REINTEGRATI EX DIPENDENTI PRESSO L’ASL DI CASERTA

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

CASERTA – Dopo un anno e mezzo il processo non  incomincia. Ma per i «furbetti del cartellino» (25 dipendenti del distretto sanitario 13 dell’Asl Caserta) è arrivata lla reintegra nel posto di lavoro. Sospesi ai sensi della legge Brunetta prima e Madia poi ma, siccome il procedimento penale non si è definito, il giudice del lavoro ha stabilito che, nelle more, debbano tornare in servizio. Per i dipendenti, è arrivato l’ordine di ritorno alle loro mansioni e la sospensione della decurtazione dello stipendio. Mentre si dibatterà solo l’anno prossimo sull’accusa per «truffa ai danni dello Stato». Erano stato arrestati il 15 giugno 2016 e poi sospesi dal servizio ma il giudice del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere ha considerato «non adeguato» il provvedimento disciplinare di sospensione dal lavoro e di decurtazione di metà dello stipendio. È una svolta inattesa, tutta favorevole alle difese, che già hanno ottenuto (per ben due volte e sempre per omessa notifica degli atti) lo slittamento dell’udienza preliminare adesso fissata per il 31 gennaio 2018.

È un epilogo parziale di una vicenda innescata nell’agosto 2015. Epicentro dello scandalo è stato il front office del distretto sanitario Asl, quel piano rialzato dove è posta la macchina marca tempo a pochi metri dagli sportelli affollati delle prenotazioni. Ed è stata proprio la denuncia di un utente, cioè una segnalazione di utilizzo improprio dei budge di ingresso al lavoro, a far scattare una minuziosa indagine dei carabinieri. La raccolta di una gran molte di filmati (oltre tre mesi di registrazioni grazie a microcamere installate sul soffitto del fronte office) e i documenti sulla presenza a lavoro e sulle attività di dipendenti fecero scattare un blitz in grande stile.