Ripartire con la cultura, L’officina Vanvitelli di San Leucio. Stamattina la laurea honoris causa a Rosita Missoni Jelmini

di Pasquale Iorio Le Piazze del Sapere

Caserta. mi soffermo su un evento  positivo realizzato oggi in un luogo simbolo del nostro patrimonio artistico e storico. Stamattina al Belvedere di S. Leucio vi è stata la cerimonia di conferimento della laurea HONORIS CAUSA ALLA sig.ra Rosita Missoni Jelmini, con la partecipazione del Rettore di Unicampania ed il ministro per l’Università Marco Bussetti.

Con questo evento si sancisce in modo concreto anche l’importante accordo con il comune di Caserta per la concessione e valorizzazione del sito di San Leucio, che ospiterà per almeno 10 anni l’alta formazione post laurea del dipartimento di Architettura e Design Industriale dell’Ateneo.

In apertura dell’iniziativa è stato presentato anche un progetto originale: l’Officina Vanvitelli, che diventa un nuovo Hub (come si dice oggi) per la creatività e produzione di talenti, per connettere in modo funzionale e produttivo le competenze al mondo delle imprese innovative ed al contesto territoriale.

L’Hub è progettato per ospitare un percorso dedicato alla formazione avanzata di circa 50 talenti creativi nei settori del Design, della Moda e della Comunicazione. “Officina Vanvitelli” favorirà lo scouting e la realizzazione dei progetti dei talenti creativi, sperimentando nuovi percorsi per offrire opportunità materiali e immateriali, nonché investimenti pubblico/privati. Officina si propone di colmare il divario ancora esistente tra la formazione accademica e il mondo delle aziende della moda e del design nelle sue diverse connotazioni: aziende consolidate, emergenti, start-up, spin-off, e collaborerà strettamente con la realtà̀ produttiva per lo sviluppo delle nuove professioni e l’impresa del futuro.

Il progetto si svilupperà in diverse fasi.

Finalmente si avvia una buona pratica per poter valorizzare le funzioni sociali e formative di un monumento come il Belvedere, di un sito reale dell’epoca borbonica, emblema di un itinerario delle residenze reali, già patrimonio Unesco. In questo modo il monumento viene rilanciato anche come sito produttivo di ricerca e di innovazione, connessa ad un prodotto storico e di alta qualità come la seta. Insieme con il museo e le attività per eventi espositivi – promossi dal consorzio S. Leucio Textile – viene finalmente imboccata la strada giusta per poter ripartire con la cultura, per rendere vivi e partecipati i luoghi in cui nacque uno dei primi distretti industriali nella metà del 1700, quello dei serici, che purtroppo ora sono dislocati e dispersi nella provincia di Terra di Lavoro.

Tra gli obiettivi innovativi dell’officina Vanvitelli vi sarà quello di far cresce competenze e talenti allineati con i fabbisogni delle imprese e del mercato del lavoro, proiettati verso la creazione di start up ed imprese innovative in tutti i settori, a partire da quello industriale e dei servizi avanzati, di alimentare una cultura del problem solving (come hanno sottolineato il Rettore Paolisso ed il prof. Maffei nei loro interventi introduttivi), di promuovere uno sviluppo locale anche grazie alla finanza d’impresa sociale.

A tal fine potrà essere incoraggiata anche la ripresa di un artigianato di qualità – che già oggi vive in alcune aziende del posto – collegando creatività e saper fare produttivo per ottenere un’”opera aperta” a partire dal disegn industriale e moda.

Proprio come ci insegna la vita e la storia raccontata con passione da una protagonista del made in Italy nel mondo, creatrice di bellezza e di produzioni apprezzate e note a livello internazionale. In questo modo la realtà di S. Leucio potrà ritornare a rivivere gli splendori del passato, anche grazie alle nuove opportunità turistiche e di mercato che offrono “le vie della seta” – a partire dalla Cina.

Nel suo discorso di ringraziamento, la signora Missoni ha ricordato le sue origini da un paesino della provincia di Varese, Gola Secca, un luogo di antichi insediamenti di epoca etrusca, con arredi del periodo preromano, sede di una comunità orgogliosa del suo passato e della sua storia. Da qui la nostra signora ha tratto le radici per un futuro fatto di creatività produttiva e di ingegno artistico, con l’uso dei colori variopinti per le sue stoffe e creazioni, che l’hanno resa celebre e modello per il mondo della moda, e non solo.

A margine di questa bella mattinata ci rimane un solo rammarico: quello dello spettacolo delle sterpaglie dei giardini circostanti allo scalone che ci porta al Belvedere. Da tempo sono lì incolti a deturpare un paesaggio maestoso – con la grande Reggia Vanvitelliana sullo sfondo – insieme ai crateri orrendi delle cave che da decenni devastano la corona dei colli Tifatini. Un oltraggio all’architetto Vanvitelli che ideò e progettò queste bellezze, al cui nome è stato dedicato l’ateneo casertano (ed anche napoletano).
Alla luce degli eventi che si stanno realizzando in quel sito, come prima cosa inviterei il sindaco di Caserta e tutte le associazioni del posto ad intervenire per ripulire quei giardini, per eliminare uno sconcio che rovina uno degli scenari più belli della nostra terra.