Ecco i temi caldi che domineranno il dibattito a Vinitaly e nei mesi a venire.
Esclusivo: Rivoluzione DOP e IGP, ecco il nuovo “Codice della Qualità”. Tutte le novità del Decreto 22 dicembre 2025
Dalle semplificazioni per i disciplinari alla protezione digitale dei nomi di dominio: l’Italia recepisce il Regolamento UE 2024/1143. Una svolta che cambia le regole del gioco per vino, spirits e food proprio alla vigilia di Vinitaly.
Articolo di Salvatore Schiavone
– Non è solo un aggiornamento normativo, ma un cambio di paradigma per il Made in Italy agroalimentare. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 62 del 16 marzo 2026) del Decreto 22 dicembre 2025, l’Italia schiera in campo le nuove regole operative per la gestione delle Indicazioni Geografiche. Un provvedimento che arriva come un “terremoto positivo” a ridosso dei grandi appuntamenti del settore, Vinitaly in primis.
Ecco le principali anticipazioni su cosa cambierà concretamente per produttori e Consorzi.
1. Procedure Sprint per i Disciplinari
Addio alle attese infinite per le modifiche tecniche. Il decreto introduce iter semplificati per le “modifiche ordinarie”. Questo permetterà ai Consorzi di aggiornare i disciplinari in tempi rapidi (60-90 giorni a livello nazionale) per rispondere, ad esempio, alle emergenze del cambiamento climatico o a nuove esigenze produttive, senza passare ogni volta dal vaglio di Bruxelles.
2. Lo “Scudo Digitale”: Stop ai furbetti del web
Per la prima volta, la tutela delle DOP e IGP entra prepotentemente nell’era dei dati. L’Autorità competente (ICQRF) avrà poteri rafforzati per intervenire sul commercio online. La novità più attesa? La protezione dei nomi di dominio: sarà possibile bloccare la registrazione di siti web che utilizzano impropriamente i nomi delle nostre eccellenze per vendere prodotti contraffatti o evocativi.
3. Spirits in “Serie A”
Il settore delle bevande spiritose (Grappa, Brandy Italiano, Liquori IG) vede finalmente allineate le proprie procedure a quelle del mondo del vino. Una parità di trattamento che garantisce alle distillerie storiche italiane gli stessi strumenti di difesa e promozione dei grandi territori vinicoli.
4. Consorzi come “Manager” del Territorio
Il Decreto non guarda solo al controllo, ma alla strategia. I Consorzi di Tutela acquistano maggiore solidità giuridica nella programmazione dell’offerta. Potranno pianificare la produzione con orizzonti temporali più lunghi (fino a 6 anni), stabilizzando i prezzi e proteggendo la redditività dei piccoli produttori.
5. La clausola del 31 marzo
Attenzione alla finestra temporale: per tutte le istanze presentate al Ministero entro il 31 marzo 2026, resteranno valide le vecchie disposizioni. Dal 1° aprile (e ufficialmente per le nuove procedure dal 17 marzo), il nuovo regime sarà l’unico binario percorribile.
Il commento
A Verona, tra i padiglioni di Vinitaly, questo decreto sarà il convitato di pietra in ogni convegno istituzionale. La sfida ora passa nelle mani dei territori: saper sfruttare queste nuove “armi” burocratiche per trasformare la protezione in valore economico reale.