone di produzione italiane.</p>
<hr />
<p align="left"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347459 aligncenter" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/images.png" alt="" width="330" height="330" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/images.png 225w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/images-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" /></p>
<p class="western" align="left"><b>LE DEGUSTAZIONI GUIDATE ONAV</b></p>
<ul>
<li class="western"><strong>Venerdì 01 maggio ore 18:00 &#8211;</strong> <b>Vin e Vino Santo.</b></li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Matteo Battisti</strong> (Esperto Assaggiatore O.N.A.V).</p>
<p class="western" align="justify">Non solo una questione ortografica. “O” Dietro a questa omissione si trova l’inganno, già perché Vin Santo e Vino Santo non sono lo stesso vino ma, addirittura Denominazioni distinte. Le differenze tra Vin Santo e Vino Santo, un’intricata questione letteraria.</p>
<ul>
<li class="western"><strong>Sabato 02 maggio ore 15:00 &#8211;</strong> <b>La Basilicata dei Passiti.</b></li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Stefano Del Lungo</strong> (ricercatore CNR).</p>
<p>La <b><strong>masterclass </strong></b>propone un percorso guidato dedicato a vitigni rari e identitari.</p>
<p class="western" align="justify">Un viaggio alla scoperta dei vini passiti della Basilicata, una produzione rara e sorprendente, dalle radici antichissime ma ancora poco conosciuta. Documentati già in epoca romana, i passiti lucani nascono da una tradizione legata all’appassimento delle uve, utilizzato nei secoli sia per la conservazione del vino sia per la produzione di bevande ricostituenti. Oggi questo patrimonio è oggetto di studio del progetto di ricerca <strong>ViCaM</strong> (CNR – ISPC, Potenza), che valorizza la biodiversità viticola e il paesaggio rurale della Basilicata, mettendo in relazione cultura, scienza e produzione.</p>
<ul>
<li class="western"><strong> Sabato 02 maggio ore 16:30</strong> &#8211; <strong>La Basilicata dei passiti</strong> &#8211; <b>I Passiti della Grecia &#8211; </b>La Grecia, lì dove gli Dèi plasmarono il mondo e la leggenda prese respiro.</li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Costas Linardos.</strong></p>
<p class="western" align="justify">Il “respiro degli dèi” suggestiva definizione associata ai vini Passiti greci, legati al sovrano indiscusso Dio dell’Olimpo Zeus, considerati un tempo il ‘nettare degli dèi’. Queste produzioni millenarie, nate dall’appassimento al sole delle uve, concentrano l’essenza del suolo vulcanico e il calore del Mediterraneo, offrono un’esperienza di degustazione intensa e mitologica. Non sono reliquie del passato, ma specchi della nostra anima, aspetti diversi ma di un’attualità sorprendenti, elementi fondamentali di un unico, magnifico racconto che unisce rigore storico e intensità epica.</p>
<ul>
<li class="western"><strong>Sabato 02 maggio ore 18:00 &#8211; La Basilicata dei passiti &#8211; </strong><b>L’ Arte del Vermouth.</b></li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Matteo Battisti</strong> (Esperto Assaggiatore O.N.A.V).</p>
<p class="western" align="justify">Storie ed ingredienti segreti, dai composti vegetali agli oli essenziali. Tra tecnica del passato e l’equilibrio del presente. Le botaniche non sono un semplice ingrediente, sono l’anima invisibile della bevanda, sempre gelosamente custodite dai loro produttori.</p>
<ul>
<li><strong>Domenica 03 maggio ore 11:30</strong> &#8211; <b>I Passiti Rossi.</b></li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Matteo Battisti</strong> (Esperto Assaggiatore O.N.A.V).</p>
<p class="western" align="justify">Risultato di una lavorazione lenta e meticolosa, nel panorama vitivinicolo, il vino passito rappresenta una categoria unica e affascinante. Frutto di un’antica tradizione, si distingue per il suo processo di produzione e per il sapore ricco e complesso. Approfondiremo le metodologie di appassimento, di produzione e di assaggio di questa nobile rossa realtà italiana.</p>
<ul>
<li class="western"><strong>Domenica 03 maggio ore 15:30</strong> &#8211; <b>L’oro della Muffa Nobile.</b></li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Matteo Battisti</strong> (Esperto Assaggiatore O.N.A.V).</p>
<p class="western" align="justify">Vini botritizzati: tra luce e tenebre la muffa è Nobile, controllata e attiva determina un processo straordinario. L’uva con le ‘rughe’. Come produrre un vino dall’uva appassita con la muffa? Terra, vigna e clima le condizioni necessarie. Dall’origine della culla nativa, all’influenza di tutte le fasi di produzione, allo sviluppo del suo profilo aromatico e gustativo.</p>
<ul>
<li class="western"><strong>Domenica 03 maggio ore 18:00</strong> &#8211; <strong>L’oro della Muffa nobile &#8211; </strong><b>Passiti delle Isole.</b></li>
</ul>
<p>Relatore: <strong>Matteo Battisti</strong> (Esperto Assaggiatore O.N.A.V).</p>
<p class="western" align="justify">Dall’isola di nero vestita, alla terra di mare sole e di vento, nascono i vini passiti italiani più famosi al mondo: il Passito di Pantelleria e la Malvasia delle Lipari. Un’uva che ha trovato un unico per difendersi, per esprimersi con grande personalità, oltre l’immaginazione collettiva. Un’uva aromatica per eccellenza dove l’appassimento è figlio dell’isola tanto quanto lo è il suo vino.</p>
<p class="western" align="left"><b>PROGRAMMA</b></p>
<p class="western" align="left">La <strong>Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione</strong> è aperta dall&#8217;1 al 3 maggio, dalle 11:00 alle 20:00.</p>
<p class="western" align="left">Per seguire l’evento:</p>
<p class="western" align="left"><b>SOCIAL</b></p>
<p class="western" align="left">Facebook &amp; Instagram <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61587362001093">@mostravinipassiti</a> #mostravinipassiti #voltamantovanaeventi</p>
<p class="western" align="left"><b>LINK <a href="https://www.mostravinipassiti.it/">https://www.mostravinipassiti.it/</a></b></p>
<p class="western" align="left">Non fatevelo raccontare!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/22-mostra-nazionale-dei-vini-passiti-e-da-meditazione/">22° MOSTRA NAZIONALE DEI VINI PASSITI E DA MEDITAZIONE</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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