La storia viene direttamente da uno studio di medicina generale.
Il signor Roberto (nome di fantasia) ha 71 anni ed è cardiopatico con esenzione per patologia da 10 anni, con aggravamento.
Gli è stata prescritta una TAC coronarica a seguito di Holter cardiaco e prova da sforzo.
Roberto sta vagando di ospedale in ospedale: tempi biblici, mesi.
Poiché la prescrizione prevede due esami, Roberto deve cercare di prenotarli anche contemporaneamente, o comunque a stretto giro.
La prescrizione è urgente e Roberto pensa, a questo punto e con un forte senso di frustrazione, di rivolgersi presso strutture private: dai 250 € in su, con il dettaglio che Roberto ha l’esenzione per patologia.
Tutto risolto?
Macché: si parla, comunque, dal 2 aprile al 20 maggio.
Roberto ha risposto, con amarezza: “Se ci arrivo”.
Roberto non è un caso isolato, purtroppo.
Ci sono anche persone costrette al turismo sanitario: si tratta per lo più di persone che si spostano dal Sud per fare qualche esame o visita al Nord, generalmente verso Lombardia e Veneto. Qui si apre una parentesi: spesso, poiché non residenti, i malcapitati devono pagare, oltre al viaggio (Caserta – Verona, ad esempio, o Caserta – Milano non sono esattamente viaggi economici che una famiglia media può affrontare a cuor leggero: viaggio, pernottamento in qualche albergo, eventuale pranzo/cena/colazione), anche la visita, perché presso la regione ospitante la patologia e l’eventuale esenzione non valgono.
Perché? Misteri italiani.
Cambierà qualcosa? Chissà.
Intanto, il povero Roberto si sente “cornuto e mazziato”.