Iran in photos denuncia le crescenti violenze sui civili: un oftalmologo a Teheran ha documentato più di 400 ferite agli occhi dovute a colpi di arma da fuoco in un singolo ospedale.
“Mentre il personale medico sopraffatto lotta per affrontare il bilancio di una repressione sempre più violenta delle proteste nazionali da parte delle autorità iraniane”.
Il post racconta di tre medici, citando il Guardian, che hanno descritto ospedali “straripanti di manifestanti che erano stati colpiti”.
Il regime tende a colpire agli occhi e alla testa dei manifestanti, mirando a ucciderli o accecarli e deturparli per sempre. Questo avviene già da quattro anni, dalle proteste in seguito alla morte di Mahsa Amini.
E’ un crescendo di violenze e soprusi e ormai il popolo non ce la fa più.
Un medico a Teheran afferma che le forze di sicurezza mirano deliberatamente alla testa e agli occhi: “Vogliono danneggiare la testa e gli occhi per non vedere più, la stessa cosa che hanno fatto nel 2022”, con il risultato di rendere ciechi i manifestanti.
Le manifestazioni iraniane sono iniziate lo scorso 28 dicembre a causa di un improvviso calo del valore della moneta, per poi trasformarsi rapidamente nel maggiore movimento di protesta dal 1979. Aderiscono le comunità iraniane sparse in tutto il mondo.
Oggetto delle proteste è il leader supremo del regime islamico, l’Ayatollah Ali Khamenei. A lui si riferiscono i cori “morte al dittatore” e “non negoziate con i mullah!”
Gli iraniani rivendicano le loro antichissime radici zoroastriane e non riescono più a tollerare il buio medioevo in cui il fanatismo islamico li ha gettati negli ultimi 47 anni.
Gli iraniani, infatti, sono eredi e discendenti del grande Ciro II di Persia, imperatore del V secolo a. C.: sono portatori di una cultura millenaria e rivendicano tutti i diritti che avevano fino al 1979.
Oggi gli iraniani vivono sotto un giogo di fanatismo religioso: hanno perso libertà di abbigliamento, di pensiero, diritto allo studio, musica, finanche di avere un cane.
Il regime arresta, tortura e uccide.
Il post di Iran in photos termina con una richiesta: “Non restare in silenzio. Sii la voce dell’Iran.
Questa non è solo la nostra battaglia, è una lotta contro la tirannia ovunque.
Un Iran libero significa un Asia occidentale stabile, e un’Asia occidentale stabile significa un mondo più sicuro”.