Festival del fundraising. Il futuro è sostenibile.

Dal 3 al 5 giugno 2026, a Riccione, torna il più grande evento europeo dedicato al fundraising e alla sostenibilità del nonprofit. Tre giorni per fare un salto nel futuro, con workshop pratici, case study reali, percorsi per ogni livello di esperienza e una community che, ogni anno, rende questo evento qualcosa di più di una conferenza.

Si parte il 2 giugno. Il programma formativo del Festival del Fundraising 2026 raccoglie oltre 100 eventi formativi in 72 ore ed esplora a fondo tutti i temi dell’innovazione nel fundraising. In questa edizione sarà possibile eplorare nuovi approcci alla raccolta fondi e conoscere buone prassi da scambiare. Il programma del Festival, è scandito in un percorso che nasce con l’idea semplice (e molto concreta) che crescere davvero, nel fundraising, significa partire da tre cose:

  • La prima è la formazione: quella che ti fa tornare in ufficio con strategie e strumenti applicabili, non con appunti “belli da rileggere”.

  • La seconda sono le esperienze: momenti in cui impari facendo, osservando, provando, mettendoti in gioco. Il fundraising è anche competenza tecnica, certo. Ma è pure collaborazione, relazione, capacità di stare con gli altri mentre costruisci risultati.

  • La terza sono le relazioni: chiamale come vuoi, ma sono ciò che succede quando le persone si raccontano come stanno andando davvero le cose. Successi, inciampi, soluzioni trovate “a forza di tentativi”. È lì che la community diventa un acceleratore.

Un evento per chi vuole rendere sostenibile la propria missione, indipendentemente dalle dimensioni dell’organizzazione. Per chi lavora nel sociale, nella cultura, nello sport, nell’educazione, nella sanità, nell’ambiente. Per musei, scuole, associazioni, fondazioni, eventi, realtà locali e grandi organizzazioni. È per chi vuole crescere nelle grandi donazioni, costruire un programma donatori solido, innovare sul digitale, capire dove sta andando la CSR, smettere di dire “abbiamo sempre fatto così” e iniziare a scegliere “cosa funziona davvero per noi”.

E’ fortemente consigliato ai partecipanti:

  • Fermarsi con uno speaker per approfondire;

  • Scambiare dei contatti;

  • Incontrare colleghi con gli stessi problemi (e magari soluzioni);

  • Scoprire opportunità di lavoro o collaborazioni.

Il vero valore del Festival non è solo quello che si ascolta. Ma quello che si scambia.

Il programma in sintesi  dal 3 al 5 giugno:

Mercoledì 3 giugno.

Il primo giorno ha una promessa chiara: alzare subito il livello. Visione, strategia e plenarie che non girano attorno alle cose.

Plenarie di mercoledì:
Great Fundraising Organizations – Alan Clayton
Il modello che sta cambiando il modo di fare fundraising nel mondo: perchè alcune nonprofit crescono e altre no?

C’è un motivo se questa plenaria è una delle più attese: perché nel fundraising le opinioni contano… ma i modelli che funzionano contano di più. Qui si parla di ciò che rende alcune organizzazioni capaci di crescere in modo costante, anche se non sono “grandi”, e di ciò che invece frena le altre. Una sessione che non promette formule magiche, ma ti costringe a guardare con lucidità a struttura, scelte e metodo.

Il coraggio di scegliere da che parte stare – Bebe Vio

Bebe Vio al Festival del Fundraising 2026

Bebe Vio è conosciuta da tutti per la forza, l’ironia e la determinazione con cui ha riscritto i limiti, nello sport e fuori. Ma qui il punto non è celebrare un’icona: è riportare il tema del coraggio dentro il lavoro quotidiano di chi guida, decide, tiene in piedi una causa e sceglie da che parte stare quando sarebbe più comodo restare neutrali. Il fundraising non è neutrale. È una scelta.

Giovedì 4 giugno: il fundraising in azione (e le Experience)

La giornata centrale è quella in cui succede sempre la stessa cosa: ti accorgi che il problema non è “trovare una sessione interessante”, ma scegliere tra troppe sessioni utili. Qui il Festival entra nel vivo: digital, conversione, AI, donor journey, corporate, CSR evoluta, valutazione d’impatto, board, cultura, grandi donazioni. Non un collage: una mappa del fundraising contemporaneo.

E poi ci sono le Experience.

Non sono una parentesi. Non sono “tempo libero organizzato”. Sono parte dell’esperienza formativa: attività in piccoli gruppi, fuori dall’aula, dentro Riccione. Culturali, culinarie, sportive, sociali. Momenti in cui ti muovi, fai, osservi, collabori… e intanto costruisci legami reali. Perché spesso le competenze che ti cambiano il lavoro non sono solo quelle che impari ascoltando: sono quelle che alleni facendo.

Venerdì 5 giugno: la visione che ci portiamo a casa (e un gran finale)

L’ultima giornata non è un epilogo. È un rilancio. È quella in cui metti insieme i pezzi: strategia, motivazione, senso. E anche celebrazione, perché una community cresce se sa riconoscere chi alza l’asticella.

Plenarie di venerdì
Le forme del coraggio – Gemma Calabresi Milite & Cristiano Cavina

Quando la scelta non è quella più facile. Gemma Calabresi Milite e Cristiano Cavina al Festival del Fundraising 2026

C’ è coraggio che fa rumore, e coraggio che non ne fa. Qui si parla di quel tipo di scelta che non cerca applausi: una scelta che tiene insieme dolore, responsabilità e umanità. Una plenaria che non “ispira” nel modo facile del termine, ma lascia qualcosa addosso. Ti riporta a una domanda essenziale: che forma ha il coraggio, quando nessuno ti guarda?

Alle persone, ci devi volere bene – Paolo Cevoli 

Gran finale con Paolo Cevoli. Per tornare all’essenziale del fundraising: le persone

Chiudere con Cevoli significa chiudere col sorriso, certo. Ma soprattutto con un messaggio che nel fundraising è più serio di qualunque tecnica: le persone vengono prima. Prima dei funnel, prima dei tool, prima dei “modelli perfetti”. La leggerezza, qui, non è superficialità: è un modo intelligente di tornare all’essenziale e ripartire con energia. Un obiettivo condiviso: far crescere il nonprofit, sul serio. C’è un momento dell’anno in cui il fundraising smette di essere solo “raccolta fondi” e diventa energia collettiva. Non quella da slogan. Quella vera: persone che si incontrano, idee che si scontrano (bene), strumenti che finalmente diventano pratiche, e un settore intero che torna a ricordarsi perché fa quello che fa. Tre giorni. Tante energie. Una community enorme. Ci vediamo dal 3 al 5 giugno 2026.

Non fatevelo raccontare!