DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
Ridotto all’osso il personale dell’azienda sanitaria di Caserta con gravi conseguenze sulla capacità di garantire un’assistenza di ore 24 degna di questo nome.
Il laboratorio di analisi, per esempio nelle ore notturne resta chiuso per mancanza di forza lavoro sia nell’Ospedale di Maddaloni che in quello di Santa Maria C.V., nonostante il primo sia dotato di rianimazione ed il secondo di UTIC.
Se arriva un paziente dopo le ore 20.00 che ha bisogno di analisi del sangue, i medici sono costretti ad effettuare il prelievo e, poi, a portarlo in ambulanza presso il San Giuseppe Moscati di Aversa o presso quello di Marcianise che, invece, fortunatamente, hanno il laboratorio di analisi funzionante per h24.
“Appare si troppo evidente,come se ci si trovasse di fronte ad un paziente in gravi condizioni o ad uno che a un infarto in corso si perde tempo che potrebbe rivelarsi fondamentale per la prestazione di cure di cui necessita. Con le tecnologie di oggi appare paradossale ancorché grottesco che si verifichino situazioni del genere instrutture, trale altre cose di ottimo livello come il Melorio e il P.S. di Maddaloni’. Queste le dichiarazioni del segretario della funzione publlica della CISL Nicola Cristiani che sottolinea come nella programmazione del personale ci siano dei ritardi pesanti”.
“Non si puo’ tergiversare oltre – ribadisce – ed è necessario attivare per le procedure per l’assunzione di infermieri, tecnici inmodo da poter far funzionare nellamaniera più corretta le strutture presenti sul territorio. E’ dall’anno 2001 che non si fanno concorsi per inferimieri, troppo tempo per un comparto strategico comequello della sanità. La carenza di personale presso i centri abitati di analisi di due dei piu’ importanti centri di analisi ha delle ricadute sulla intera provincia. “Si spiega anche in questa maniera – sottolinea il segretario – il perchè gli Ospedali San Sebastiano ed il Moscati abbiano il Pronto Soccorso congestionato’.
L’appello del Sindacato è più che mai urgente se si pensa come a partire dal prossimo mese di novembre, la sanità privata convenzionata potrebbe essere colpita dall’esaurimetno dei tetti di spesa che, nei fatti impediscono a case di cura e centri di riabilitazione di sostituirsi al pubblico.