Comunicato Sindacale Usb. Vertenza Jabil.
In merito al comunicato apparso sulla stampa riguardante la situazione nello stabilimento di Marcianise, riteniamo doveroso intervenire per ristabilire la verità dei fatti.
Ancora una volta assistiamo alla diffusione di dichiarazioni anonime, inviate agli organi di stampa senza alcuna firma e senza che sia chiaro chi realmente si assuma la responsabilità di quanto scritto. Un metodo che dice molto più delle parole utilizzate: chi parla senza firmarsi evidentemente preferisce nascondersi ……
Ci chiediamo chi si cela dietro queste affermazioni. Forse qualcuno di coloro che spingevano con forza per la cassa integrazione e che poi, nei fatti, non ne hanno fatto neanche un giorno? O forse qualche privilegiato che non vive realmente la condizione quotidiana della fabbrica?
Di certo non si tratta di lavoratori che vivono davvero lo stabilimento e conoscono la situazione reale: cassa integrazione utilizzata in maniera massiccia, discriminatoria e senza certezze per il futuro. Questa è la realtà che vivono i lavoratori, non quella raccontata nei comunicati anonimi.
Respingeremo sempre con forza ogni tentativo di etichettarci come “esagitati” o “facinorosi”. Non lo accettiamo e non lo permetteremo a nessuno. Siamo un’organizzazione sindacale che rappresenta concretamente i lavoratori, e i numeri lo dimostrano: siamo il primo sindacato in azienda per numero di iscritti. Qualcuno, prima di parlare, dovrebbe imparare anche a contare.
È bene ricordare inoltre che la scelta di non sottoscrivere determinati accordi non è stata il capriccio di una minoranza, ma la decisione presa dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, che hanno espresso chiaramente la propria contrarietà verso un progetto industriale che non convinceva e non convince tuttora.
Noi non abbiamo bisogno di nasconderci dietro lettere anonime o comunicati senza firma. I nostri comunicati li firmiamo, ci mettiamo la faccia e soprattutto ci assumiamo la responsabilità di rappresentare i lavoratori.
La domanda che resta, quindi, è molto semplice: voi chi rappresentate?