Per il consueto numero domenicale della rivista “Spiccioli di spiritualità”, diretta dal prof. Pasquale Vitale, il prof.,Michele Pugliese ci parla delle numerose chiese cristiane diffuse nel mondo e di un originale tentativo ecumenico di riunirle tutte.
Quando parliamo di cristianesimo pensiamo immediatamente ai cattolici, ai protestanti e agli ortodossi, oltre alla chiesa anglicana, nata dalle note vicende storiche di Enrico VIII, che aderì alle posizioni teologiche del protestantesimo, ma rimase sostanzialmente immutata quanto a istituzioni e gerarchie cattoliche. Ma pochi sanno che in realtà, oltre a queste, esistono numerosissime altre chiese cristiane.
Ebbene, adesso vi darò un dato che vi farà sobbalzare dalla sedia, ammesso che siate seduti naturalmente. Nel mondo esistono, secondo il Center for the Study of Global Christianity, un importante centro di ricerca accademico indipendente specializzato nell’analisi demografica, storica e sociologica del cristianesimo e delle altre religioni, con sede nel Massachusetts (Stati Uniti), circa 45.000 – 49.000 denominazioni e chiese cristiane censite a livello globale.
Perché tante chiese cristiane se lo stesso Gesù Cristo, nelle ore immediatamente precedenti alla sua crocifissione, elevò una preghiera accorata al Padre, definendo l’unità come il tratto distintivo dei credenti e la prova della sua stessa missione?
Riportiamo il celebre passo tratto dal Vangelo di Giovanni al cap. 17, vv. 20-23: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me».
Il motivo di tante scissioni va ricercato nel fatto che le decine di migliaia di chiese cristiane esistenti oggi sono il risultato di una complessa combinazione di dispute teologiche, fratture politiche, differenze culturali e spinte di riforma spirituale avvenute nel corso di due millenni. Mentre il messaggio originale di Gesù chiedeva l’unità, la storia umana ha visto il cristianesimo frammentarsi attraverso le eresie dei primi secoli e i grandi scismi storici (lo scisma d’Oriente e la Riforma protestante).
I primi scismi non nacquero da motivi politici, ma da complesse dispute sulla natura di Gesù (se fosse solo divino, solo umano, o entrambe le cose insieme). Con il Concilio di Calcedonia (451 d.C.), che definì in modo definitivo la dottrina delle due nature di Gesù, cioè che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, diverse comunità mediorientali e africane non accettarono questa definizione. Nacquero così, separate dal resto della cristianità, le antichissime Chiese Ortodosse Orientali (come la Chiesa Copta in Egitto e la Chiesa Apostolica Armena).
Nel 1054 vi fu poi il grande Scisma tra Oriente e Occidente, la prima enorme spaccatura del mondo cristiano, che si divise in due: la Chiesa Cattolica (in Occidente) e la Chiesa Ortodossa (in Oriente). Le cause furono soprattutto politiche. Già da tempo l’Europa era divisa. L’Ovest parlava latino e guardava a Roma; l’Est parlava greco e guardava a Costantinopoli. Roma sosteneva che il Papa avesse il primato e l’autorità su tutta la Chiesa. Costantinopoli e gli altri patriarchi orientali rifiutavano la struttura centralizzata. E poi ci fu la famosa disputa teologica detta del Filioque (lett. “e dal Figlio”) riguardante la formulazione del Credo che recitiamo ancora oggi. Infatti noi diciamo che lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, mettendo quindi Dio-Padre e Dio-Figlio sullo stesso piano, mentre gli ortodossi sostengono che il Figlio e lo Spirito Santo procedono dal Padre, mettendo dunque in risalto che il Padre è l’unica “fonte” e l’unico principio originario della Trinità (dottrina della monarchia del Padre).
Fatta questa grande scissione – ma altre, con la creazione di chiese più piccole, si erano già avute nei primi secoli – la seconda divisione si ebbe nel XVI secolo. Fino a quel momento l’Europa occidentale era interamente cattolica, ma nel 1517, il monaco tedesco Martin Lutero contestò la corruzione della Chiesa di Roma (in particolare la vendita delle indulgenze) dando il via a quella che viene definita Riforma Protestante. I riformatori sostenevano che ognuno ha il diritto di leggere e interpretare la Bibbia da solo, senza la mediazione del Papa o del clero (“Sola Scriptura”, solo la Bibbia). Non essendoci più un’autorità centrale a stabilire l’interpretazione corretta della Bibbia, i protestanti stessi si divisero subito in base alle idee dei vari riformatori: Luterani (Germania e Scandinavia), Calvinisti/Riformati (Svizzera, Olanda), e Anglicani (in Inghilterra, per una rottura politico-dinastica voluta da re Enrico VIII).
Il mondo protestante, se ciascun gruppo può interpretare la Bibbia a modo suo, porta intrinsecamente in sé il seme della riproduzione e della diversificazione. Negli ultimi due secoli infatti, soprattutto negli Stati Uniti e successivamente nel Sud del mondo (Africa e America Latina), si è verificata un’esplosione di nuove chiese. Movimenti di fervore religioso hanno dato vita a comunità che mettevano al centro l’esperienza emotiva e personale della fede (Battisti, Metodisti), altri si sono focalizzati sui doni dello Spirito Santo (come la guarigione o il parlare in altre lingue). Oggi le chiese pentecostali e carismatiche sono tra le più diffuse al mondo e continuano a generare migliaia di missioni e mega-chiese locali totalmente indipendenti tra loro.
C’è da dire però che tra le chiese divise oggi è in atto un movimento di riconciliazione, detto ecumenismo, nato con lo scopo di superare le divisioni dottrinali e storiche del passato.
Al di là dei congressi, incontri e dichiarazioni congiunte, segno tangibile del movimento ecumenico è la Comunità monastica di Taizé, uno degli esperimenti spirituali e sociali più straordinari del XX secolo. Fondata nel 1940 da Frère Roger, un giovane teologo protestante svizzero, si trova nel piccolo villaggio di Taizé, in Borgogna (Francia). La sua unicità assoluta risiede nel fatto di essere la prima comunità monastica ecumenica della storia cristiana. La comunità riunisce oggi circa cento fratelli provenienti da oltre trenta nazioni diverse. Tra di loro ci sono cattolici, luterani, calvinisti e anglicani. I fratelli non rinnegano la propria Chiesa di origine, ma vivono l’unità nella quotidianità, si impegnano per tutta la vita a condividere i beni materiali e spirituali, vivendo nel celibato e in semplicità, sotto la guida del Priore. A partire dagli anni ’60, Taizé è diventata, in modo del tutto inaspettato, uno dei più grandi centri di pellegrinaggio giovanile al mondo. Ogni anno, specialmente da Pasqua alla fine dell’estate, decine di migliaia di giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da ogni angolo del pianeta convergono sulla collina di Taizé per trascorrere un momento di spiritualità. È questo l’aspetto più significativo della ricerca dell’unità dei cristiani per realizzare la preghiera di Cristo: perché tutti siano una cosa sola.