Rincari sulla spesa in tutte le città

Latte, burro, cioccolato ma anche pane, pasta e olio. Sono tra gli alimenti che sono rincarati di più negli ultimi tempi e che costringono le famiglie alla dieta del carrello della spesa. Tra questi spiccano, in particolare, i rialzi di burro, latte e cioccolato. Si tratta di prodotti che hanno risentito della crisi internazionale delle materie prime e su cui hanno pesato i cambiamenti climatici.

Questa tendenza è emersa da un’indagine congiunta condotta da Assoutenti e dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che ha analizzato i listini al dettaglio in diverse città italiane. I dati indicano incrementi record, spinti da fattori climatici e da dinamiche globali di offerta e domanda.
Cosa dicono i dati, voce per voce? Il burro è uno dei prodotti di largo consumo più colpiti dalla crisi. Secondo l’analisi, il prezzo medio al chilogrammo è passato da 8,97 euro nel 2021 a 13,35 euro nel 2024, registrando un rincaro del +48,8%. Le ragioni di questo aumento vertiginoso risiedono nella riduzione della produzione di latte, condizionata sia da eventi climatici sfavorevoli nei principali paesi produttori sia dalla minore disponibilità di pascoli. A fronte di una domanda che continua a crescere, queste difficoltà strutturali hanno spinto i prezzi a livelli senza precedenti.
Anche il mercato del cioccolato non è rimasto immune agli effetti della crisi. Le coltivazioni di cacao nei principali paesi produttori, come Ghana e Costa d’Avorio, hanno subito danni significativi a causa del cambiamento climatico e di malattie delle piante. Questo ha portato a un boom delle quotazioni della materia prima salita di oltre il 300% negli ultimi tre anni su record storici.