SISTEMI DI VIDEO SORVEGLIANZA DISTRUTTE E MINACCE AGGRAVATE DAL METODO MAFIOSO: ZAGARIA CONDANNATO A TRE ANNI E MEZZO

La Corte di Cassazione esclude le contestazioni di lesione ad un agente e sconta la pena al boss

La Corte di Cassazione ha concesso  uno sconto della pena al boss dei Casalesi Michele Zagaria, accusato in precedenza di aver danneggiato alcune telecamere del carcere di Milano-Opera, oltre che alle minacce e lesioni al personale penitenziario.

A quanto pare Zagaria con il manico di una scopa avrebbe distrutto diverse telecamere del carcere, e subito dopo avrebbe minacciato il direttore dicendo : <<Io l’immondizia la butto fuori>>- e dopo ancora- <<Deve cancellare dal rapporto la parte dove io le dico di avvicinarsi di più al cancello della cella per aggredirla, oppure deve strappare il foglio>>.

Le minacce però si sono prorogate fino alle figure dei giudici e al personale medico, aggravate dal metodo mafioso: <<gli psichiatri come hanno fatto mettere a me la busta in testa, così posso fargliela mettere a loro>>.

Tutte queste frasi sono state pronunciate nel reparto dove i detenuti del 41bis erano consapevoli dello spessore criminale ed influente che ha il boss, con conseguente importanza attribuita a personaggi noti del mondo criminale.

E’ così che la pena si riduce a tre anni e sei mesi.

Al capoclan sono state escluse le contestazioni che riguardavano le lesioni ad un agente, la motivazione sarebbe “difetto di querela”.

La legge Cartabia, ha disposto la procedibilità solo in caso di denuncia di parte, cosa che non è avvenuta in questo caso.