Pasquale Vitolo, un 58enne di Capua coinvolto in un’indagine riguardante lo spaccio di droga, è stato rilasciato anticipatamente di un anno grazie a una decisione della Corte di Appello di Napoli. Vitolo, considerato parte di un gruppo dedito allo spaccio operante tra diverse città campane, tra cui Capua, Vitulazio, Bellona, Camigliano e Casal di Principe, è stato beneficiato da questa decisione grazie a “parentele eccellenti”.
La sua liberazione anticipata è stata concessa dal tribunale di Sorveglianza di Frosinone in riferimento al periodo di detenzione compreso tra luglio 2019 e il 2023. Nonostante la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, escludendo l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, Vitolo è stato ritenuto idoneo alla scarcerazione anticipata.
L’indagine condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta ha portato all’arresto di Vitolo e altre sette persone nel 2019. Questi individui, accusati di traffico di droga con il metodo mafioso, sono stati identificati come parte di una compagine criminale guidata dalla sorella di Vitolo, Teresa, e dai cugini Stefano e Maurizio Fusco.
La consorteria criminale, con legami con il clan dei Casalesi, si è affermata rapidamente nel territorio, monopolizzando il mercato della droga nelle aree settentrionali di Caserta. Soldi e armi affluivano al gruppo attraverso contatti diretti con l’Albania, uno dei principali mercati di riferimento. L’intervento delle autorità ha portato alla detenzione dei membri di questa organizzazione, ma la scarcerazione anticipata di Vitolo solleva interrogativi sulla capacità del sistema penale di contrastare efficacemente il crimine organizzato.
La decisione del procuratore generale di Napoli di anticipare la fine della pena di Vitolo al 30 marzo 2024, tenendo conto del periodo di liberazione anticipata, ha portato alla sua immediata liberazione. Tuttavia, è stato sottolineato che Vitolo ha già scontato una parte della sua pena, contribuendo a far emergere il dibattito sul sistema di detenzione e recupero dei criminali legati alle organizzazioni mafiose.
In un contesto in cui la lotta contro la criminalità organizzata è una priorità per le autorità italiane, la scarcerazione anticipata di un individuo coinvolto in attività legate al clan dei Casalesi solleva interrogativi sulla capacità dello Stato di proteggere i cittadini e di garantire la giustizia.