SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SPARANISE CONFERMATO DAL TAR LAZIO

Rapporti consolidati tra amministratori e criminalità

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha ufficialmente confermato lo scioglimento del consiglio comunale di Sparanise a causa di presunte infiltrazioni camorristiche. Il sindaco precedente, Salvatore Martiello, aveva presentato un ricorso contro il decreto del presidente della Repubblica del 19 dicembre 2022, ma il TAR ha respinto le sue argomentazioni.

Martiello sosteneva che non esistessero elementi di cointeressenza tra l’amministrazione comunale e il clan Papa, ma il Tribunale ha dichiarato infondate tali doglianze. L’ex sindaco aveva denunciato il coordinatore dell’Ambito C9 insieme a Pasquale Capriglione per affidamenti a favore di cooperative gestite dall’imprenditore per quasi 300mila euro. Tuttavia, tali contestazioni non sono state ritenute valide dai giudici.

La motivazione del decreto di scioglimento ha sottolineato “consolidati rapporti di cointeressenza tra gli amministratori del Comune e soggetti collegati alla locale criminalità organizzata”. La relazione del prefetto, incorporata nel provvedimento, ha evidenziato diversi episodi di condizionamento dell’apparato amministrativo da parte di individui legati alla criminalità locale.

I giudici hanno notato la tendenza degli organi politici a non vigilare adeguatamente sull’apparato burocratico, consentendo possibili ingerenze della criminalità organizzata. Contatti ripetuti e collegamenti con soggetti appartenenti alla criminalità locale sono stati considerati elementi rilevanti, giustificando il rischio di infiltrazioni e la necessità dello scioglimento del consiglio comunale di Sparanise.

Questo verdetto del TAR Lazio sottolinea l’importanza di proteggere l’integrità delle istituzioni locali e di prevenire qualsiasi coinvolgimento con organizzazioni criminali.