Nuova Gazzetta di Caserta del 28 ottobre 2015. Appalti pulizia Asl: proroga di un mese per evitare i licenziamenti

Alla fine sono riusciti ad ottenere un mese di proroga per evitare il licenziamento i 400 lavoratori del servizio di pulizia -ospedali e distretti sanitari- che si stanno battendo contro l’affidamento dell’appalto a favore della Cm Service srl di Casci Nette d’Ivrea e Gestione Servizi Integrati. Questo il risultato di un estenuante vertice che i è svolto ieri in Prefettura al termine del quale una folla inferocita voleva picchiare i delegati dell’azienda piemontese che dovrebbe subentrare nell’appalto. Un mese di tempo, dunque , al fine di elaborare una strategia economico-aziendale che scongiuri i licenziamenti dei dipendenti . Presente al tavolo in prefettura anche il delegato del Presidente Enzo De Luca. Nel frattempo è saltato in Provincia il previsto passaggio di cantiere. Nei giorni scorsi i lavoratori, attraverso l’Avvocato Orazio Abbamonte, avevano diffidato Gaetano Danzi, Commissario Asl Caserta, insieme con Arturo De Felice , Prefetto di Caserta, e Raffaele Cantone, Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione, ad annullare d’ufficio l’aggiudicazione disposta a favore del Rti costituito tra Cm service srl di Casci Nette d’Ivrea e Gestione Servizi Integratie a non procedere alla stipula del contratto che, se già stipulato andrà dichiarato risolto per illiceità del suo oggetto. Sul tavolo della lotta la riduzione di circa il 50% del personale attualmente operativo nella gestione dei servizi di pulizia della Asl Ce. La battaglia dei lavoratori , altresì, si è svolta in presidi organizzati all’esterno dell’Asl di via Roma e nei pressi della Prefettura di Caserta. Ma procediamo con ordine. Con deliberazione n° 912 dell’11 luglio 2014 la Asl di Caserta indiceva procedura di gara per il nuovo affidamento del servizio di pulizia che veniva aggiudicato all’azienda piemontese di cui sopra per un periodo di 3 anni ad un valore di € 12.225.660,01 oltre iva, corrispondenti ad annui 4.075.220,00 . “L’importo di aggiudicazione-spiega Antonella Acanfora Cub – è platealmente anomalo poiche’ la gestione del servizio fino ad oggi appaltato costava al netto di 9.000.000,00 vale a dire più del doppio di quanto è stato offerto dall’aggiudicatario in sede di gara”.” Tale riduzione abnorme del costo non può ritenersi giustificata da una modifica dell’oggetto contrattuale, perché non solo non v’è stata alcuna riduzione delle prestazioni dovute, bensì anche è intervenuto un sensibile aumento delle superfici e delle attività dedotte in obbligazione Successivamente la ASL chiariva che l’aggiudicatario avrebbe dovuto procedere alla riassunzione del personale attualmente impiegato in applicazione dell’articolo 4. Va detto che il solo costo del personale, agli attuali, doverosi livelli occupazionali, ammonterebbe per il triennio di riferimento, e a stipendi tabellari minimi, a non meno di 20.000.000,00 €, vale a dire poco meno del doppio dell’intero corrispettivo d’appalto, per come aggiudicato. “Il costo del personale -ribatte Antonella Acanfora- non è ribassabile le commissioni giudicatrici devono prioritariamente verificarne la congruità, tenuto conto di tabelle periodicamente fissate dal Ministero del lavoro”. E conclude: “L’abnormità del divario esistente tra il solo costo del lavoro agli attuali livelli occupazionali – e tenuto conto dell’oggettiva entità del servizio da eseguire – ed il prezzo offerto dal concorrente esclude oggettivamente e platealmente che l’offerta presentata dall’RTI aggiudicatario possa considerarsi congrua”. A questo punto l’unica possibilità che l’esecutore avrà di condurre l’appalto – senza però dire della qualità delle prestazioni che ne deriverebbe – sta nel ridurre drasticamente i livelli occupazionali, in termini di numero di addetti e di ore lavorate.